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Изходен канал @clockstackwheels · Post #976 · 28.04

Обычно я отношусь к противникам электросамокатов примерно так же, как к людям, которые призывают валить 5G-вышки. Мракобесы сражаются с прогрессивным улучшением жизни нормальных людей испокон веков. Важная черта состоит в том, что сами мракобесы эти улучшения не понимают и не пользуются ими, как в меме про бабушку "Не нужон нам этот ваш инторнет". Если человек реально не врубается, что такое "last mile problem", почему она возникла, почему её решение повышает удобство жизни, то с ним можно этот вопрос не обсуждать. Но тут вот, оказывается, с неделю назад в Госдуму внесли законопроект, призывающий штрафовать электросамокатчиков за разные нарушения, и я впервые встал на сторону хейтеров. Предлагается штрафовать, например, за езду вдвоём, за перевоз ребенка, за езду в пьяном виде. Суммы порядка тысяч и десятков тысяч рублей. Мало! Всецело поддерживаю эти штрафы и даже увеличил бы их. Было удивительно читать, как в комментариях электросамокатчики защищают езду вдвоём и перевозку детей. "Конечно я везу ребёнка с собой, не давать же ему отдельный самокат!" — да, чувак, абсолютно никаких других вариантов не существует. Принять законопроект обещают в июле. #life

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Marx21.it

@marx21news · Post #9682 · 03.02.2026 г., 14:02

Le elezioni in Myanmar tra guerra civile e la ricerca di una nuova legittimità Il Myanmar ha appena concluso un’insolita tornata elettorale a tre fasi (28 dicembre, 11 gennaio, 25 gennaio), in un contesto di guerra civile e di controllo territoriale fortemente frammentato. I risultati confermano la schiacciante vittoria dell’USDP, il partito vicino ai militari, che ha conquistato la maggioranza dei seggi in entrambe le camere. Perché un voto a fasi? La scelta di diluire le operazioni di voto in tre date risponde principalmente a esigenze di sicurezza e logistica. In molte zone del Paese, specialmente quelle interessate dai conflitti tra l’esercito e gruppi armati di resistenza, organizzare seggi, trasportare schede e garantire protezione al personale sarebbe stato quasi impossibile in un’unica giornata nazionale. Una vittoria preannunciata L’USDP, con il leader Khin Yi, si è aggiudicato finora 232 seggi su 263 nella camera bassa e 109 su 157 in quella alta, numeri che – sommati alla quota fissa di seggi riservata dalla Costituzione ai militari – rendono di fatto il quadro politico immutato nella sostanza. Criticità e partecipazione La partecipazione si è attestata intorno al 55%, inferiore rispetto al passato. In molte aree il voto è stato annullato o non si è tenuto a causa dei combattimenti. Osservatori internazionali sottolineano l’assenza di un’opposizione significativa, il clima di coercizione e l’impossibilità di uno svolgimento veramente universale. Cosa significano queste elezioni? Più che una competizione aperta, il voto appare come uno strumento di gestione della crisi: un tentativo da parte delle autorità militari di dare una parvenza di normalizzazione istituzionale, aprendo la strada – formalmente – a un nuovo governo “civile” entro aprile. Tuttavia, senza un reale allargamento dell’inclusività politica, senza garanzie di sicurezza per i civili e senza canali di dialogo con le forze sociali ed etniche oggi marginalizzate, sarà difficile immaginare una stabilizzazione duratura. Il Myanmar resta un Paese lacerato, dove la ricostruzione materiale e il coinvolgimento costruttivo della regione (a partire dall’ASEAN) potrebbero essere fattori chiave per una futura, sperata, pacificazione. #Myanmar#Elezioni#USDP#GuerraCivile#ASEAN#PoliticaInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/le-elezioni-in-myanmar-tra-instabilita-interna-e-ricerca-di-legittimita/