Попробовал, наконец, разработку на Blazor. Это такой фреймворк под .NET, который позволяет писать фронтенд на C#. Работает он двумя способами: либо собирает весь проект в WebAssembly, и бедный пользователь грузит себе мегабайтную dll, либо устанавливает клиент-серверное соединение через SignalR и шлёт клиенту информацию об обновлённых DOM-элементах.
Вот вторую то я и пробовал. Казалось бы — каждое нажатие кнопки требует отправить на сервер запрос и получить ответ. Никогда такого не было! Но субъективно разницы во времени отклика нет (потому что веб и так достаточно медленный, хаха).
Фронтенд-часть пишется очень похоже на JSX: вёрстка реактивно вперемешку с кодом. Когда-то я очень ругал React за такой подход, потому что каша. Но нетипизированный JS по-умолчанию каша, а здесь же по факту получается очень удобно: статический анализ не даёт тебе делать ошибки и писать ерунду.
Но приятный полноценный язык программирования вместо JavaScript это лишь вишенка на торте. Самое крутое — вся сила серверного кода с полноценной возможностью обращения к базе данных, шеринг моделей данных между сервером и клиентом, и, наконец, Dependency Injection любого серверного модуля в «клиент»! То есть вы не просто пишете одно приложение вместо двух, вы ещё и получаете отсутствие ошибок при каком-нибудь изменении моделей API, когда сервер стал отдавать не то, что ожидает клиент. Вам вообще теперь не нужен API, достаточно закодить нужную функцию на серваке и инжектировать её в нужный фронтенд-модуль.
Это супер удобно, супер быстро, супер устойчиво к ошибкам. Теперь не хочется возвращаться даже на вполне крутой Vue 3. Но, система пока новая, она не обросла решениями от комьюнити, а браузерный API всё равно придётся дергать через JavaScript Interop. Для совсем кайфа нужно подождать годик, поскольку развитие идёт довольно быстро. Например, там нет очень нужного в таком деле hot reload, но в .NET 6 он уже анонсирован, и вроде как есть в превью, а релиз в ноябре.
#dev
Liliana #Segre, celebrando al Senato il Giorno della Memoria, ha dichiarato: "Questa rinascita virulenta dell’antisemitismo ha spinto diversi gruppi di senatori a presentare proposte di legge per contrastare il fenomeno". #Segre ha auspicato "una convergenza trasversale, la più ampia possibile" e ha chiesto di regolamentare le piattaforme online "contro campagne di odio", specificando: "Non si tratta di imporre censure, ma di prendere atto della realtà".
@UltimoraPolitics24
La senatrice a vita Liliana #Segre sulla riforma costituzionale del premierato: “Porta un drastico declassamento del Presidente, il rischio è che tutto finisca sotto il dominio assoluto di un capo del governo dotato di fatto di un potere di vita e di morte sul Parlamento della Repubblica. Il premierato è uno stravolgimento ancor più profondo del presidenzialismo proposto in campagna elettorale dalla Maggioranza, che ci espone a pericoli maggiori” - AGI
@UltimoraPolitics
Liliana #Segre in visita alla Sinagoga di Milano per chiedere la liberazione degli ostaggi di Hamas: “Se sono qui è perché la ritengo una serata importante. Non mi sento di parlare di questo argomento perché sennò mi sembra di avere vissuto invano.”
@UltimoraPolitics
#ElezioniPolitiche2022
Il 13 ottobre si terrà l'elezione dei presidenti delle due camere. Al Senato a condurre i lavori sarà Liliana #Segre, alla camera Rosato (Open)
@UltimoraPolitics
È consolante osservare che di tanto in tanto sul New York times la veritá traspare. La censura si distrae
Il reportage dei dottori e infermieri che hanno testimoniato come abbiano visto i bimbi palestinesi morire lentamente negli ospedali perchè sparati in testa o nel petto dall' esercito israeliano è stato pubblicato.
Sono stata querelata dalla #Segre con l' accusa di discriminazione razziale nei suoi confronti
Sono sorpresa e terrificata al pensiero che i miei scritti e i miei interventi possano essere fraintesi in questo modo assurdo
Ho infinita fiducia nella magistratura.
Se tuttavia aver difeso i martiri di Gaza e aver criticato Israele dovesse farmi sanzionare economicamente, ne sarei felice
Non voglio essere complice di questi orrori
Tutti coloro che assicurano l' impunità a Israele a cominciare da Washington per passare per questa Europa che ha perso la sua anima sono complici dei soldati che mirano alla testa e al petto dei bambini di Gaza che giocano nelle strade e si ritrovano agonizzanti in un letto di ospedale fatiscente
Non sono vittime collaterali
Sono i bersagli di un un esercito incaricato della pulizia etnica
Se oggi denunciare i crimini di Gaza significa discriminare razzialmente gli ebrei allora siamo tutti noi colpevoli
Puniteci sanzionateci almeno potremmo dire che noi abbiamo pagato un prezzo per non concorrere a questi crimini
Per non restare in silenzio di fronte alla violenza e alla tortura degli innocenti!
#GazaGenocide
#Lebanon2024
La lobby di Israele condiziona la stampa internazionale e la politica statunitense.
La verità, cara Senatrice, non è mai antisemita. La stimo molto anche per il suo lavoro nelle scuole con l’intento di insegnare come nasce l’antisemitismo, come nascono i crimini razzisti. Come scriveva Primo Levi, un lager nasce quando c’è un’ingiustizia e si volta la testa dall’altra parte.
Spero che queste parole che le rivolgo non siano nuovamente considerate uno scandalo. Senatrice crede veramente che io possa essere antisemita? Eppure mi ha querelato penalmente per istigazione all’odio e ne sono ancora esterrefatta.
Vede, cara Senatrice, se la parola antisemita diviene uno strumento per colpire il ragionamento o la denuncia dei crimini israeliani, essa perde significato e rischia di fomentare la rabbia (ingiustificata e deprecabile) contro gli ebrei.
Vorrei tanto che lei, una così alta espressione della comunità ebraica, facesse chiarezza e denunciasse le ingiustizie odierne, l’odio verso gli islamici che a mio avviso cresce nelle società occidentali in modo inquietante, le discriminazioni verso i migranti torturati e ricacciati nei loro campi di detenzione dai Governi di destra come da quelli del centro-sinistra, il dolore dei Rom da sempre esistito e ancora dimenticato.
Non c’è modo migliore di rendere omaggio all’appartenenza a una gloriosa diaspora ebraica, a un’intellighenzia a cui dobbiamo tanta parte della cultura umanistica odierna, che chiedersi chi siano gli ebrei di oggi.
Cara Senatrice, lei non ha nessun bisogno di lasciare questo Paese. Lei è amata e protetta. I rom no, i migranti no, i musulmani no. Se leva la sua voce a vantaggio degli ultimi della terra renderà un grande servizio, riducendo quelle sacche di razzismo e antisemitismo che permangono.
Faccia chiarezza Senatrice! Aiuti la ragione per impedirne il sonno. I giovani che protestano per la Palestina sono coloro che hanno appreso la lezione che lei insegna nelle scuole. Non li allontaniamo.
E non mi ritenga sua nemica soltanto perché oso parlarle apertamente.
Maria Teresa di Lascia, vincitrice con un magnifico libro “Passaggio in Ombra” del Premio Strega quando il premio era un premio letterario, militante dell’eroico Partito di Pannella quando era il partito dei diritti civili e della protezione dei deboli, affermava che non vi era nessuno così nemico da negargli una discussione, un litigio.
Dialogare è aprirsi e rispettare il prossimo per quanto diverso da noi.
Recuperiamo l’umanesimo cristiano e ebraico quale vero margine contro le destre razziste che un po’ dappertutto si affermano con la complicità del falso liberalismo odierno.
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Questo post è stato pubblicato il 4 luglio 2024 sia sulla rivista online “La fionda” che sul quotidiano “Il giornale d’Italia”.
#GazaGenocide
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#umanesimo