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Изходен канал @clockstackwheels · Post #770 · 9.03

Сюжет я во многом предугадал, но я читаю и смотрю слишком много фантастики. В целом не назвал бы его каким-то слишком примитивным, но и особо оригинальным не назовёшь. С мотивациями персонажей тоже более менее гладко. Пожалуй, хуже всего то, что важные сюжетные детали недостаточно подробно объясняются (у меня до сих пор есть вопросы к авторам, и у многих игроков тоже — народ строит теории одна сомнительнее другой). А концовка оставила откровенно неприятное послевкусие (я посмотрел обе, но сам прошёл по каноничной, со сражением) — финал будто бы обесценивает вообще всё, что происходило в течение игры. Спишем на то, что сюжет, вероятно, сразу писали под DLC и вторую часть игры, которая вроде как уже в разработке. Тем не менее, игра подарила много кайфа и точно запомнится надолго. В ней есть интересные сюжетные и игромеханические идеи, а арт-дизайн выше всяких похвал. Для первого опыта ААА игры от студии, которая раньше такие серьёзные проекты не делала, это не просто прыжок выше головы — это невероятно значительное достижение, говорящее о высоком профессионализме и таланте участников. #games

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10014 · 04.11.2025 г., 07:03

🇺🇸 New Orleans, 1891 — Il linciaggio rimosso degli italiani New Orleans, marzo 1891. Undici immigrati italiani – quasi tutti siciliani – vennero uccisi in uno dei linciaggi più brutali e dimenticati della storia americana. Erano stati accusati dell’omicidio del capo della polizia David Hennessy, ma un tribunale statunitense li aveva appena assolti per mancanza di prove. La folla non accettò la sentenza: irruppe nella prigione, li trascinò fuori e li finì a colpi di fucile e forca. Il massacro durò poche ore, l’impunità molti decenni. La stampa e l’odio In quegli anni gli italiani negli Stati Uniti erano considerati “non bianchi”, sospetti, brutali, legati alla mafia. I giornali alimentarono il fuoco. La stampa locale parlò apertamente della “razza siciliana”, definita "sporchi dagos”, “ibridi mediterranei”, “criminali per natura”. Persino testate nazionali, come il New York Times, descrissero gli italiani come “predisposti alla violenza”. Era un linguaggio politico travestito da cronaca. Il processo a carico degli immigrati finì per smontarsi da solo: testimonianze confuse, prove inconsistenti, nessuna certezza. Quando la giuria assolse alcuni imputati e dichiarò di non poter condannare gli altri, la città esplose. Migliaia di uomini armati, tra cui notabili, imprenditori e funzionari pubblici, presero d’assalto la Parish Jail. Undici innocenti vennero abbattuti e appesi come trofei. Nessun colpevole venne mai incriminato. La crisi internazionale La notizia attraversò l’Atlantico come un’onda d’urto. Il Regno d’Italia reagì con la massima durezza: l’ambasciatore fu richiamato, le relazioni diplomatiche interrotte e la stampa italiana gridò all’umiliazione nazionale. Roma mobilitò la propria opinione pubblica e, silenziosamente, anche parte della sua Marina. In quei giorni, una cannoniera della Regia Marina – in missione nel Mar dei Caraibi e ancorata a Cuba, allora importante piazza navale – ricevette l’ordine di spostarsi a ridosso della foce del Mississippi, davanti alla stessa New Orleans. Era un gesto calibrato: non una provocazione militare, ma la dimostrazione concreta che l’Italia aveva mezzi moderni, artiglieria efficiente e volontà politica. E gli Stati Uniti lo sapevano. Nel 1891 la Marina americana era ancora debole: poche navi moderne, molta flotta obsoleta e un apparato bellico inferiore a quello delle grandi potenze europee. La Regia Marina italiana, invece, era tra le più avanzate del mondo: incrociatori corazzati, torpediniere e artiglierie moderne, la punta dell’acciaio europeo. L’ipotesi di uno scontro – pur lontana – non era del tutto irreale. Le scuse e il denaro Sotto pressione, Washington scelse la via diplomatica. Il governo degli Stati Uniti presentò scuse ufficiali al Regno d’Italia e accettò di versare un indennizzo finanziario alle famiglie delle vittime. Fu un’ammissione implicita di responsabilità nazionale, ma non arrivò nessuna giustizia interna: nessun linciatore venne processato, nessuna autorità dimissionata. Quel massacro è ancora oggi un capitolo poco raccontato dell’America razzista di fine Ottocento: quando una folla fu più forte della legge, quando la stampa legittimò l’odio, e quando l’Italia dovette far parlare il linguaggio delle cannoniere per difendere i propri cittadini. https://t.me/gianlucaprocaccinireport #usa#italia#sicilia#crisi#Lynch#Cultura#italia#italiani -