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Изходен канал @clockstackwheels · Post #40 · 6.06

Некоторые области удивительным образом игнорируют прогресс в других областях. Для меня самым характерным примером являются, пожалуй, бортовые компьютеры автомобилей. Вчера я ехал на такси Комфорт+, это была вполне приличная и не старая Kia Optima. Водитель параллельно со своим телефоном включил встроенный навигатор, и он ожидаемо оказался очень плох. Мало того, что даже близко не адаптирован под Россию, с убогой не детализированной картой, так ещё и жутко тормозил: FPS анимаций в районе 1-2. Потом я вспомнил, как мы с друзьями в Москве брали в каршеринге Genesis G70 — Южно-Корейский автомобиль премиум-класса с ценой от 2.5 млн рублей. И там стоял адаптированный бортовой компьютер под управлением Android. Надо ли говорить, что скорость его работы была настолько необъяснимо отстойной, что даже самый дешманский ноунейм китайфон справился бы с задачей навигации лучше? Каждый раз, когда я вижу экран бортового компьютера автомобиля, я будто смотрю через маленькое окошко в прошлое 20-летней давности. И по скорости работы и по функциональным возможностям всё поразительно плохо. Можно оправдывать это якобы безопасностью (сторонний софт нельзя ставить, чтобы он не мог повлиять на движение автомобиля), но на деле эти цепи легко разделяются: двигатель и важные узлы в одном месте, а навигатор, информация с датчиков, климат-контроль — в другом, на другом процессоре с другой областью памяти. Автомобильная промышленность в целом довольно консервативна. Поэтому большинство серийных моделей выглядят одинаково скучно, о каких-то крутых новых функциональных фишках мы слышим раз в десятилетие, а какие-то изобретенные полвека назад вещи до сих пор есть далеко не в каждой модели (например, парктроники). Но иногда до абсурда доходит: в тачке за пару лямов компьютер хуже, чем китайский планшет за десятку. #gadgets#life

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Търсене: #raggi

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Ultimora.net - POLITICS

@ULTIMORAPOLITICS · Post #44574 · 30.01.2024 г., 13:23

❗️Il sottosegretario alla cultura Vittorio #Sgarbi è stato condannato alla pena pecuniaria di 2.000 euro per diffamazione ai danni di Virginia #Raggi. Il giudice monocratico di Roma ha disposto anche una provvisionale di 20mila euro in favore dell'ex sindaca di Roma @UltimoraPolitics

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1204 · 06.11.2025 г., 08:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?

la fionda📗

@lafionda · Post #6775 · 06.11.2025 г., 10:25

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?