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Изходен канал @clockstackwheels · Post #657 · 19.11

Лет десять назад мне очень нравилось всё, что делает и пишет Тёма Лебедев. Я с удовольствием читал "Ководство" и "Бизнес-линч". Мне импонировали его подходы к дизайну и к организации работы своей студии. Ещё я считал его человеком очень прямолинейным, который называет вещи своими именами и не боится высказываться не по шаблону. Когда я первый раз зашёл на сайт Студии Лебедева, увидел там слоган "Долго. Дорого. Ох**нно.", подумал ещё: "Ого, чувак прямо на своём официальном бизнес-сайте пишет не приторным рекламным языком, а что-то такое дерзкое." Потом на время перестал за ним следить, переключившись на другие источники. И вот в этих новых источниках в какой-то момент появился дискурс "Тёма Лебедев сошёл с ума и несёт какую-то ересь". Источники были в основном либерально-прозападные, я очень сильно им доверял и всецело без каких-либо сомнений принимал ту картину мира, которую они преподносят. Поэтому, не став вообще ничего смотреть и читать, что говорит Лебедев, я тоже совершенно чётко и однозначно принял для себя тезис "Лебедев сошёл с ума и несёт чушь". Если бы вы меня год назад спросили про Лебедева, я бы вам сказал: "Но ведь совершенно очевидно же, что Лебедев свихнулся и несёт херню". Это было частью объективной реальности вокруг меня, наряду с утверждениями "вода мокрая" и "солнце жёлтое". Как это совмещалось с тем, что прежде мне нравилось то, что делает и говорит Тёма? Никак. Кац, которого я активно смотрел, даже в одном из своих видео подробно пытался ответить на вопрос "Почему в целом неглупый Лебедев несёт чушь и высказывает какие-то нелиберальные и незападные идеи?". И ответом Каца было что-то в духе: "Это необъяснимо, скорее всего он один раз пошутил и сказал что-то пророссийское, шутка затянулась, теперь уже продолжает так говорить, чтобы сохранить лицо". Так себе объяснение, но я и его принял. За этот год на фоне известных событий мои взгляды претерпели много изменений. Я рефлексировал в себе этот вопрос, и когда-нибудь может напишу вам более подробно. Но Каца смотреть перестал почти сразу где-то в марте. Как минимум, либеральная идеология оказалась для меня несовместима с решением остаться в России, а я уезжать совсем не хочу. Тогда я для интереса посмотрел несколько роликов Лебедева и с удивлением обнаружил, что, во-первых, я согласен с 90% того, что он говорит. Ну вот прям дословно по некоторым пунктам (типа взгляды на взаимоотношения Европы с мигрантами или взгляды на ЛГБТ). И вообще у него удивительно близкая к моей система ценностей и представление о том, как люди должны себя вести. Во-вторых, он всё так же выглядит для меня просто чуваком, который прямым текстом называет вещи своими именами и открыто высказывает своё мнение по тем или иным вопросам, независимо от того, попадает ли это мнение в какую-либо идеологию или нет. Ну то есть я лет пять на полном серьёзе считал чела городским юродивым и был абсолютно уверен, что он задвигает безумную хрень, а чел всё это время говорил нормальные и правильные вещи (с моей точки зрения). Вместо того, чтобы самому сходить посмотреть на канал Тёмы, я посмотрел реакцию Каца на канал Тёмы и удовлетворился этим. Не будьте мной в этом вопросе. Независимо от вашей позиции на идеологическом компасе и от вашего отношения к упомянутым персонажам: формируйте своё мнение самостоятельно. P.S. Политические споры под этой записью запрещены, сразу бан. #life

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1204 · 06.11.2025 г., 08:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?

la fionda📗

@lafionda · Post #6775 · 06.11.2025 г., 10:25

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?