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Изходен канал @clockstackwheels · Post #867 · 17.09

Платформа для разработки игр Unity в своё время совершила революцию. Это, кстати, хороший способ запустить успешный проект: нужно с помощью цифровизации упростить какой-то сложный процесс. Например, Uber упростил заказ такси, Arduino упростил вхождение в любительскую электронику, Тинькофф упростил многие банковские операции и так далее. Вот Unity значительно упростил работу с игровыми движками — сделал простой и логичный конструктор поверх движка, который позволил создавать объекты, анимации, задавать физические параметры и так далее. Это было настолько нужным и удачным решением, что половина игровой индустрии, кроме дорогих высокобюджетных проектов, с тех пор подсела на Unity. Инди-игры и мобильные игры практически целиком на нём, и даже некоторые AAA-компании активно его юзают: например, на нём сделан Hearthstone. И вот несколько дней назад компания объявила, что с 2024 года начнёт взимать с разработчиков деньги за каждую установку каждой игры (до этого были разные уровни платной подписки на движок). Ну, то есть, у тебя уже написан огромный и дорогой проект на движке, существующий много лет, и автор движка, как оказалось, имеет право в какой-то момент сказать: плати мне миллионы долларов или отключай свой проект. Для многих это не просто удар, это полный крах всего бизнеса, построенного на играх. Здесь можно было бы понудеть ещё раз о зависимости от корпораций, но любопытно другое. Игровая индустрия поехала массово хоронить и бойкотировать Unity, а само решение действительно кажется предельно абсурдным. Unity и так зарабатывал очень много, причем, для поддержки движка не нужны значительные траты. Выяснилось, что члены совета директоров, и даже сам генеральный, за последние пару лет продали десятки тысяч своих акций Unity, а новых не купили. Это реально по куче признаков выглядит, как убийство компании изнутри и попытка дожать остатки. Говорят, что проект решил не ввязываться в конкуренцию с растущим по популярности Unreal Engine, у которого вроде как появляется вменяемый инструментарий для людей. Если студии, которые сейчас выражают протесты, не сольются и массово откажутся от использования движка, то коллективно они вполне могут обвалить Unity. Хорошее в этом тоже есть: надеюсь, что подобные события стимулируют развитие опенсорсной альтернативы — Godot. #dev#games

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Търсене: #raggi

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Ultimora.net - POLITICS

@ULTIMORAPOLITICS · Post #44574 · 30.01.2024 г., 13:23

❗️Il sottosegretario alla cultura Vittorio #Sgarbi è stato condannato alla pena pecuniaria di 2.000 euro per diffamazione ai danni di Virginia #Raggi. Il giudice monocratico di Roma ha disposto anche una provvisionale di 20mila euro in favore dell'ex sindaca di Roma @UltimoraPolitics

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1204 · 06.11.2025 г., 08:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?

la fionda📗

@lafionda · Post #6775 · 06.11.2025 г., 10:25

https://x.com/SavinoBalzano/status/1986356173591773612?t=9mKQhyQM9sEH82K7RZxm3w&s=19 CROLLA UNA STRUTTURA CHE AVEVA 1200 ANNI A #ROMA: QUANDO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A #GUALTIERI? Devo confessarvi che questa ossessiva insistenza sulle dichiarazioni della #Zakharova comincia a puzzarmi. Sì, per carità, sono state infelici perché pronunciate mentre un operaio era sotto le macerie. Ma insomma, in quanto a uscite infelici, la nostra classe politica non è che abbia molto da insegnare. Sergio Mattarella ha paragonato i russi al Terzo Reich: non saprei cosa sia peggio. Eppure alcuni telegiornali, il TG Draghi in prima fila, non riescono più a trovare aggettivi da riservare alle parole della portavoce del ministro degli esteri russo: immonde, barbare, invereconde, e chi più ne ha più ne metta. E la miseria! Quando il coro è così univoco e assordante, c’è da interrogarsi a fondo. Uscita infelice, vero (a mio avviso, più per il tempismo che per il merito), però noi siamo quelli che davano della “culona inchiavabile” alla cancelliera tedesca. Non pubblicamente, noterà qualcuno, va bene, ma l’uscita fu oltremodo “colorita”. E allora perché si insiste tanto? Domandatevi — col massimo dell’onestà intellettuale che riuscite a portare — che cosa sarebbe accaduto se al Campidoglio ci fosse stata Virginia Raggi. Secondo voi, che cosa sarebbe successo? Guardate i giornali di qualche anno fa: alla #Raggi veniva addossata qualsiasi responsabilità, anche la più assurda, e le notizie di Roma erano sempre in prima pagina, ogni sera, anche sul TG Draghi. A Virginia si riservava sempre l’apertura e gli attacchi erano ferocissimi, notoriamente anche volgari. È curioso che crolli la Torre dei Conti, un edificio che stava lì, dritto dritto, da 1200 anni, e nessuno abbia nulla da dire a chi ha commissionato i lavori di “restauro”. Quasi sette milioni di euro del #PNRR (a debito) per demolire un edificio storico nel cuore di Roma. Vi sembra accettabile? La vicenda peraltro appare controversa: chi abitava attorno all’edificio era preoccupato da tempo. Dico, ma ve lo ricordate cosa accadde nel 2010 col crollo della Palestra dei Gladiatori a Pompei? Al governo c’era #Berlusconi e alla Cultura Sandro Bondi, quello delle poesie a Silvio, alla mamma, alla moglie e così via (certe gesta riecheggiano per l’eternità). Accadde un putiferio senza precedenti — giustamente, direi — eppure in quella circostanza le responsabilità, pur essendoci, apparvero indirette. A leggere la cronaca del tempo, emerge che piovve molto, che i materiali usati per i restauri del dopoguerra erano forse inadeguati, ad esempio. Eppure, com’è giusto che sia, l’esecutivo venne crocifisso. Oggi si risparmia il Governo, ma soprattutto Roberto Gualtieri, che avrebbe la responsabilità politica di quanto accaduto. Quel crollo è politicamente assai rilevante perché fa cadere una maschera d’ipocrisia davvero insopportabile: oltre a mostrare il miserrimo livello della nostra classe politica — che non merita nemmeno l’eredità della storia, del nostro passato, che si ribella a noi venendo giù — punta il dito anche su qualcun altro. Sì, perché a morire è stato un operaio, rumeno, di 66 anni. Ogni giorno, stando alle stime ufficiali (e molti morti non vengono nemmeno registrati), tre persone escono di casa per non tornarvi: muoiono sul lavoro. Nel 2024 abbiamo avuto quasi seicentomila infortuni sul lavoro: molti ti distruggono la vita, ti lasciano invalido per sempre (e non si contano quelli domestici, solo perché dedicarsi alla casa non è “formalmente lavoro”). Poi ci sono le malattie professionali: tantissime. Si consideri, ad esempio, che alcuni stimano circa diecimila casi di tumore professionale ogni singolo anno. Molti di essi sono mortali. E non ci sono solo i tumori, purtroppo. E dunque, per esempio, in merito alla morte di Octay #Stroici, operaio rumeno di 66 anni: che hanno da dire coloro i quali dovrebbero tutelare il mondo del lavoro, dei precari, dei più fragili? Che dice il sindacato?