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Изходен канал @clockstackwheels · Post #839 · 17.06

Очень интересная ситуация развивается вокруг сайта Reddit. Reddit — один из первых сайтов в интернете, который целиком зависит от пользовательского контента. С него позже содрали Пикабу, но идея такая же: авторы просто дали площадку и систему голосования, а весь интерес для людей создают другие люди. Конкретно Reddit, надо заметить, ещё и довольно примитивен технически: и визуальные стили, и layout, и способы взаимодействия с контентом в основном так и остались на уровне 2005 года, когда он был создан. Более того — Reddit даже старается не хранить сам объёмные данные вроде картинок, а использует ссылки на сервисы вроде Imgur. Тем не менее, Reddit входит в топ-20 сайтов по посещаемости во всём мире, а его авторы зарабатывают десятки и сотни миллионов долларов в год. Сайт настолько популярен и известен в США, что туда не раз приходили даже многие знаменитости и в неформальном виде отвечали на вопросы обычных людей. Поскольку сам по себе Reddit, мягко говоря, требует некоторого привыкания к его UI/UX, люди зачастую пользуются сторонними клиентами. И до сих пор сайт бесплатно предоставлял API для этого. Но с недавнего времени решил брать деньги, причём, внушительные: так, например, автор Apollo — одного из самых популярных мобильных приложений для Reddit — посчитал, что ему для сохранения работоспособности придётся платить компании $20млн в год. Из-за этого владельцы сообществ решили устроить забастовку и стали массово закрывать свои сообщества. Если сообщество закрыто, в него нельзя писать, тогда нет нового контента, нет интереса для юзеров, и они в теории могут с Reddit уйти. На что главы Reddit сначала призвали всех своих сотрудников игнорировать забастовки, а потом и вовсе разослали модераторам такое предложение: кто из модераторов будет сотрудничать, тому мы передадим сообщество, отобрав его у владельца. Ну вот представьте: вы создаёте паблик ВК, набираете там миллион подписчиков, регулярно публикуете контент, а потом в какой-то момент вы ссоритесь с ВК, и у вас паблик просто отбирают и передают его кому-то из активных юзеров, кто готов взять на себя управление. Думаю, вы уже понимаете, о чём нам очередной раз напоминает эта история. Абсолютно любая монополия или другая корпорация, владеющая ресурсами, от которых вы зависите, может в любой момент на любых условиях эти ресурсы отобрать. Производитель телефонов выгонит ваш бизнес из магазина приложений из-за санкций, игровая приставка забанит вас по признаку гражданства, видеохостинг удалит все ваши видеоролики за политические взгляды и так далее. Даже ваша самая любимая компания, делающая чудесные продукты и сервисы, от которых вы в восторге. Даже если вы копите мерч этой компании, существуете в её экосистеме, являетесь преданным клиентом, пользователем или подписчиком десятки лет. Даже если владельцы этой компании кажутся святыми, а заявляемые публично ценности вам невероятно близки. Всё равно в какой-то момент левая пятка владельца не сойдётся с ретроградным Меркурием, и вы окажетесь у пустого корыта, если только это корыто кода-то было наполнено этой самой компанией. #web

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1204 · 06.11.2025 г., 08:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?

la fionda📗

@lafionda · Post #6775 · 06.11.2025 г., 10:25

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?