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Изходен канал @clockstackwheels · Post #406 · 1.07

Хотел сделать большое видео об этом, но пора признаться себе, что у меня никогда не будет на него времени (чтобы сделать качественно и интересно). Поэтому расскажу вам так. Уже второй сезон езжу вот на такой технике: трицикл Can-Am Spyder 2008 года. Решение его купить основывалось на трёх пунктах. 1. Очень давно присматривался и хотел попробовать 2. Никогда не езжу в городе и вообще не использую мотоцикл как транспорт, а только как средство для удовольствия в свободных от пробок местах 3. Катать жену более безопасным образом :) Сразу скажу: техника ровно такая, какой выглядит — очень спорная, очень своеобразная. Центральный недостаток с точки зрения внешнего наблюдателя обычно выглядит так: от мотоцикла ты вроде бы ожидаешь возможности ездить сквозь пробки, а если уж нет, тогда логично взять автомобиль — он комфортнее, может ездить в дождь и снег, везти больше вещей. Это всё правда, я сейчас езжу на автомобиле в том числе, и могу со всей ответственностью заявить, что автомобиль комфортнее и удобнее как способ передвижения. Дело только в том, что мотоцикл это не способ передвижения. Я писал об этом давно, ещё когда ездил на двухколёсной технике. Для перемещения своего тела из точки А в точку Б крайне непрактично использовать транспорт, который наиболее опасен именно в плотном потоке машин, требует специальной одежды и обуви, не позволяет с собой взять много вещей, одинаково плох и в дождь и в жару. Мотоцикл это средство для катания ради кайфа. Ты выбираешь под это время и место. И вот тут трицикл показывает себя хорошо: проходимость в пробках не важна, потому что ты в любом случае не выбрал бы пробки. Вообще, по секрету вам скажу, мотоциклисты не испытывают удовольствия от необходимости протискиваться между рядами. Это довольно стрессово — тебе приходится постоянно следить, чтобы и тебя никто не прижал, и ты никому зеркало не снёс. Рука устаёт от работы сцепления и тормоза. Толкотня, выхлопы, агрессивные взбешённые из-за долгого стояния водители. А если у тебя не компактный городской нейкед, а широкий павер-круизер или Голда, тебе порой вообще лучше занимать в пробке машиноместо и стоять вместе со всеми. В каком-то смысле даже лучше, если у тебя нет выбора "стоять в пробке или пытаться тесниться с опасностью и стрессом для себя". Зато, если ты выезжаешь ранним утром или поздним вечером на кольцевую, ЗСД, в область и в другие подобные места, чтобы прокатиться с ветерком, либо едешь в дальняк — вот здесь у трицикла есть ряд серьёзных преимуществ. Самое главное это безопасность: тебе не страшны ямы, колдобины, рельсы, разметка и скользкая дорога. У тебя нет опасности завалиться на бок, словить вобблинг или боковой ветер. Как следствие, ты можешь ездить, например, в обычной обуви и относительно простой плотной одежде. Поездки в дождь, если уж пришлось, тоже существенно проще. При этом ощущения полностью мотоциклетные — динамика и обзор, чувство скорости и управление — всё как у мото (на эту штуку нужны мотоциклектные права, и вообще по документам это мотоцикл). Ты получаешь такие же эмоции, при этом меньше рискуя: отлично подходит для тех, у кого взаимоотношения с мототехникой это не адреналиновая наркомания, а просто способ приобретать определённые впечатления, недоступные другим способом. Ну и много мелочей сверху: больше вещей с собой везёшь (спереди багажник под крышкой), на пересечённой местности не страшно завалиться на грязи, меньше устаёшь сам (не нужно держать равновесие корпусом), легче ездить вдвоём с кем-то и т.д. Скоро собираюсь в средний дальняк (до этого ездил в маленький), буду вам рассказывать по пути. #moto#hobby

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Търсене: #cremlino

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Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #70 · 18.07.2019 г., 15:53

gli scorsi dodici mesi, le elezioni amministrative di settembre si prospettano come un momento assai complicato per “Russia Unita”, - l'ormai quasi-ex partito di Vladimir Putin - inviso a larghi settori della società russa: la possibilità che le elezioni segnino per il partito un indebolimento significativo, se non addirittura un crollo, è concreta. Del resto, anche per Vladimir Putin, in relazione alla sua impopolarità, “Russia Unita” sembra rappresentare un problema non meno di quanto possa rappresentare una risorsa. Le proteste legate al caso Golunov hanno certamente offerto una visibilità importante alle due principali figure dell'opposizione, ossia il liberale Aleksej Navalnij (Алексей Навальный) ed il comunista Сергей Удальцов (Sergey Udaltsov) - "Levij front" (Fronte di Sinistra) - . Quelli della corruzione e dei diritti civili sono due dei principali argomenti su cui Navalnij costruisce il proprio discorso politico: ciononostante, al netto di alcune problematiche effettivamente tali, gli argomenti di Navalnij sembrano avere un seguito ben più consistente nei ranghi di certa stampa occidentale di quello di cui il blogger gode nella Federazione Russa. In questo scenario, Vladimir Putin ha di recente esplicitato davanti alle telecamere una forte critica al liberalismo occidentale: una critica che, oltre alla sua valenza globale, sembra non priva di risvolti sul piano degli affari interni di #Mosca. Nella critica al liberalismo occidentale, le idee di Vladimir Putin convengono – per molte ragioni - con quelle di Papa Francesco. E in effetti, quello con Papa Francesco è stato indubbiamente l'incontro fondamentale che si è svolto durante la visita in Italia di Vladimir Putin. Non a caso, dopo l'incontro con il pontefice, forte anche del mancato riconoscimento di Juan Guaidò da parte del governo italiano, Vladimir Putin ha voluto intervenire sul caso venezuelano sottolineando non senza ironia “la mancata conferma divina” all'autoproclamazione dell'oppositore sostenuto da Washington La Federazione Russa non può infatti in alcun modo permettersi di perdere l'alleato venezuelano, in particolare per le quotazioni degli idrocarburi. Del resto, il prezzo del petrolio (Figura 1), che oscilla al momento attorno ai 60 dollari, pesa sui bilanci federali ben più di quanto non lo facciano le sanzioni sostenute dall'Unione Europea: riducendo fortemente gli introiti nelle casse pubbliche, porta le autorità federali a tagliare i bilanci. L'indebolimento interno della Federazione Russa appare quasi paradossale se messo di fianco al potere e all'influenza che il #Cremlino è tornato ad esercitare nelle dinamiche globali. Un'influenza così rilevante da far risultare del tutto obsoleto l'unipolarismo con cui #Washington ha dominato il pianeta per circa un ventennio. Tuttavia, la peculiarità dell'economia russa rende il paese fortemente vulnerabile per le possibili conseguenze delle dinamiche economiche interne. Da questa prospettiva, una certa crescita dell'opposizione russa appare ad oggi inevitabile. In particolare, la compressione dello stato sociale offre soprattutto alla componente di orientamento socialista dell'opposizione russa un rilevante spazio politico. Al di là delle esagerazioni e della demagogia di certa stampa occidentale, almeno in questo momento l'opposizione russa non rappresenta alcun tipo di minaccia alla stabilità della presidenza. Ciononostante, nella Federazione Russa esiste un forte malcontento ed una forte insoddisfazione, che si manifesta anche nell'enorme nostalgia per l'Unione Sovietica presente nel senso comune dei russi. Una nostalgia, quella per il sistema sovietico, che ha un risvolto sia economico che identitario e culturale, con effetti negativi anche dal punto di vista demografico, visto il calo vistoso della popolazione (si prevedono oltre dieci milioni di abitanti in meno nei prossimi trent’anni) che preoccupa le autorità stesse soprattutto in proiezione futura. Un cambio di passo negli affari interni da parte delle autorità federali, orientato in senso sociale ed anti-oligarchico, sembra dunque l

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1155 · 14.09.2025 г., 14:53

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

la fionda📗

@lafionda · Post #6566 · 14.09.2025 г., 15:12

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

Tatiana Santi

@Tatiana_Italia_Russia · Post #4820 · 15.01.2026 г., 14:13

La cerimonia di consegna delle lettere credenziali a #Putin è iniziata al #Cremlino Presenti diversi #ambasciatori anche di Paesi "ostili". I principali punti di Putin alla cerimonia di consegna delle credenziali: ▪La situazione sull'arena internazionale si sta sempre più deteriorando; ▪Putin ha esortato la comunità mondiale a richiedere il rispetto del diritto internazionale; ▪La #Russia sta conducendo e continuerà a condurre una politica estera equilibrata; ▪La sicurezza non dovrebbe essere garantita per alcuni paesi a scapito di altri; ▪Mosca aspira a una pace duratura che garantisca la sicurezza di tutti e spera che anche a #Kiev questo venga compreso; ▪Vladimir Putin ha espresso solidarietà a #Cuba, che intende difendere a tutti i costi la propria sovranità; ▪Una risoluzione pacifica del conflitto in #Ucraina dovrebbe essere raggiunta il prima possibile; ▪La Russia è interessata a che l'#Afghanistan diventi uno Stato forte, libero dal traffico di droga; ▪La Russia è pronta a ripristinare i rapporti con i paesi europei e a collaborare con tutti i paesi senza eccezioni. #tatianasanti SEGUI Tatiana Santi: Telegram | YouTube | Sito Web 📱Donazioni

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1118 · 17.08.2025 г., 09:49

https://x.com/SavinoBalzano/status/1957016348707475597?t=hcAeyOj9nZqa_88MLoPAiw&s=19 Infierire è sempre inelegante, però a volte diventa inevitabile. Quelli che per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio (anche a causa delle nostre temibili sanzioni), che le controffensive ucraine stessero sbaragliando le linee del #Cremlino, che i soldati di #Putin si difendessero con le vanghe e i microchip delle lavatrici, oggi pretendono di spiegarci a che punto sia la trattativa per porre fine al conflitto. Ci dicono, ovviamente, che tutto è un disastro, che #Trump è un fallimento totale e – udite udite – in un servizio televisivo hanno persino avuto il coraggio di affermare che la Russia la guerra non l’ha affatto vinta. Insomma, a sentire loro, avrebbe vinto l’#Ucraina di #Zelensky insieme alla #Nato. Sono gli stessi che sostenevano che Putin avesse tutte le malattie conosciute dalla scienza e anche quelle ancora da scoprire; che fosse in fin di vita, che non comparisse perché ormai allettato, che quello ripreso nei filmati ufficiali fosse un Putin di qualche anno fa o addirittura una controfigura. Quello vero, secondo loro, era steso su una branda, gonfio e coperto di pustole purulente. Che ve lo dico a fare. E questi qua, ancora oggi, ci raccontano animosamente che la trattativa è un fiasco e, soprattutto, ci parlano ancora dei soliti pagliacci che in #Europa continuano a mettere in scena il loro spettacolo da circo. Senza offesa per i clown e per i circhi veri. Non si accetteranno veti all’ingresso dell’Ucraina nella Nato; non si accetteranno veti sull’ingresso nell’Unione Europea (che poi, fossi ucraino, tutto vorrei tranne che entrarci: preferirei altri dieci anni di guerra contro #Mosca); non si accettano compromessi territoriali e, squillino le trombe, è in preparazione un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ragazzi, io non riesco più a spiegarmelo tutto questo. Me li immagino, in riunione, questi scalzacani che si dicono tra loro: «Dai, dai, facciamoci una risata! Vediamo come reagiscono stavolta!». Io non posso credere che davvero siano convinti di ciò che fanno: secondo voi – lo domando sinceramente – davvero #VonDerLeyen, #Macron e #Starmer pensano di contare qualcosa? Ieri sera sentivo un commentatore tra i più "autorevoli" sottolineare un punto nevralgico: se l’Ucraina entrasse nella Nato, l’ombrello nucleare di #Parigi si estenderebbe fino a #Kiev. Mecojoni. Già me lo immagino Putin, a tremare di paura.

la fionda📗

@lafionda · Post #6490 · 17.08.2025 г., 10:02

https://x.com/SavinoBalzano/status/1957016348707475597?t=hcAeyOj9nZqa_88MLoPAiw&s=19 Infierire è sempre inelegante, però a volte diventa inevitabile. Quelli che per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio (anche a causa delle nostre temibili sanzioni), che le controffensive ucraine stessero sbaragliando le linee del #Cremlino, che i soldati di #Putin si difendessero con le vanghe e i microchip delle lavatrici, oggi pretendono di spiegarci a che punto sia la trattativa per porre fine al conflitto. Ci dicono, ovviamente, che tutto è un disastro, che #Trump è un fallimento totale e – udite udite – in un servizio televisivo hanno persino avuto il coraggio di affermare che la Russia la guerra non l’ha affatto vinta. Insomma, a sentire loro, avrebbe vinto l’#Ucraina di #Zelensky insieme alla #Nato. Sono gli stessi che sostenevano che Putin avesse tutte le malattie conosciute dalla scienza e anche quelle ancora da scoprire; che fosse in fin di vita, che non comparisse perché ormai allettato, che quello ripreso nei filmati ufficiali fosse un Putin di qualche anno fa o addirittura una controfigura. Quello vero, secondo loro, era steso su una branda, gonfio e coperto di pustole purulente. Che ve lo dico a fare. E questi qua, ancora oggi, ci raccontano animosamente che la trattativa è un fiasco e, soprattutto, ci parlano ancora dei soliti pagliacci che in #Europa continuano a mettere in scena il loro spettacolo da circo. Senza offesa per i clown e per i circhi veri. Non si accetteranno veti all’ingresso dell’Ucraina nella Nato; non si accetteranno veti sull’ingresso nell’Unione Europea (che poi, fossi ucraino, tutto vorrei tranne che entrarci: preferirei altri dieci anni di guerra contro #Mosca); non si accettano compromessi territoriali e, squillino le trombe, è in preparazione un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ragazzi, io non riesco più a spiegarmelo tutto questo. Me li immagino, in riunione, questi scalzacani che si dicono tra loro: «Dai, dai, facciamoci una risata! Vediamo come reagiscono stavolta!». Io non posso credere che davvero siano convinti di ciò che fanno: secondo voi – lo domando sinceramente – davvero #VonDerLeyen, #Macron e #Starmer pensano di contare qualcosa? Ieri sera sentivo un commentatore tra i più "autorevoli" sottolineare un punto nevralgico: se l’Ucraina entrasse nella Nato, l’ombrello nucleare di #Parigi si estenderebbe fino a #Kiev. Mecojoni. Già me lo immagino Putin, a tremare di paura.

la fionda📗

@lafionda · Post #6458 · 11.08.2025 г., 08:20

https://x.com/SavinoBalzano/status/1954819593337237752?t=jkN0booOZzDUJTOQeo03xg&s=19 Da ore continuo a rosicchiarmi febbrilmente le unghie, sudo freddo, vivo momenti costantemente sull’orlo di una crisi di panico. Per forza: ormai – scossoni a parte – pare certo l’incontro tra Trump e Putin per avviare un confronto concreto che porti al cessate il fuoco in #Ucraina. Le richieste dei russi, ovviamente, comprendono il controllo dei territori occupati. Insomma, non serve un esperto per immaginare che, dopo aver sacrificato centinaia di migliaia di uomini, il #Cremlino voglia salvaguardare alcuni punti nevralgici: avere un territorio cuscinetto che contenga la nostra (sic!) avanzata a oriente e – soprattutto – ottenere una sorta di neutralità di #Kiev, che ad esempio si impegni a non aderire alla #Nato. Insomma: l’incontro pare si terrà; la presenza di #Zelensky è assolutamente opzionale, come quella delle tartine al caviale, e le richieste di #Putin – qualora accettate – sarebbero in netto contrasto con la propaganda che per anni ha avvelenato il nostro dibattito pubblico. Quello italiano e quello europeo. Per la verità, anche quello statunitense, fintanto che a guidare quel Paese era l’obnubilato democratico poi soppiantato. E non ci dormo la notte perché mi tremano letteralmente i polsi al pensiero di come potranno viverla alcuni personaggi. Penso alla Presidente della Commissione Europea, ad esempio, che per anni ha dipinto se stessa come una sorta di Giovanna d’Arco, un po’ più cotonata, promettendo il collasso di #Mosca. La mia mente va a #KajaKallas e alle sue affermazioni invasate: la ricordo mentre ci prometteva una roba tipo #Putin in catene, con la palla al piede, trascinato tra le vie delle capitali europee, con la gente a lanciargli ortaggi addosso. Penso a #Macron che, tra le botte prese in famiglia, prometteva di inviare l’esercito in Ucraina a difendere la democrazia e la libertà: le vedeva solo lui. A #Merz (e, per la verità, anche al suo predecessore), che desidera l’esercito più grande del Vecchio Continente per una nuova operazione Barbarossa o qualcosa del genere. Vogliamo parlare di #Rutte? Con la sua fierezza – la stessa di chi l’ha preceduto – prometteva mari e monti e ci preparava alla guerra contro Mosca e i suoi alleati. Fierezza venuta meno di recente, quando si è azzerbinato sotto le caviglie gonfie di #TheDonald. Penso però anche agli italiani illustri: di ieri e di oggi. Incessantemente a chi ci chiedeva di spegnere l’aria condizionata per la pace. Il migliore dei migliori, quello che nemmeno si può nominare senza inchino: Mario #Draghi. Anche la nostra Premier, tuttavia, ha speso moltissima della sua credibilità attorno a questa vicenda: con Kiev fino alla fine dei tempi, diceva. Adesso ci sarà (ancora una volta) da ridere. Per la verità, la sua credibilità l’ha espressa al massimo in una telefonata con due comici, il che è tutto dire. E il #Quirinale? #Mattarella dovrà mandar giù che si tratti col nuovo Reich: questa volta ci tireranno fuori la solfa della conferenza di Monaco del ’38, dell’appeasement, di Chamberlain che – secondo Churchill – aveva scelto il disonore alla guerra e si sarebbe ritrovato la guerra comunque? Staremo a vedere. Ciò che conta, a mio sommesso avviso, è che quanto viviamo fosse del tutto prevedibile: chi è davvero in guerra (direttamente o per procura) si incontra per mettere fine alle ostilità. A rimetterci saranno gli sconfitti e chi ha perso la vita. Tra gli sconfitti ci siamo noi: tagliati fuori da commerci convenienti (penso a quello energetico con la #Russia) e costretti in altre rotte assai meno convenienti, come quella con gli #USA. Tra gli sconfitti, anche la credibilità del nostro dibattito pubblico: assai meno libero e democratico di quanto si voglia sostenere.