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Изходен канал @clockstackwheels · Post #367 · 30.05

Поговорим про ML. Пару дней назад вышла новость о том, что в продажу поступила первая русскоязычная книга, половину текста в которой написала нейросеть ruGPT-3. А до этого вы все наверняка натыкались на очень яркие записи про Dalle и Imagen, где нейросеть по описанию рисует картинку, и получается очень любопытно. Такими темпами скоро нейросети превратятся в крипту: высокотехнологичную вещь, о которой, однако, в среде приличных технарей лучше не упоминать. Потому что то, каким образом это используется, и то, какой образ этому создают в массах, расходится не только с реальностью, но и с определённым уровнем вменяемости. Кстати, ML ещё и может ярко демонстрировать эффект Даннинга-Крюгера. Мем про "Ты чё, пёс, я математик!" нифига не шутка. Человек может считать себя крутым программистом, если научился комбинировать чужие библиотеки на питоне. Хотя на самом деле простейшую практическую задачу решить не способен -- я с такими сталкивался лично. ML-щики вообще пихают свои нейросети куда ни попадя, считая, что это волшебная таблетка и швейцарский нож для любых ситуаций. Мне рассказывали случай, когда на хакатоне по работе с данными выиграл человек, который просто аккуратно вручную подобрал нужные зависимости в Excel :) Глобально же нейросетями пытаются решать три вида задач: 1. Информации в вопросе много, а в ответе нужно мало. Например, распознавание образов и символов. Подбор значений каких-нибудь коэффициентов. Приложение "Хотдог или не хотдог" из сериала Кремниевая Долина. Обычно нейросети справляются с таким очень хорошо. Рукописный ввод распознают шикарно, по фото могут назвать породу собаки, математические формулы читают. Но важно понимать, что под капотом даже у такой нейросети не возникает никаких понятных вам символов. Например, при распознавании рукописного ввода случайный набор пикселей, не имеющий для человека смысла, может быть с той же степенью уверенности интерпретирован нейросетью, как совершенно чёткая буква А. Просто мы на такой случайный набор не попадаем почти всегда, и поэтому всё ок. 2. Информации в вопросе средне, и в ответе нужно средне. Как правило, это предсказание, восстановление недостающих данных, улучшение качества фото, раскрашивание ч/б. С такими задачами нейросети справляются уже средненько. Улучшенный нейросетью снимок сразу видно. Предсказание лишь ненамного точнее, чем случайный выбор. Польза в том, что в обращении такие сети просты, а результат всё-таки дают. Но не стоит их переоценивать. Например, сюда можно отнести задачу суммаризации текста (по большому объёму текстов тебе печатают выжимку). Мои товарищи в одном чате несколько дней игрались с ботом-суммаризатором, и в основном половина написанных им фраз это просто мусор и ерунда для ржача. Но в другой половине всё-таки какой-то совсем небольшой смысл проглядывался. Недостаточный для того, чтобы задалбывать этим ботом участников чата (привет, ребята :) ), но не абсолютный рандом. 3. Информации в вопросе мало, а в ответе нужно много. Это генерация данных: вот как раз написание текстов, составление рисунков, логотипов и так далее. Так вот, по моему скромному, но всё-таки хоть немного компетентному мнению, в таких вопросах нейросети выдают полную херню. И хвалёная логотипная нейросетка Лебедева — тоже полная херня. И распиаренная GPT ничего толкового не пишет. Когда читаешь примеры в новостях-анонсах, сразу думаешь: "Вау, как круто!". Но когда пробуешь сам: ruGPT-3 по уровню осмысленности где-то чуть ниже "Яндекс.Рефератов", если помните такой сервис и суть его работы. Я не знаю, будут ли сети по созданию изображений работать так круто (сейчас доступа к ним ни у кого нет), но книга в соавторстве с человеком стала возможна только по той причине, что в качестве человека взяли Павла Пепперштейна, который берёт случайные комбинации словосочетаний и выдаёт это за литературу. Поверьте: человечество пока что в безопасности касательно захвата машинами. #dev

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la fionda📗

@lafionda · Post #7099 · 29.01.2026 г., 11:18

https://x.com/SavinoBalzano/status/2016831997277089939?s=20 Il più famoso di tutti è lui, #Puente: il fact-checker più noto, quasi quello per definizione. Io non credo nel #FactChecking: penso sia un modo maldestro per derubricare e squalificare alcune idee a vantaggio di altre. Ma se proprio deve esserci, quali titoli dovrebbe avere un arbitro della verità? Basta, secondo voi, una laurea triennale conseguita in undici anni? Ad esempio, uno che fa #debunking praticamente su ogni argomento, che cosa dovrebbe aver letto prima? Che cosa dovrebbe aver studiato prima di esercitare la funzione di sacerdote del vero? Non è meglio fidarsi delle persone e della loro capacità di farsi, liberamente e democraticamente, un’idea? Chi pensa, in generale, di poter prescrivere la verità come fosse una pastiglia (forse più una supposta) si fida davvero delle persone? O forse è mosso dalla supponenza, dalla presunzione, dall’arroganza: dalla convinzione di essere migliore degli altri? Domando. E, soprattutto, ritenete più democratico un sistema in cui trovino spazio tutti i punti di vista o uno in cui qualcuno decide cosa potete leggere e cosa deve essere censurato? Alla gente l’ardua sentenza. Io della gente mi fido.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1265 · 29.01.2026 г., 11:16

https://x.com/SavinoBalzano/status/2016831997277089939?s=20 Il più famoso di tutti è lui, #Puente: il fact-checker più noto, quasi quello per definizione. Io non credo nel #FactChecking: penso sia un modo maldestro per derubricare e squalificare alcune idee a vantaggio di altre. Ma se proprio deve esserci, quali titoli dovrebbe avere un arbitro della verità? Basta, secondo voi, una laurea triennale conseguita in undici anni? Ad esempio, uno che fa #debunking praticamente su ogni argomento, che cosa dovrebbe aver letto prima? Che cosa dovrebbe aver studiato prima di esercitare la funzione di sacerdote del vero? Non è meglio fidarsi delle persone e della loro capacità di farsi, liberamente e democraticamente, un’idea? Chi pensa, in generale, di poter prescrivere la verità come fosse una pastiglia (forse più una supposta) si fida davvero delle persone? O forse è mosso dalla supponenza, dalla presunzione, dall’arroganza: dalla convinzione di essere migliore degli altri? Domando. E, soprattutto, ritenete più democratico un sistema in cui trovino spazio tutti i punti di vista o uno in cui qualcuno decide cosa potete leggere e cosa deve essere censurato? Alla gente l’ardua sentenza. Io della gente mi fido.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #800 · 06.11.2024 г., 09:48

https://x.com/SavinoBalzano/status/1854098288326193251?t=HLsg8M2bpGxPhQ_yeN_igg&s=19 Due sere fa, solo due, un telegiornale italiano (il TgDraghi) dava #Harris in vantaggio di 20 punti (20 punti!!!) su #Trump nell'elettorato femminile americano. Ovviamente era una balla colossale ed era chiaro a tutte le persone di buon senso. Francamente credo che la riflessione che tutti dovremmo fare oggi riguarda l'#informazione nel Paese: è davvero emergenza perché senza un'informazione seria la #democrazia è azzoppata, in crisi, in pericolo. Subiamo da anni una #propaganda asfissiante da parte di un'informazione che non è descrittiva, ma prescrittiva: non racconta le cose per quelle che sono, la realtà per quella che è; presenta le cose per quelle che dovrebbero essere (secondo una specifica visione, ovviamente), la realtà per quella che dovrebbe essere. Gli stessi commentatori, ciarlatani e cialtroni, che fino a ieri preannunciavano una vittoria di #Kamala (amorevolmente chiamata per nome) in questo preciso momento sono ancora in diretta, continuano a propinare le loro analisi: ora ci vogliono pure spiegare cosa è accaduto. Si parlava di testa a testa e, ricordo, quelli che ipotizzavano di malavoglia una eventuale vittoria di #DonaldTrump, riconducendola alle storture prodotte dal sistema elettorale: «prenderà meno voti, ma grazie al maggioritario potrebbe arrivare alla #CasaBianca». Ebbene, in questo momento, si contano per lui già cinque milioni di voti in più e il divario tenderà ad allargarsi notevolmente. Per i repubblicani è un risultato epocale: verificatosi, che ricordi, solo con il primo Bush Jr. Questa informazione spazzatura, quella del #mainstream, pretende persino di guidare le operazioni di #FactChecking e di #Debunking: asini e arroganti, come si diceva un tempo a scuola. E adesso che si fa? Semplice: si racconta come le donne abbianio tradito, i neri abbiano tradito, le minoranze abbiano tradito. Perché l'ipotesi che il popolo schifasse #KamalaHarris non è proprio contemplabile, che le preferisse #Donald è inconcepibile: a questa gente la #democrazia fa schifo e questa è la verità e ne abbiamo conferma sempre, in ogni circostanza. La fortuna è che a certa spazzatura ci si affida sempre meno, seppure il lavoro da fare sia ancora moltissimo.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #855 · 08.01.2025 г., 10:46

https://x.com/SavinoBalzano/status/1876941586044432789?t=NYgrvLRsHgucjjQ3a9cNKg&s=19 Ossessivamente parlano di rischio per la nostra #democrazia: sarebbe minacciata da agenti esterni, ingerenze, estremismi e chi più ne ha più ne metta. È vero che non se la passa benissimo, ma non di certo da ora, e la colpa a mio avviso ce l'hanno proprio quelli che oggi strillano, gli stessi che non si rendono conto (o fingono di non farlo) di quanto il doppiopesismo nel loro approccio li renda ridicoli. Alcuni esempi? Eccoli: - si avvicina l'insediamento del Presidente #Trump e, piuttosto che parlare dell'oggi, di quanto viviamo o stiamo per vivere, ci viene propinato di continuo il racconto del 6 gennaio 2021: a voi sembra normale? Il tentativo, ovviamente, è quello di insistere con lo spauracchio dell'arrivo al potere del male assoluto, del #DonaldTrump che tutti dovrebbero temere. Ci vengono riproposte le sue ultime boutade, come se il Presidente uscente, #Biden, fosse stato un uomo di pace: la sua gestione dei conflitti in corso ha ricordato un pompiere che prova a spegnere un incendio con una manichetta alimentata a benzina. Lo stesso #JoeBiden che con i suoi ultimi atti cerca di impantanare la futura amministrazione nelle logiche della guerra tanto amate dai democratici statunitensi (ma anche italiani). Si indugia poi su qualche scandalo del Presidente entrante, dimenticando ovviamente la recentissima grazia che il vecchio Joe ha riservato a suo figlio; - tutto ciò che ruota attorno a Trump deve essere dipinto come una delle piaghe d'Egitto e la più pericolosa ha un nome e un cognome: #ElonMusk. Il suo sistema di satelliti, ad esempio, potrebbe mettere a repentaglio la nostra sovranità nazionale. Già fa ridere così: che chi ha svenduto la Costituzione alla tecnocrazia sovranazionalista si preoccupi della sovranità nazionale è già da mettersi un pannolone per le risate. Ma si sono accorti, peraltro, che tutta la nostra telecomunicazione è di proprietà straniera? Vogliamo parlare di tutto il cloud della pubblica amministrazione del Paese? La sua realizzazione ha coinvolto enormi multinazionali (Google ad esempio) e non mi pare siano di proprietà di un Olivetti; - rieccoci, come ogni anno, a festeggiare il Natale della #sinistrucola. Si, la loro rinascita, ciò che infonde un senso alla loro stessa esistenza: #AccaLarentia. I salotti dell'informazione sono già affollatissimi di gente (tutti intellettuali generalmente contraddistinti da occhiali dalle forme più particolari) che ci gonfia i coglioni con la storia del #neofascismo. Ovviamente quel raduno è una roba da centro di igiene mentale più che da arresto, tuttavia chi per decenni non è stato filato da nessuno, adesso, guardacaso mentre al governo c'è un determinato partito, diventa l'emergenza assoluta nel dibattito pubblico. Una tortura senza fine alla quale siamo chiamati a sottorporci da qualche anno a questa parte; - da ultimo, pare proprio che i signori del #FactChecking e del #Debunking sui social network stiano per andarsene finalmente dove meritano: a fare in culo. Questa è una notizia semplicemente meravigliosa: tutti i propalatori di menzogne politicamente corrette (se non ti vaccini ammazzi la gente; la resistenza ucraina vincerà la guerra; Putin è malato terminale; etc.) rischiano seriamente di non avere più lavoro: il proprietario di #Meta, tale #Zuckerberg, dopo aver ammesso di aver censurato la gente su ordine dell'amministrazione democratica statunitense (sottolineo "democratica"), pare proprio voler porre fine a una pagina vergognosa nella storia della libertà di pensiero nel mondo: gli amici del "vi costringeremo ad essere liberi" (e in Italia si sprecano) dovranno presto, si spera, farvi i conti. Ovviamente tutti a frignare già stanno e cianciano delle cavallette in arrivo. Io scaldo i pop corn.