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Изходен канал @clockstackwheels · Post #348 · 18.05

Я уже когда-то говорил, что, как пилот дрона, обращаю много внимания на висящие провода в городе. Когда был в Москве, тоже смотрел наверх, и, кажется, проводов там прям намного меньше: я почти не встречал жутких переплетений даже в центре, да и редкий одинокий кабель через улицу в спальном районе Москвы куда менее частое зрелище, чем в Петербурге. Зависит ли это от в среднем бОльшего расстояния между домами, из-за которого провода натягивать труднее? Или есть какое-то регулирование? Вообще, существуют ли нормы в этом вопросе? Может ли мне кто-то помешать просто так взять и натянуть провод между домами в произвольном месте? Есть ли случаи, когда людей за это действительно привлекали? Сейчас мне кажется, что в Петербурге этот вопрос полностью заброшен, и любой человек может творить с воздушным пространством между домами почти всё, что хочет, если только это не запрещённая вывеска. По крайней мере, за проводами вряд ли кто-то вообще следит. Особенно это заметно в центре: мало где над центральными улицами нет адской волосни. Один из признаков того, что городским властям не наплевать на облик города — это как раз регулирование таких вопросов. Фотографию я сделал сегодня недалеко от Восстания.#life

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1276 · 13.02.2026 г., 10:25

https://x.com/SavinoBalzano/status/2022255589804351969?s=20 Penso che le parole di #NicolaGratteri siano assolutamente inaccettabili e vadano condannate da tutti, senza se e senza ma. Ha affermato che per il NO voteranno le persone perbene, quelle che credono nella legalità; poi è passato a descrivere chi vota SÌ, senza menzionare altrettanta “gente perbene”. Se in entrambi gli schieramenti ci sono persone oneste, che senso ha citarle? E soprattutto: perché citare solo quelle che votano NO? Ne deriva una cesura evidente: le persone perbene e fiduciose nella legalità sarebbero naturalmente portate a votare NO; alle altre resterebbero due opzioni, astensione o SÌ. Non solo. Nella descrizione di chi vota SÌ compaiono indagati, imputati, massoneria deviata, centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente (la mafia?). Il ragionamento di #Gratteri è un colabrodo, e non solo il suo, verrebbe da dire. Se la riforma trasformasse il PM in un super-poliziotto “cattivo”, perché indagati e imputati dovrebbero votare SÌ? Sono tutti fessi? Se il pubblico ministero è impregnato di cultura giurisdizionale ed è, per alcuni, addirittura il primo difensore del cittadino, perché i “cattivi” voterebbero SÌ? Sono tutti scemi? Pare votino SÌ anche gli avvocati: godrebbero forse nel vedere torchiare i propri assistiti e nel trovarsi di fronte un PM più potente e meno sensibile alle ragioni della difesa e della verità? Curioso, non vi pare? Con la vittoria del NO, questi presunti centri occulti di potere se la passerebbero molto peggio che con la vittoria del SÌ. Il NO, però, coincide con l’attuale assetto: oggi hanno davvero vita difficile? Sono in seria difficoltà? Questo non significa che con il SÌ andrebbero a gambe all’aria: significa solo che nemmeno oggi accade. Ci siamo? Inoltre, Gratteri sostiene che la ’ndrangheta (come se fosse un soggetto unitario, ma sorvoliamo) sia per il SÌ. Come lo sa? Sono state condotte indagini in merito? Esistono evidenze, intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori che attestino tale orientamento? In assenza di tutto ciò, affermazioni di questa portata, rilasciate con tale leggerezza, risultano quantomeno significative. E inquietanti. La domanda che vorrei porre a Gratteri è semplice: ammesso — come lui stesso poi precisa — che esistano persone perbene che votano SÌ, esiste qualche lestofante che vota NO? Perché se si afferma che la gente onesta vota NO, si finisce inevitabilmente per escludere il contrario. Ho poi ascoltato la sua precisazione di ieri sera da Formigli e ne tengo conto. Ma non mi pare abbia risolto. Anzi. Per me Gratteri è un grande magistrato, patrimonio della Repubblica, ma temo si stia facendo prendere un tantino la mano in questa fase. E non solo lui. Questo atteggiamento è inaccettabile e antidemocratico. Così come è inaccettabile incensare (giustamente) l’autorevolezza di Gustavo #Zagrebelsky, ricordando che è stato Presidente della Corte costituzionale, e poi descrivere come impresentabile Augusto #Barbera — che ha ricoperto la stessa identica carica — solo perché, con pari autorevolezza, si schiera per il SÌ. Questo gioco al massacro è incivile e tradisce un nervosismo quantomeno sospetto. Una cosa, però, è certa: anche se vincerà il NO non ci sarà alcun sospiro di sollievo, perché tutto resterà com’è. E oggi le cose vanno male. Molto male.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1002 · 05.05.2025 г., 12:13

https://x.com/SavinoBalzano/status/1919354130037887318?t=a04FHlBRULckWd4iO4TX3g&s=19 Sentite un po’ questi due e ditemi che ne pensate, perché davvero io comincio a non farcela più. Da un lato l’augusto #Augias: quello del #fascismo goniometrico (vi ricordate quando da Floris giudicava le braccia tese in base all’inclinazione?), quello per cui le Scritture ci inviterebbero al #riarmo. Dall’altro, #Zagrebelsky, quello che ne capisce di #Costituzione. Corrado ci dice che le democrazie sono a rischio. E uno pensa: “Vedrai che si riferisce al fatto che hanno fatto fuori #Georgescu in #Romania e che ora ci stiano provando con #Simion; sicuro si riferirà all’assurdità per cui un giudice di primo grado impedisce a #LePen di candidarsi all’Eliseo; certamente non gli saranno andati giù gli attentati a #Fico, a #Trump, la morte della guardia del corpo di #Orban; non dormirà per le recenti dichiarazioni di Thierry #Breton e per i rischi di messa al bando di #AfD; gli saranno tornate in mente le parole di #Oettinger, quando disse che i mercati ci avrebbero insegnato a votare". Che volete che vi dica? Forse pensa che impedire ai popoli di scegliere chi vogliono sia davvero un rischio grave per la tenuta democratica e costituzionale dei paesi coinvolti. Che ci sia un pericolo reale di implosione sistemica delle impalcature istituzionali. Che il contratto sociale stia andando a farsi benedire: cose così, di mero buonsenso. E invece no, bellezze mie. Vuole dire esattamente il contrario: che non è abbastanza, che non bastano gli interventi “tecnici” contro singole forze politiche, che le tecnocrazie non siano ancora sufficientemente attrezzate contro il pericolo che partiti votati dalla gente rappresenterebbero. Siamo a questo punto. Poi interviene quell’altro, il costituzionalista, il Presidente emerito della Corte Costituzionale. E che ti dice il Gustavo? Bene la #Germania… ma gli altri? Noi? Che si fa? Gente, io sono preoccupato. Ma preoccupato per davvero.