Второй онлайн-день #DotNext закончился.
В числе прочего был интересный разговор на тему «Страх и ненависть в Open Source», но я вам о некоторых особо заметных случаях рассказывал уже вот тут и тут. Ещё послушал про обратное соединение распиленного монолита (бывает, что и такое нужно!) и ещё пару докладов.
В целом, впечатления противоречивые. Опишу кратко.
Плюсы:
1. Высочайшего качества техническая организация. Ничего не глючило, чистая картинка и звук, удобный UI.
2. Были полезные и практичные вещи, интересные.
3. Реально отвечали на вопросы в чате в реалтайм-режиме.
Что прошло ниже моих ожиданий (я впервые на такой дорогой IT-конференции):
1. Наверное, подсознательно я ожидал что с учётом цены билета буквально каждый доклад будет супер звёздным уровня "Торвальдс лично рассказывает подробности устройства ядра Linux, и делает это с шутками и котиками". Но доклады в среднем довольно обычные. Некоторые поверхностные, другие на очень далёкую от меня тему. И ещё их не очень много, не то, чтоб был гигантский выбор. Хотя, справедливости ради, больше 2-3 лекций в день тяжело осилить.
2. Интерактивные фишки формально заявлены: виртуальные стенды и квизы. По факту, во-первых, стенды и квизы полностью повторяют друг друга, во-вторых, их было всего два, и интересный (на мой личный взгляд) только один. Я ожидал, что их хотя бы десяток будет.
3. Часть обсуждения в Telegram, часть прямо в онлайн-чате лекции, и это, на мой взгляд, не пошло на пользу. Мне не хотелось вступать в Telegram-чат, но активность в основном чате лекции была низкой, при этом с телефона такой чат вообще не подразумевался.
Я для себя убедился, что всё-таки именно мне в таких мероприятиях важна офлайновость: прийти и вживую потусить, получить мерч, поучаствовать в активностях. Чисто в онлайн-формате сугубо на мой взгляд мероприятие себя не окупает. Посмотрим, что будет в офлайне 27-го числа, напишу вам отзыв.
#dev
"Mentre si farnetica su questo tipo di problematiche, che sono da salotto, cioè riguardano delle élite ristrette, essenzialmente gravitanti su alcuni quartieri di Roma, c’è un’altra realtà, che è quella più inquietante, e cioè il fatto che questi partiti derivati da formazioni politiche un tempo di sinistra, hanno deciso, in solitudine, che il vangelo è l’Europa, e quindi il peccato mortale è criticare questa baracca. europea. Col che hanno dato il colpo di grazia a qualunque possibilità di avere consenso nelle masse, alle quali l’Europa non dice altro che la perdita del valore reale del salario dopo l’entrata in vigore dell’euro, che ha dimezzato il salario di netto. Nessuna Confindustria, neanche Bonomi, potrebbe sperare di fare un colpaccio del genere, che fu fatto nello spazio di un mattino con l’eleganza di non mettere a referendum nulla di quelle decisioni, tutte di vertice. Ora, come fai a mobilitare le masse per l’unico credo che dichiari di avere, vale a dire un fumoso, privo di contenuti concreti, europeismo. È ovvio che così concedi una prateria ad una destra cosiddetta populista, termine stupido peraltro. Una destra che parla al popolo, come hanno fatto Mussolini e Hitler, i quali hanno cercato il consenso delle masse: i disoccupati di Weimar eccetera, e quindi hanno davanti a sé un successo assicurato. La gente ha bisogno di risposte che stanno dentro il perimetro delle decisioni possibili, cioè del Paese, della nazione, non delle chiacchiere che si fanno a Bruxelles, da un Parlamento europeo che non ha nessun potere decisionale e una Commissione europea onnipotente, non elettiva, che ci può dettar legge senza contraddittorio. Come vuoi sperare che ti vengano dietro, coloro che un tempo votavano a sinistra”.
Luciano Canfora
#italia#aida#europa
“Viviamo una condizione quasi unica tra i paesi occidentali. Siamo uno dei pochissimi paesi che esercita su di sé quello che Edward Said chiamava “orientalismo”. L’effetto di questo fenomeno è quello di aver introdotto in Italia la mentalità del popolo colonizzato incapace di educare se stesso all'arte di governo. Il nostro paese sarebbe abitato da una popolazione dai costumi pittoreschi, che sa stare a tavola, veste bene, ma che negli affari politici necessita del vincolo esterno e della guida dei paesi seri e maturi, come Francia e Germania, per non cadere nella barbarie.” Paolo Desogus
#italia#aida#europa
Viva l'Italia
L'Italia liberata
L'Italia del valzer e l'Italia del caffè
L'Italia derubata e colpita al cuore
Viva l'Italia
L'Italia che non muore
Viva l'Italia presa a tradimento
L'Italia assassinata dai giornali e dal cemento
L'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura
Viva l'Italia, l'Italia che non ha paura
Viva l'Italia
L'Italia che è in mezzo al mare
L'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare
L'Italia metà giardino e metà galera
Viva l'Italia
L'Italia tutta intera
Viva l'Italia
L'Italia che lavora
L'Italia che si dispera e l'Italia che s'innamora
L'Italia metà dovere e metà fortuna
Viva l'Italia
L'Italia sulla luna
Viva l'Italia
L'Italia del 12 dicembre
L'Italia con le bandiere
L'Italia nuda come sempre
L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste
Viva l'Italia
L'Italia che resiste
#italia#aida#centosessanta🇮🇹
Il maldestro tentativo di tenere in piedi un malridotto status quo - o di rimettere in scena copioni obsoleti – palesa i suoi risultati di giorno in giorno nella stagnazione del paese, nella compressione dello stato sociale, nella deindustrializzazione e nell'immigrazione giovanile di massa verso l'estero.
Al contempo, una parte consistente dell'intellighenzia italiana si sta dimostrando pigra e riluttante a sviluppare una concezione del paese propria ed orientata da e verso i suoi reali bisogni: ciò che risulta da questa indolenza è l'immiserimento della politica e la fatiscenza delle istituzioni italiane. Vari settori dell'intellighenzia italiana si mostrano assai lontani dal produrre idee attinenti ai problemi nazionali, e soprattutto al come poterli affrontare in modo risolutivo: la decadenza della cultura e dell'identità nazionale finisce per favorire le storpiature xenofobe e reazionarie di queste. Tutto ciò contribuisce al malcontento popolare, alla sfiducia nei confronti delle istituzioni ed al disprezzo nei confronti della politica. La mia analisi per Quadrante Futuro.
#italia#aida#mediterraneo#nato
https://www.quadrantefuturo.it/focus-italia/l-italia-e-il-mondo-che-cambia,-ma-non-aspetta.html
Il rischio che la guerra globale combattuta a pezzi presto o tardi travolga anche la vecchia Europa non è zero: in uno scenario di questo tipo per l'Italia è quanto mai importante compiere ogni sforzo possibile per tendere alla neutralità, riscoprendo la bussola dell'interesse nazionale e la propria natura di “paese cerniera” per gli equilibri internazionali.
L'Italia deve riscoprisi nazione, e riscoprire il significato democratico e progressista di quest'ultima, per gli affari interni così come per quelli internazionali: solo su questi presupposti sarà possibile costruire il nuovo Risorgimento di cui il paese ha bisogno. La mia analisi per Quadrante Futuro.
#italia#aida#mediterraneo#europa#russia#usa#cina
https://www.quadrantefuturo.it/congiuntura/roma-crocevia-tra-washington,-mosca-e-pechino.html
Ai‑Da’s Algorithm King — Painting Royalty with AI😔
July 2025 · Geneva · AI for Good Summit
What happens when a robot paints a king?🦊
Ai‑Da — the world’s first ultra-realistic AI artist — has unveiled Algorithm King, an oil portrait of King Charles III, created using AI-driven decision-making: from image selection to brushstroke patterns.
The painting was revealed at the UN’s AI for Good summit, continuing Ai‑Da’s exploration of authorship, legacy, and the blurred line between artist and algorithm.
Previously, her portrait of Alan Turing sold at Sotheby’s for over £1 million.
This is not just about royalty — it’s about rewriting what we call creativity📖
#AlgorithmKing#AiDa#AIArt#KingCharles#ArtAndTech#AIforGood