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Изходен канал @clockstackwheels · Post #667 · 27.11

Ночью горел дом. Квартира буквально в паре этажей от нас, в том же подъезде. Впервые в моей жизни горел дом, в котором я нахожусь, да ещё и так близко. Разбудил нас датчик дыма. Верещит он очень сильно, пробивает сквозь несколько дверей легко. Я ещё давно жил на другой квартире, помню что такой датчик сработал впустую, мне пришлось вытаскивать из него батарейку. Там он был прямо в квартире, а здесь в коридоре — по-разному делают. Сейчас он сработал как надо: не бесполезная фигня. Не снимайте эти датчики. Подошли к входной двери и сразу почувствовали дым, позвонили в 112. Но, судя по всему, мы не первые позвонили, потому что машина была уже через минуту. Я поднялся по лестнице и увидел в коридоре хозяина квартиры с ребёнком. Оба были в шоке, выбежали без ничего. Хозяин явно после значительного количества спиртного. Из контекста создалось впечатление, что он курил, но не заметил, что именно и как загорелось. Возможно, проваливался в бессознанку, а очнулся, когда уже было пламя (либо его ребёнок разбудил, тут я не знаю). Не курите дома. Даже если делали это тысячу раз и совершенно уверены, что всё будет в порядке. Даже трезвыми. Просто не курите и всё. Можно помёрзнуть две минуты на общем балконе, даже спускаться никуда не нужно. Ну, а о сочетании алкоголя и курения в доме лучше промолчу. МЧСники офигенные ребята, спасибо им большое. Очень быстро и чётко сработали: приехало 4 машины пожарной службы, скорая, подняли на верёвке шланг (поднимали мимо нашего окна прям), и примерно за 30-40 минут полностью залили горевшую квартиру. Пара вещей, которые стали для меня своего рода открытием. Возможно, кому-нибудь пригодится, но желаю, чтобы не пригодилось. 1. Угарный газ распространяется быстро и во все стороны. Его просто настолько много, что он попадёт в квартиры даже через несколько этажей от места пожара, сквозь стены, потолки, перекрытия. Поэтому датчики нужны. Сейчас в доме открыты все коридоры для проветривания. 2. Воды заливают много. Так много, что она проходит вниз сквозь все этажи аж до первого, создаёт подтёки, а зимой — оледенение. Просто выхода нет: лучше быть залитым, чем сгореть или задохнуться. Сейчас, например, лифты отключены на сушку и диагностику. Вот как выходит: пожар влияет и на квартиры выше (дым, копоть) и на квартиры ниже (вода, дым в меньшей степени). Никто не погиб, к счастью. #life

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Ultimora.net - POLITICS 24

@Ultimorapolitics24 · Post #52069 · 02.03.2026 г., 07:42

🇨🇾#Cipro – Il governo conferma un attacco con drone alla base britannica di Akrotiri, vicino Limassol. Konstantinos #Letymbiotis: "si è trattato di un drone non pilotato, che ha causato danni limitati. Le autorità hanno attivato i protocolli di sicurezza e seguono la situazione in coordinamento con il governo del Regno Unito e l'amministrazione delle basi britanniche". Il Consiglio di Sicurezza Nazionale è in sessione continua sotto la supervisione del presidente della Repubblica. @UltimoraPolitics24

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1292 · 04.03.2026 г., 19:04

https://x.com/i/status/2029240551011160249 Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase. I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori. Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile. Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo. Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale. Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)». Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come. Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #8821 · 26.12.2025 г., 16:54

“Celebrare il #Natale a #Betlemme significa riconoscere che Dio ha scelto una terra reale, segnata da ferite e da attese. La santità dei luoghi convive con ferite ancora aperte”. Lo ha ricordato il Patriarca di Gerusalemme dei latini, il cardinal Pierbattista Pizzaballa, nell’omelia della messa della notte di Natale celebrata a Santa Caterina, chiesa francescana attigua alla basilica della Natività. “Veniamo da anni durissimi, in cui guerra, violenza, fame e distruzione hanno segnato profondamente la vita di tanti, soprattutto dei più piccoli - ha detto il patriarca -. Troppo pesante è diventata la situazione, troppo conflittuali i rapporti, troppo faticoso ricominciare e ricostruire. La storia ha mostrato in questi anni tutte le sue contraddizioni, la realtà ci è venuta incontro con il suo lato pesante, complicato, triste”. “Quello che per noi è evidenza concreta e dolorosa si percepisce però anche altrove nel mondo – ha aggiunto il cardinal Pizzaballa, allargando lo sguardo oltre i confini della Terra Santa -. C’è un diffuso desiderio di fuga dalla realtà: si fugge da responsabilità troppo pesanti, dalla cura per il bene comune, per ritirarsi nel proprio interesse privato; si fugge da legami troppo impegnativi, per passare da una distrazione all’altra, in un clima di generale disimpegno. Un po’ ovunque, insomma, si percepisce grande disagio, a volte anche spirituale, incapaci come siamo di comprendere il perché di tutta questa violenza e della cultura che la alimenta o che la ignora”. Secondo il porporato, “le situazioni così difficili di questo tempo non sono il frutto del destino, ma di scelte politiche, di responsabilità umane, di decisioni che spesso mettono gli interessi di pochi davanti al bene di tutti. La Terra Santa, crocevia di popoli e di fedi – ha rimarcato – continua a essere teatro di tensioni e conflitti che chiamano in causa la responsabilità dei leader locali, della comunità internazionale, ma anche delle autorità religiose e morali”. Le sfide non mancano nella diocesi patriarcale, che comprende, oltre a #Israele e #Palestina, anche #Giordania e #Cipro. In primis a #Gaza, dove, “nonostante la cessazione della guerra, la sofferenza è ancora presente, le famiglie vivono tra le macerie, il futuro appare fragile e incerto. Le ferite sono profonde, eppure anche qui, proprio qui, risuona l’annuncio del Natale”. Parlando della recente visita alla parrocchia latina della Sacra Famiglia a Gaza City, nel nord della Striscia, Pizzaballa ha affermato di “essere rimasto colpito dalla forza e dal desiderio di ricominciare, dalla capacità di gioire ancora, dalla determinazione di ricostruire daccapo la loro vita devastata. Penso che in questo momento – ha spiegato – stiano davvero vivendo un loro Natale speciale, di nuova nascita e di vita. Sono per noi oggi una bella testimonianza. Ci ricordano come anche noi siamo chiamati a stare dentro la nostra storia. Ci interpellano per chiedere con forza percorsi di giustizia e riconciliazione, di ascolto del grido dei poveri, affinché la pace non sia solo un sogno, ma un impegno concreto e una responsabilità per tutti”. “La storia non cambia tutta in una notte. Ma può cambiare direzione quando uomini e donne si lasciano illuminare da una luce più grande di loro. Il Vangelo di questa notte – ha concluso – interpella anche noi qui presenti, provenienti da Paesi, culture e storie diverse. Ci chiede di non restare neutrali, di non fuggire dalla complessità del presente, ma di attraversarla alla luce del Bambino. La notte del mondo può essere profonda, ma non è definitiva. La luce di Betlemme non abbaglia: illumina il cammino”. Alla messa della notte di Natale, come riporta il Sir, era presente anche il vicepresidente dello Stato di Palestina, Hussein Al-Sheikh, al quale Israele aveva inizialmente negato l’ingresso a Betlemme, come riportato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa. Fonti del Patriarcato latino, interpellate dal Sir, hanno poi confermato la presenza del vicepresidente palestinese, resa possibile “da pressioni degli Usa” su Israele.

la fionda📗

@lafionda · Post #7215 · 04.03.2026 г., 19:06

https://x.com/i/status/2029240551011160249 Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase. I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori. Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile. Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo. Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale. Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)». Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come. Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.

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