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Изходен канал @clockstackwheels · Post #966 · 19.03

Меня иногда спрашивают, заменят ли нейросети программистов (или "когда заменят"). Мне на эту тему очень нравится картинка ниже. Давайте подумаем, что делает ценным квалифицированного специалиста. Задача специалиста это принять на вход некоторые стартовые условия, а потом произвести над ними манипуляции, чтобы выдать требуемый результат. Хирург получает тело человека с каким-то заболеванием и должен в нужных местах совершить надрезы и наложить швы, чтобы в качестве результата человек остался живым и более здоровым, чем раньше. Адвокат получает материалы дела с каким-то конфликтом и должен произвести некоторую последовательность воздействий на суд так, чтобы именно его клиент вышел из конфликта победителем. Строитель-прораб получает чертежи здания, площадку и бюджет и должен сформировать цепочку управляющих команд для рабочих, чтобы в итоге получилось здание, которое не упадёт и пройдёт нужные проверки. Если между набором стартовых условий и конечным результатом всегда одинаковая последовательность манипуляций, такой труд автоматизируется. Сложно как-то принципиально по-разному рассчитать клиента на кассе. Сложно выбрать несколько путей оформления одного и того же шаблонного документа. Нельзя десятью способами нарезать резьбу с заданным шагом на заданной заготовке. Так что для всего этого есть станки, аппараты, программы и роботы. Квалификация подключается там, где путей много, и для выбора правильного недостаточно просто описать желаемый конечный результат. У специалиста есть знания, опыт и интуиция, которые позволяют ему именно в каждом конкретном случае принимать решения. Относится ли программирование к подобным областям? Безусловно. Одну и ту же программу можно написать сотней способов и между этими способами будут серьёзные отличия, которые повлияют впоследствии на использование и развитие этой программы. Ну хорошо, но мы ведь загрузили в нейросеть весь опыт и знания программистов. Что мешает ей пройти тот же путь, что пройдёт программист, и точно так же принимать решения, исходя из ситуации? Два момента. Во-первых, у человека есть воля, а у нейросети нет. У человека есть способность как бы создавать новые решения внутри себя, а не в результате некоторой инструкции извне. И воля квалифицированного специалиста — важный аспект его работы. Грубо говоря, в части случаев мы хотим, чтобы специалист совершил творческий акт, принимая решения. Во-вторых, опыт практически в любой области, требующей квалификации, частично включает в себя понимание всего многообразия контекстов человечества в целом. То есть как бы знания того, что такое человек, в каких ситуациях он будет пользоваться результатом твоей работы и так далее. Так что нет, нейросети не заменят программистов. Исключение, пожалуй, такое: программа, которая запускается один раз для выдачи конкретного результата, не требующего высокой надёжности. Если мне нужно один раз для личного удобства переименовать тысячу файлов, то в целом программа, которая это делает, может быть написана сколь угодно плохо, лишь бы работала. Но это совсем небольшой процент реальных сценариев. #dev

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1276 · 13.02.2026 г., 10:25

https://x.com/SavinoBalzano/status/2022255589804351969?s=20 Penso che le parole di #NicolaGratteri siano assolutamente inaccettabili e vadano condannate da tutti, senza se e senza ma. Ha affermato che per il NO voteranno le persone perbene, quelle che credono nella legalità; poi è passato a descrivere chi vota SÌ, senza menzionare altrettanta “gente perbene”. Se in entrambi gli schieramenti ci sono persone oneste, che senso ha citarle? E soprattutto: perché citare solo quelle che votano NO? Ne deriva una cesura evidente: le persone perbene e fiduciose nella legalità sarebbero naturalmente portate a votare NO; alle altre resterebbero due opzioni, astensione o SÌ. Non solo. Nella descrizione di chi vota SÌ compaiono indagati, imputati, massoneria deviata, centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente (la mafia?). Il ragionamento di #Gratteri è un colabrodo, e non solo il suo, verrebbe da dire. Se la riforma trasformasse il PM in un super-poliziotto “cattivo”, perché indagati e imputati dovrebbero votare SÌ? Sono tutti fessi? Se il pubblico ministero è impregnato di cultura giurisdizionale ed è, per alcuni, addirittura il primo difensore del cittadino, perché i “cattivi” voterebbero SÌ? Sono tutti scemi? Pare votino SÌ anche gli avvocati: godrebbero forse nel vedere torchiare i propri assistiti e nel trovarsi di fronte un PM più potente e meno sensibile alle ragioni della difesa e della verità? Curioso, non vi pare? Con la vittoria del NO, questi presunti centri occulti di potere se la passerebbero molto peggio che con la vittoria del SÌ. Il NO, però, coincide con l’attuale assetto: oggi hanno davvero vita difficile? Sono in seria difficoltà? Questo non significa che con il SÌ andrebbero a gambe all’aria: significa solo che nemmeno oggi accade. Ci siamo? Inoltre, Gratteri sostiene che la ’ndrangheta (come se fosse un soggetto unitario, ma sorvoliamo) sia per il SÌ. Come lo sa? Sono state condotte indagini in merito? Esistono evidenze, intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori che attestino tale orientamento? In assenza di tutto ciò, affermazioni di questa portata, rilasciate con tale leggerezza, risultano quantomeno significative. E inquietanti. La domanda che vorrei porre a Gratteri è semplice: ammesso — come lui stesso poi precisa — che esistano persone perbene che votano SÌ, esiste qualche lestofante che vota NO? Perché se si afferma che la gente onesta vota NO, si finisce inevitabilmente per escludere il contrario. Ho poi ascoltato la sua precisazione di ieri sera da Formigli e ne tengo conto. Ma non mi pare abbia risolto. Anzi. Per me Gratteri è un grande magistrato, patrimonio della Repubblica, ma temo si stia facendo prendere un tantino la mano in questa fase. E non solo lui. Questo atteggiamento è inaccettabile e antidemocratico. Così come è inaccettabile incensare (giustamente) l’autorevolezza di Gustavo #Zagrebelsky, ricordando che è stato Presidente della Corte costituzionale, e poi descrivere come impresentabile Augusto #Barbera — che ha ricoperto la stessa identica carica — solo perché, con pari autorevolezza, si schiera per il SÌ. Questo gioco al massacro è incivile e tradisce un nervosismo quantomeno sospetto. Una cosa, però, è certa: anche se vincerà il NO non ci sarà alcun sospiro di sollievo, perché tutto resterà com’è. E oggi le cose vanno male. Molto male.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1002 · 05.05.2025 г., 12:13

https://x.com/SavinoBalzano/status/1919354130037887318?t=a04FHlBRULckWd4iO4TX3g&s=19 Sentite un po’ questi due e ditemi che ne pensate, perché davvero io comincio a non farcela più. Da un lato l’augusto #Augias: quello del #fascismo goniometrico (vi ricordate quando da Floris giudicava le braccia tese in base all’inclinazione?), quello per cui le Scritture ci inviterebbero al #riarmo. Dall’altro, #Zagrebelsky, quello che ne capisce di #Costituzione. Corrado ci dice che le democrazie sono a rischio. E uno pensa: “Vedrai che si riferisce al fatto che hanno fatto fuori #Georgescu in #Romania e che ora ci stiano provando con #Simion; sicuro si riferirà all’assurdità per cui un giudice di primo grado impedisce a #LePen di candidarsi all’Eliseo; certamente non gli saranno andati giù gli attentati a #Fico, a #Trump, la morte della guardia del corpo di #Orban; non dormirà per le recenti dichiarazioni di Thierry #Breton e per i rischi di messa al bando di #AfD; gli saranno tornate in mente le parole di #Oettinger, quando disse che i mercati ci avrebbero insegnato a votare". Che volete che vi dica? Forse pensa che impedire ai popoli di scegliere chi vogliono sia davvero un rischio grave per la tenuta democratica e costituzionale dei paesi coinvolti. Che ci sia un pericolo reale di implosione sistemica delle impalcature istituzionali. Che il contratto sociale stia andando a farsi benedire: cose così, di mero buonsenso. E invece no, bellezze mie. Vuole dire esattamente il contrario: che non è abbastanza, che non bastano gli interventi “tecnici” contro singole forze politiche, che le tecnocrazie non siano ancora sufficientemente attrezzate contro il pericolo che partiti votati dalla gente rappresenterebbero. Siamo a questo punto. Poi interviene quell’altro, il costituzionalista, il Presidente emerito della Corte Costituzionale. E che ti dice il Gustavo? Bene la #Germania… ma gli altri? Noi? Che si fa? Gente, io sono preoccupato. Ma preoccupato per davvero.