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Изходен канал @clockstackwheels · Post #403 · 29.06

В Петербурге будут расширять зону платных парковок. С 1 июля добавят 56 новых улиц, затем с 1 сентября ещё столько же, и до конца года хотят плюс 153 улицы. Пока всё в центре, причем, даже не включают Ваську, Горьковскую, Петроградку (хотя уж там сам бог велел разобраться с парковками). Как автомобилист :) я категорически поддерживаю эту инициативу и, на мой взгляд, платные парковки на обычных улицах нужно вводить вообще по всему городу. Ранее я уже писал, что не так редко встречается проблема, когда водители банально не могут разъехаться из-за припаркованных авто на узкой улице, и вынуждены подвергать себя, автомобиль и окружающих людей дополнительной опасности, например, сдавая задним ходом продолжительное время. Не знаю как в центре, но на окраине эта проблема достаточно систематическая. А в центр я не езжу за редкими исключениями. Пару раз пришлось, но стараюсь такого избегать. Не знаю, решат ли хоть чуть-чуть платные парковки проблему загруженности движения: будут ли люди реже выбирать в качестве транспорта до центра автомобиль, если за стоянку придётся платить? Я бы и въезд в центр тоже платным сделал. А ещё лучше — пешеходный центр с перехватывающими парковками вокруг. Но на такое нужна управленческая воля уровня руководителей европейских городов — в Петербурге подобного ожидать не приходится, к сожалению. Уже писал ранее о том, насколько по Москве комфортно гулять из-за отсутствия стояночной свалки вокруг. Хочется верить, что в Петербурге мы движемся к чему-то такому. #life

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Търсене: #capocrazia

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1027 · 31.05.2025 г., 07:20

https://x.com/SavinoBalzano/status/1928712434547831164?t=3lL5Q4no6gW36NNByrtPhg&s=19 Vi rendete conto che per mesi ci hanno raccontato che il vero Presidente fosse lui, e che #Trump fosse solo una marionetta appesa ai fili? #ElonMusk lascia invece il suo incarico nel governo di #DonaldTrump. Non mi interessa la questione in sé: voglio parlare di noi, dei nostri malanni. C’è chi sostiene che il suo incarico fosse a termine e che la scadenza sia semplicemente arrivata. Altri parlano di un allontanamento politico. Ma la distinzione è irrilevante. Lo è perché, se davvero negli #StatiUniti si fosse insediata una tecnocrazia ai piedi di #Musk, non ci sarebbe stata alcuna possibilità di un suo allontanamento. Ed è proprio questo il punto. La nostra informazione — disinformante, in gran parte — ci ha propinato per mesi la stessa zuppa stantia: arrivano le destre destre, gli estremismi, l’#OndaNera, il #fascismo, la #democratura, la #capocrazia, la torsione istituzionale. Tutta roba da sinistrucola che trascorre l'estate sullo yacht di qualche industriale, magari dell'editoria. Quando facevamo notare che nulla di tutto ciò si vedeva all’orizzonte, correggevano il tiro: “Non parliamo di camicie nere e olio di ricino, ma di un fascismo nuovo, coerente coi tempi, tecnocratico”. Un fascismo guidato negli #USA da Musk, il vero Presidente, quello che muove la testa di legno del pupo Trump. Ovviamente, tutto questo a danno della democrazia. E invece emerge il contrario: Musk lascia la #CasaBianca e negli Stati Uniti tutto continua come sempre. Non sto dicendo che la #finanza non giochi un ruolo — ci mancherebbe altro, sarebbe ingenuo pensarlo — ma nessun fascismo tecnocratico con il simbolo della #Tesla. Ora #Piccolotti può anche tenersi l'auto: non serve più venderla. È imbarazzante guardare alle tecnocrazie altrui ignorando le nostre. È democratico che ai popoli europei si imponga la via del #riarmo, inventando nemici di sana pianta? È democratico che ai paesi membri dell’#UE vengano imposti vincoli di spesa soffocanti, derogabili solo per investimenti nella #difesa? Cosa c’è di democratico in una Commissione Europea che pretende persino di aggirare un Parlamento che, già di suo, conta pochissimo? Chi c’è dietro tutto questo? Chi brama profitti vertiginosi? Domande alle quali dovrebbero provare a rispondere i nostri giornalisti, se non fossero — in larghissima parte — servi al soldo di qualcun altro. Prima di puntare il dito sulle tecnocrazie altrui, dovremmo preoccuparci di ciò che ci tocca da vicino. Di qualcosa di più concreto e, soprattutto, reale. Non fosse altro perché incide sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli.