На днях Еврокомиссия предъявила компании Apple обвинения в нарушении антимонопольного законодательства. Если дело выгорит, то яблокам грозит по-настоящему серьёзный штраф — до 20% от всего оборота.
Нарушение как раз состоит в том, что Apple под флагом безопасности, как она это любит, запрещает сторонним приложениям использовать NFC-модуль для оплаты. Я уже об этом писал: на андроидах после блокировок можно платить телефоном через MirPay и аналоги, а вот айфоны вообще остались без инструмента оплаты в России.
Это, конечно, совпадение, что такие разборки идут нам — русским, оставшимся в стране — на руку. Начало сбора материалов для этого дела было задолго до текущих событий. Впрочем, окончательно текст нужного закона согласован в ЕС только 24 марта — и я уверен, что они одним глазком посматривали на происходящее в России. Так, на всякий случай.
Там в законе много интересного:
1. Компании обязаны давать пользователям возможность менять браузер по умолчанию и поисковый движок. Интересно, заставит ли это Apple разрешить использовать в сторонних браузерах какой-то иной движок, кроме Safari? Ведь из-за этого сам смысл альтернативных программ для просмотра web-страниц теряется почти полностью.
2. Платформам запрещается под угрозой исключения из магазина навязывать свои средства обработки платежей в приложениях. Судя по всему, здесь сыграл роль иск от Epic Games.
3. От встроенных средств обмена сообщениями требуют interoperability. Непонятно, означает ли это возможность работы между протоколами (например, отправлять из iMessage сообщения в WhatsApp), или всё-таки что-то не столь значительное.
4. Ну и да, разработчики смартфонов обязаны предоставить fair access to the supplementary functionalities, к которым относят и NFC. В теории это может означать ещё и, например, право для несистемных приложений выполнять на iOS фоновые процессы (сейчас это возможно только в качестве реакции на изменение координат).
Мне нравится этот процесс и с чисто практической точки зрения и с идеологической. Я уже писал о том, что монополии — один из наиболее значительных недостатков капитализма. В теории вроде бы всё честно: компания делает продукт и имеет право предоставлять его людям на удобных ей условиях, потому что это их продукт. Но в данном случае Европа пользуется правом сильного, потому что может. Иронично: крупные компании по праву сильного и благодаря наличию возможности вставляют палки в колёса обычным потребителям, которые из-за этого не полностью могут пользоваться собственными же смартфонами. А антимонопольные комиссии по праву сильного и благодаря наличию возможности вставляют палки в колёса компаниям, которые из-за этого не полностью могут определять условия продаже собственной же продукции.
#gadgets#web
Nuovo attacco con colpi d'arma da fuoco contro la chiesa di San Filippo Neri nel quartiere Zen a #Palermo. I proiettili sono stati sparati nel muro e hanno danneggiato il quadro elettrico. Sul posto ci sono i poliziotti della Scientifica. Nei giorni scorsi erano stati sparati colpi di arma da fuoco contro l'ingresso secondario della chiesa del quartiere Zen, in via Fausto Coppi.
Inoltre ieri due giovanissimi, a bordo di uno scooter elettrico, hanno bloccato l'autista della linea 619 che stava per entrare allo Zen 2 e gli hanno puntato la pistola, dicendo 'Da qui non si passa'. Il Presidente dell'Amat, l'Azienda trasporti di Palermo, Giuseppe Mistretta, ha scritto al Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, dopo le minacce. "Non possiamo più andare avanti così dopo la sassaiola avevamo addirittura potenziato la linea che collega San Filippo Neri alla città. Adesso però basta. Serve maggiore sicurezza e controllo", scrive Mistretta al Prefetto. "Questa volta si è superato davvero il limite", dice ancora.
"Più dei colpi di pistola, mi fa paura l'inerzia della gente, della comunità che dovrebbe reagire in maniera compatta e forte. Serve un crescendo di impegno e coraggio per liberare il quartiere. Istituzioni e cittadini insieme, perché la repressione da sola non basta. Così come non servono i proclami. Allo Zen occorrono soluzioni", le parole di padre Giovanni Giannalia, rilasciate all'Adnkronos, aggiungendo: "Presumibilmente l'episodio risale alla notte del 31 dicembre. Stavolta hanno usato un'arma più potente, hanno sparato ad altezza d'uomo, se dentro i locali ci fosse stato qualcuno ci saremmo trovati di fronte a una tragedia".
Nel quartiere, ammette don Giannalia, c'è "un crescendo pericolosissimo" di violenza. "Viviamo un'emergenza, un crescendo di pericolo di fronte al quale è necessario intervenire in maniera molto forte. Si sta perdendo il controllo, questa gente si muove indisturbata, sente di poter fare ciò che vuole, imponendosi con la paura e la sopraffazione. Adesso la palla passa alle Istituzioni e alla comunità, a quella parte sana dello Zen che non può rassegnarsi".
"Se è vero che colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità - oltre a evidenziare un disagio verso il quale l’impegno della Chiesa, delle Istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti -, di fronte a questo nuovo indegno attacco, che colpisce e danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere", le parole dell'Arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice.
"Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano - prosegue il presule -. Chi usa violenza non è un uomo, è un bruto, un mostro. Rinnoviamo il nostro appello a tutti coloro che ne hanno il ruolo di continuare a mettere in campo un’azione sinergica che preveda, oltre a una costante e decisa attività di controllo del territorio, una lungimirante politica urbanistica su questi quartieri della città, unitamente a una rinnovata progettualità educativa e di cura delle persone, affinché i semi di speranza piantati recentemente nel cuore di questo quartiere, periferia geografica ma non umana di Palermo, possano portare frutti abbondanti di rigenerazione. La Chiesa palermitana continuerà a dare con creativo coraggio il suo apporto".
L’Arcivescovo di Palermo "condanna con fermezza" l’accaduto e torna ad abbracciare, a nome dell’intera comunità ecclesiale palermitana, padre Giovanni Giannalia, parroco della chiesa di San Filippo Neri, incoraggiandolo e sostenendo la Comunità parrocchiale impegnata a "offrire la fresca presenza dell’Evangelo tra le case e le vie del quartiere".
Colpi di arma da fuoco e un'esplosione, probabilmente di un petardo, contro uno degli ingressi della chiesa parrocchiale di San Filippo Neri al quartiere Zen di #Palermo. È quanto accaduto nel capoluogo siciliano. Sulla vicenda stanno indagando le forze dell'ordine.
“Hanno fatto esplodere qualcosa, ma non sappiamo se una bomba - racconta il parroco, padre, Giovanni Giannalia ai media locali - o qualche ordigno realizzato con più petardi. Il botto è stato fortissimo. Oltre a questo ci siamo accorti, ma risaliva a qualche giorno prima, della presenza un colpo di fucile a pallettoni ben visibile nella porta. C'erano anche diversi fori di pistola, sicuramente recenti perché c'erano ancora i bossoli per terra. Fortunatamente dentro non c'era nessuno, perché i proiettili hanno raggiunto l'interno. Che fortuna… basti pensare che ieri eravamo qui fino all'una circa. Poteva finire molto peggio”.
“Ritengo che il fatto sia una bravata dietro la quale però ci sono un'incoscienza e una stupidità allucinanti. Sparare con un fucile contro una chiesa - prosegue il sacerdote - è una cosa assurda. Ci preoccupa il fatto, al di là dell'accaduto e dei danni, che queste persone possano giudicare normale comportarsi così, crescendo con certi valori e idee. È intollerabile".
Su quanto accaduto interviene anche l'Arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che in una dichiarazione diffusa a mezzo stampa afferma: "Colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità ma è anche un gesto che parla di un disagio verso il quale l’impegno della Chiesa, delle istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti. I locali parrocchiali hanno recentemente ospitato gli Stati generali dell’infanzia e l’adolescenza per rilanciare l’attenzione di tutti verso le periferie e le persone che le abitano, sul sagrato della chiesa abbiamo pregato insieme all’Arcivescovo di Monreale mons. Gualtiero Isacchi affinché le nostre città non conoscano più violenza e morte di giovanissimi per mano di loro coetanei. Non possiamo permettere che un gesto grave non consenta ai tanti semi piantati recentemente di portare frutto".
L’Arcivescovo esprime vicinanza a padre Giovanni Giannalia, parroco della chiesa di San Filippo Neri, e alle diaconie pastorali e a tutti i volontari che quotidianamente si impegnano per costruire percorsi di speranza. Mons. Lorefice invoraggia infine la Comunità parrocchiale con le parole rivolte da Mosè a Giosuè: "Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!" (Dt 31,8 ).
#Italia#UE#Palermo
La procura europea (EPPO) ha indagato 23 persone, di cui 12 professori e ricercatori dell’università di Palermo: sono accusate di vari reati di truffa compiuti con fondi europei ricevuti per due progetti di ricerca del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche.
@Osservatorioitaliano
#Italia#Sicilia#Palermo
Scintille a Palermo sul rapporto mafia-politica, Tajani accusa il PD: "Avete il figlio di un boss mafioso in lista"
@UltimoraPolitics
#Italia#Sicilia#Palermo
Regionali siciliane: trovata l'intesa sulle modalità della consultazione per la selezione del candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra: si voterà online, con la possibilità di registrarsi e scegliere se votare da casa o al gazebo. Le presentazioni delle candidature avverranno tra il 23 e il 28 giugno, primarie il 23 luglio.
@UltimoraPolitics
#Italia
Tanta irritazione da più parti per la situazione di #Palermo dove molti seggi sono chiusi o incompleti. Guido #Crosetto denuncia 100 sezioni chiuse (su 600).
@UltimoraPolitics
#Italia#Sicilia#Palermo
Carlo #Calenda (#Azione|RE): "Questo è un appello a IV. Possibile che a Palermo sosteniate il candidato di Meloni e Cuffaro invece di Ferrandelli supportato da Azione-+E? Dov’è il riformismo? Stiamo parlando della terza città italiana!"
@UltimoraPolitics
#Italia#Sicilia
Gianfranco #Miccichè (#FI|EPP): "Berlusconi mi ha detto di fare la mossa del cavallo a #Palermo, di chiudere sul loro candidato. Fatto, fregandocene della signora Meloni che ci vuole distruggere tutti. Ma Musumeci non passerà. Mai. Se la Meloni va da sola? Sto tremando, non si vede?"
@UltimoraPolitics