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Изходен канал @clockstackwheels · Post #621 · 31.10

У меня в друзьях есть классный автор — Владимир Бычко. Владимир — проект-менеджер, ведёт реально интересный standalone-блог об управлении проектами и не только. Например, последний пост с правилами жизни — не какая-то унылая несовместимая с реальностью псевдофилософия "а ля Дуров", а действительно полезные и правильные наблюдения. Владимир один из самых интересных авторов среди моих ВК-подписок, однако, читаю я его посты крайне редко, и здесь проявляются серьёзные недостатки standalone, о чём я сейчас расскажу. Вообще, сервис-ориентированный интернет если не умирает, то, как минимум, теряет своих сторонников. Многие айтишники, интеллектуалы, авторы текстов уже высказываются о необходимости слезать с иглы корпораций, эти самые корпорации дешевеют, люди в сети активно выстраивают модели децентрализованного "веб три ноль". Дополнением к этому идёт акцент на медиа против текстов: сервисы уже не особо скрывают, что текстовая часть для них второстепенна, а внимание брошено туда, где хайп и толпы — например, в вертикальные видео и короткоживущий контент. В России этот эффект особенно заметен, именно поэтому вместо какой-нибудь устойчивой текстовой площадки большинство взрослых вменяемых авторов пишут в Telegram. Который для этого подходит чуть лучше, чем плоскогубцы для отвинчивания гаек — можно, конечно, и все мы так делали за неимением альтернатив. На этой волне неоднократно слышал призывы "уходи в standalone". Сделай свой сайт с RSS-фидом, любым оформлением, пиши туда. Как автор блога, я и правда мог бы такое сделать и даже видеть немало плюсов. Но, как читатель, я до сих пор не подписан ни на один standalone-блог, даже если мне очень нравится контент. Проанализировал основные четыре проблемы стэндэлонов. 1. Люди всё равно приходят из соцсетей, но ссылки в соцсетях оформлены некрасиво, понижаются в охватах и требуют дополнительное действие со стороны человека. Последнее особенно важно: конверсия в прочтение критически низкая даже для встроенных редакторов лонгридов и даже при условии, что пользователю сообщение со ссылкой покажется (например Telegram > Telegraph). 2. RSS это не замена ленте сообщений. Нет удобного централизованного способа читать RSS в формате той площадки, которая тебе близка. Сам Владимир, например, ссылается на RSS-бота для Телеграма, который требует для своей работы быть подписанным на какой-то канал. Ну ладно, есть нормальные RSS-боты везде, но это всё опять же выглядит как лента с внешними ссылками, а не как лента сообщений в формате площадки. 3. У каждого стэндэлона свой дизайн. Если я впервые на странице нового для себя автора ВК или в Telegram, я тут всё знаю. Мне привычно и удобно. Я знаком с навигацией, я привык к шрифтам, я знаю, где лайки и комментарии. К каждому новому стэндэлону нужно привыкать и тратить когнитивные ресурсы на обучение. 4. Обсуждений нет, если нет комьюнити. Да, какой-нибудь Вастрик смог создать вокруг своего стэндэлон-блога комьюнити, за которое люди даже платят. Но это единичные примеры. Обсуждения в ЖЖ работали, потому что был социальный граф: люди знали топовых авторов и более менее знали друг друга. Обсуждения в соцсетях работают по той же причине, пока в них есть аудитория: часть людей связана социальным графом, другая часть может в этот граф заходить со стороны и чувствовать себя комфортно, кроме случаев токсичной атмосферы. Но если мы проанализируем, как ведут себя обсуждения там, где социального графа нет (например, на YouTube), то увидим просто всплески очень ограниченных локальных диалогов под каким-то особо популярным комментарием и всё. Комьюнити там нет за редкими исключениями. Интернету пока ещё точно рано standalone. Только авторы, уже собравшие огромную аудиторию через соцсети, могут себе такое позволить. И то, с оговорками. #web

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1133 · 28.08.2025 г., 13:27

https://x.com/SavinoBalzano/status/1961056795285172580 Cara Giorgia, vediamo di mettere qualche puntino sulle i riguardo al tuo applauditissimo discorso di #Rimini. Fai la paracula perché sai di poter contare sui tifosi che continueranno a sostenerti ancora per un po’... prima di scoprire che il tuo altro non è che un abile gioco delle tre carte. Alla fine quel momento arriva. È vero: l’alternativa a te fa pena, e quindi hai partita facile. Ma un minimo di rispetto agli italiani lo devi: trattarci da fessi non va bene. Datte ‘na regolata. Insomma, provi a buttarla sul piano dei diritti civili, dell’utero in affitto e compagnia cantante. Temi sui quali, peraltro, mi sento in sintonia con te. Ma anche sticazzi, verrebbe da dire. Perché al governo ci sei tu, quindi su questo fronte i rischi al momento sono pari a zero: puoi raccontarla quanto vuoi la favoletta dell’assalto alla famiglia tradizionale, ma resta solo fumo. Perché a Palazzo Chigi ci stai tu. E che stai facendo? Altre sono le questioni che interessano davvero agli italiani: quelle che riguardano il portafoglio, ciò che possono permettersi per sé e per i propri figli. E questa roba non la puoi mettere da parte. Hai fatto l’opposizione rabbiosa a Mario #Draghi e poi lo citi nel tuo discorso? Fa ridere. Rivendichi la strategia dell’Unione Europea sulla guerra in #Ucraina, quasi a sminuire il ruolo di #Trump? Rivendichi cioè proprio ciò che ha mostrato fino in fondo quanto le istituzioni europee siano inutili, ipocrite, dannose per i cittadini del vecchio continente. Rivendichi uno dei fallimenti più grosso ed evidenti nella storia di #Bruxelles. Ciò che ci sta facendo ridere dietro dal mondo intero. Contiamo zero in questa storia e lo sai benissimo. Ci vieni a dire di essere fiera accanto a gente come #VonDerLeyen, #Kallas, #Macron? Certo che quella platea ti applaudiva. Proprio tu, quella che prometteva pugni sul tavolo, quella che diceva che la pacchia era finita. Ma per chi ci hai preso? Ci vieni a riproporre i discorsi di Mario #Monti? A sto punto, ridateci l’originale: almeno ci evitiamo certa gente che nel tuo governo fa letteralmente specie. Lasciatelo dire. E sul Medio Oriente? Ancora a parlare di “reazione al 7 ottobre” e di “troppe” vittime innocenti? Quante avrebbero dovuto essere per non risultare “troppe”? Il tuo discorso è la sublimazione della tua metamorfosi, del tuo tradimento, del tuo patriottismo di cartone. Della tua deprimente draghizzazione. Questo gioco non potrà durare a lungo. Alla fine sarai costretta a mettere le carte sul tavolo. E un baro resta un baro.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1124 · 23.08.2025 г., 07:53

https://x.com/SavinoBalzano/status/1959160764608008478?t=uIg09_LEoyRQAk2NnOKcGw&s=1 A volte la realtà supera ogni più cupa previsione. Proprio ieri, dalle colonne del Fatto Quotidiano, denunciavo il nostro sistema mediatico: servo, vile, supino, sdraiato. Facevo l’esempio di #Draghi: gli basta commentare il meteo o raccontare cosa ha mangiato a cena la sera prima, e subito si scatena il coro degli zelanti leccasuole. Non sono passate nemmeno 24 ore, letteralmente: #MarioDraghi interviene a #Rimini con un discorso pieno di buchi, e loro perdono il controllo. Escono pezzi su pezzi, a decine, scritti probabilmente dall’intelligenza artificiale, che lo celebrano come lo statista più statista di tutti, quello capace di dare una scossa all’Unione Europea. Eppure, basterebbe unire i puntini da 1 a 2 per mettere in crisi i ragionamenti di Draghi. Che, in effetti, di ragionato hanno ben poco. Critica duramente l’#UE per essere stata marginale nelle vicende tra #Russia e #Ucraina. E allora, sarebbe bastato domandargli: «mi perdoni, Presidente, ma lei ci sta raccontando di essere un osservatore passivo di quanto accade a #Bruxelles? È curioso, dal momento che, allo scadere del mandato precedente di #VonDerLeyen, in molti la vedevano come suo possibile successore. Non solo: la stessa Von der Leyen le ha affidato la redazione di importanti rapporti sul rilancio del progetto eurounitario e le ha garantito massima visibilità e risonanza mediatica. Insomma, osservandola, lei esprime proprio il profilo tipico del tizio che sta nella stanza dei bottoni». Oppure, a voler essere un po’ più caustici (per i nostri livelli), si poteva osservare: «Presidente, scusi tanto: lei lamenta la marginalità dell’Unione, ma noi abbiamo fatto proprio tutto quello che voleva lei. Abbiamo sanzionato, anche quando osservatori avvertiti notavano che le sanzioni si sarebbero ripercosse soprattutto su di noi. Abbiamo sostenuto militarmente #Kiev, anche quando si sottolineava che la vittoria sul terreno era impossibile e che si rischiava di scatenare un conflitto mondiale. Era lei a sostenere che stavamo vincendo e che il sistema sanzionatorio fosse assolutamente sostenibile. Poi siamo andati a gambe all’aria: insomma, un po’ di autocritica?». E invece no: si legge dell’affondo di Draghi, della sveglia di Draghi, del monito di Draghi. Non è mica la prima volta che succede. Pochissimi mesi fa, in audizione al Senato, lamentava che le politiche di austerità eurounitarie avevano fiaccato la domanda interna per garantire competitività nel mercato internazionale. Insomma, ha ammesso che l’Unione ci ha impoveriti affinché i nostri beni fossero più competitivi in un sistema economico orientato all’export, sul modello mercantilistico tedesco. E allora: «ma scusi, Presidente, chi ha sostenuto per anni quel tipo di strategia? Chi ha messo in ginocchio la #Grecia dai vertici della Banca Centrale Europea? Chi ha scritto il programma di governo, nel 2011, destinato all’esecutivo italiano? Vorrei ricordarle che proprio #Monti, a seguito di quella lettera costata la carriera politica a #Berlusconi, vantava in una famosissima intervista alla CNN di aver distrutto la domanda interna. Insomma, lei critica se stesso!». E invece no, tutti ad applaudire, senza alcuna dignità. Le cose sono due: o Draghi soffre di doppia personalità e non si rende conto di ciò che dice; oppure, puntualmente, sconfessa se stesso, senza assumersi uno straccio di responsabilità, grazie alla complicità di un sistema mediatico disonesto e appecoronato. Il problema, lo ripeto, riguarda la nostra democrazia: senza un’informazione minimamente decente, saremo in balìa della peggiore propaganda. Ed è proprio ciò che abbiamo sotto gli occhi, ogni santo giorno.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9384 · 19.02.2026 г., 11:19

Papa #LeoneXIV a #Napoli, #Lampedusa e #Assisi. La Prefettura della Casa Pontificia ha diffuso il calendario delle visite pastorali che il Pontefice compirà in Italia. Venerdì 8 maggio, a un anno esatto dall’elezione, il Santo Padre sarà a #Pompei venerdì mattina dove presiederà la Santa Messa e supplica alla Madonna. Nel pomeriggio sarà a Napoli. In Cattedrale avrà l'incontro con il clero e i reeligiosi. Poi, in piazza Plebiscito l'incontro con la cittadinanza. Sabato 23 maggio Papa Leone sarà ad #Acerra per un incontro con i fedeli delle Terre dei Fuochi. Il 20 giugno tappa a #Pavia e il 4 luglio a Lampedusa. Il 6 agosto tornerà nuovamente ad Assisi. In mattinata sarà a Santa Maria degli Angeli mentre il pomeriggio, ad Assisi, incontrerà i giovani riuniti nel Centenario del Transito di San Francesco e presiederà la Santa Messa. Infine, il 22 agosto sarà a #Rimini per l'incontro con i partecipanti al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli. Poi la Santa Messa con i fedeli della Diocesi

la fionda📗

@lafionda · Post #6505 · 23.08.2025 г., 07:57

https://x.com/SavinoBalzano/status/1959160764608008478?t=uIg09_LEoyRQAk2NnOKcGw&s=1 A volte la realtà supera ogni più cupa previsione. Proprio ieri, dalle colonne del Fatto Quotidiano, denunciavo il nostro sistema mediatico: servo, vile, supino, sdraiato. Facevo l’esempio di #Draghi: gli basta commentare il meteo o raccontare cosa ha mangiato a cena la sera prima, e subito si scatena il coro degli zelanti leccasuole. Non sono passate nemmeno 24 ore, letteralmente: #MarioDraghi interviene a #Rimini con un discorso pieno di buchi, e loro perdono il controllo. Escono pezzi su pezzi, a decine, scritti probabilmente dall’intelligenza artificiale, che lo celebrano come lo statista più statista di tutti, quello capace di dare una scossa all’Unione Europea. Eppure, basterebbe unire i puntini da 1 a 2 per mettere in crisi i ragionamenti di Draghi. Che, in effetti, di ragionato hanno ben poco. Critica duramente l’#UE per essere stata marginale nelle vicende tra #Russia e #Ucraina. E allora, sarebbe bastato domandargli: «mi perdoni, Presidente, ma lei ci sta raccontando di essere un osservatore passivo di quanto accade a #Bruxelles? È curioso, dal momento che, allo scadere del mandato precedente di #VonDerLeyen, in molti la vedevano come suo possibile successore. Non solo: la stessa Von der Leyen le ha affidato la redazione di importanti rapporti sul rilancio del progetto eurounitario e le ha garantito massima visibilità e risonanza mediatica. Insomma, osservandola, lei esprime proprio il profilo tipico del tizio che sta nella stanza dei bottoni». Oppure, a voler essere un po’ più caustici (per i nostri livelli), si poteva osservare: «Presidente, scusi tanto: lei lamenta la marginalità dell’Unione, ma noi abbiamo fatto proprio tutto quello che voleva lei. Abbiamo sanzionato, anche quando osservatori avvertiti notavano che le sanzioni si sarebbero ripercosse soprattutto su di noi. Abbiamo sostenuto militarmente #Kiev, anche quando si sottolineava che la vittoria sul terreno era impossibile e che si rischiava di scatenare un conflitto mondiale. Era lei a sostenere che stavamo vincendo e che il sistema sanzionatorio fosse assolutamente sostenibile. Poi siamo andati a gambe all’aria: insomma, un po’ di autocritica?». E invece no: si legge dell’affondo di Draghi, della sveglia di Draghi, del monito di Draghi. Non è mica la prima volta che succede. Pochissimi mesi fa, in audizione al Senato, lamentava che le politiche di austerità eurounitarie avevano fiaccato la domanda interna per garantire competitività nel mercato internazionale. Insomma, ha ammesso che l’Unione ci ha impoveriti affinché i nostri beni fossero più competitivi in un sistema economico orientato all’export, sul modello mercantilistico tedesco. E allora: «ma scusi, Presidente, chi ha sostenuto per anni quel tipo di strategia? Chi ha messo in ginocchio la #Grecia dai vertici della Banca Centrale Europea? Chi ha scritto il programma di governo, nel 2011, destinato all’esecutivo italiano? Vorrei ricordarle che proprio #Monti, a seguito di quella lettera costata la carriera politica a #Berlusconi, vantava in una famosissima intervista alla CNN di aver distrutto la domanda interna. Insomma, lei critica se stesso!». E invece no, tutti ad applaudire, senza alcuna dignità. Le cose sono due: o Draghi soffre di doppia personalità e non si rende conto di ciò che dice; oppure, puntualmente, sconfessa se stesso, senza assumersi uno straccio di responsabilità, grazie alla complicità di un sistema mediatico disonesto e appecoronato. Il problema, lo ripeto, riguarda la nostra democrazia: senza un’informazione minimamente decente, saremo in balìa della peggiore propaganda. Ed è proprio ciò che abbiamo sotto gli occhi, ogni santo giorno.