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Изходен канал @clockstackwheels · Post #967 · 22.03

Два дня был экспертом на хакатоне по разработке для студентов. Участники, как правило, 4-5 курс, бакалавры и магистры. Многие ребята очень сильные, показали отличный результат, получше, чем у некоторых взрослых программистов с резюме и зарплатой. Так вот, заметил интересный эффект. Студенты — даже очень компетентные — не могут побороть желание переусложнять систему и использовать чуть ли не все известные им фреймворки и технологии. Даже не знаю, какую аналогию привести — представьте что терапевт делает вам 20 различных видов осмотра на приёме и просит сдать 20 анализов на разные виды вирусов и других болезней, которые ему известны. Вроде и плохого ничего, но и не нужно. С архитектурой приложений аналогично: надо не только знать, что и когда применить, но и чувствовать, что и когда НЕ применять. Это, конечно, приходит с опытом. Справедливости ради, многие энтерпрайз системы, которые делаются состоявшимися специалистами, тоже переусложнены: условному Твиттеру, конечно же, не нужна никакая тысяча микросервисов. Но там на разработку еще и бизнес влияет и избыток ресурсов, а здесь у студентов тяга к умножению сущностей проявилась особенно ярко и характерно. Например, команда крутых технарей из Бауманки сделала чат-бота на 40 контейнерах, девопс там конечно красавчик, но к дедлайну до конца соединить не успели (хотя всё равно заняли призовое место). #dev По теме мне особенно нравится вот эта картинка:

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10014 · 04.11.2025 г., 07:03

🇺🇸 New Orleans, 1891 — Il linciaggio rimosso degli italiani New Orleans, marzo 1891. Undici immigrati italiani – quasi tutti siciliani – vennero uccisi in uno dei linciaggi più brutali e dimenticati della storia americana. Erano stati accusati dell’omicidio del capo della polizia David Hennessy, ma un tribunale statunitense li aveva appena assolti per mancanza di prove. La folla non accettò la sentenza: irruppe nella prigione, li trascinò fuori e li finì a colpi di fucile e forca. Il massacro durò poche ore, l’impunità molti decenni. La stampa e l’odio In quegli anni gli italiani negli Stati Uniti erano considerati “non bianchi”, sospetti, brutali, legati alla mafia. I giornali alimentarono il fuoco. La stampa locale parlò apertamente della “razza siciliana”, definita "sporchi dagos”, “ibridi mediterranei”, “criminali per natura”. Persino testate nazionali, come il New York Times, descrissero gli italiani come “predisposti alla violenza”. Era un linguaggio politico travestito da cronaca. Il processo a carico degli immigrati finì per smontarsi da solo: testimonianze confuse, prove inconsistenti, nessuna certezza. Quando la giuria assolse alcuni imputati e dichiarò di non poter condannare gli altri, la città esplose. Migliaia di uomini armati, tra cui notabili, imprenditori e funzionari pubblici, presero d’assalto la Parish Jail. Undici innocenti vennero abbattuti e appesi come trofei. Nessun colpevole venne mai incriminato. La crisi internazionale La notizia attraversò l’Atlantico come un’onda d’urto. Il Regno d’Italia reagì con la massima durezza: l’ambasciatore fu richiamato, le relazioni diplomatiche interrotte e la stampa italiana gridò all’umiliazione nazionale. Roma mobilitò la propria opinione pubblica e, silenziosamente, anche parte della sua Marina. In quei giorni, una cannoniera della Regia Marina – in missione nel Mar dei Caraibi e ancorata a Cuba, allora importante piazza navale – ricevette l’ordine di spostarsi a ridosso della foce del Mississippi, davanti alla stessa New Orleans. Era un gesto calibrato: non una provocazione militare, ma la dimostrazione concreta che l’Italia aveva mezzi moderni, artiglieria efficiente e volontà politica. E gli Stati Uniti lo sapevano. Nel 1891 la Marina americana era ancora debole: poche navi moderne, molta flotta obsoleta e un apparato bellico inferiore a quello delle grandi potenze europee. La Regia Marina italiana, invece, era tra le più avanzate del mondo: incrociatori corazzati, torpediniere e artiglierie moderne, la punta dell’acciaio europeo. L’ipotesi di uno scontro – pur lontana – non era del tutto irreale. Le scuse e il denaro Sotto pressione, Washington scelse la via diplomatica. Il governo degli Stati Uniti presentò scuse ufficiali al Regno d’Italia e accettò di versare un indennizzo finanziario alle famiglie delle vittime. Fu un’ammissione implicita di responsabilità nazionale, ma non arrivò nessuna giustizia interna: nessun linciatore venne processato, nessuna autorità dimissionata. Quel massacro è ancora oggi un capitolo poco raccontato dell’America razzista di fine Ottocento: quando una folla fu più forte della legge, quando la stampa legittimò l’odio, e quando l’Italia dovette far parlare il linguaggio delle cannoniere per difendere i propri cittadini. https://t.me/gianlucaprocaccinireport #usa#italia#sicilia#crisi#Lynch#Cultura#italia#italiani -