Мастерская 2/4
Несколько лет назад я делал систему хранения для инструмента на домашних станках. Параллельно смотрел, что предлагает рынок, и тогда же купил пермский набор ToolBoard. Так он и лежал до лучших времён.
Времена настали, у меня появилась мастерская, и я пустил набор в дело. Надо сказать, система очень хорошо продумана, чувствуются десятки тестов и подборов лучших форм. Конечно же, она во всем, кроме цены, превосходит мою домашнюю поделку. Основания с ячеистой сеткой под восьмигранные крепежи. Самих крепежей несколько видов, да и ставить их можно разными способами. Поэтому получается компактно и ровно вешать абсолютно всё: от тяжёлого перфоратора до тоненьких маленьких сверлышек.
Надо сказать, сообщество 3D-печатников не стояло на месте, и с тех пор появились готовые опенсорсные проекты печатных систем под ту же задачу. Тоже очень впечатляющие. Но до ToolBoard всё ещё далеко. Моё почтение авторам, насколько там всё круто и до мелочей рассчитано. Взять хотя бы тот факт, что при соединении элементов сетки головка самореза аккурат распирает крепёжный зажим так, чтобы зафиксировать его в пазу. А крючки сделаны волнистыми не просто так — между ними можно зажимать небольшие цилиндры, такие, как стержень маленькой отвёртки.
Чтобы разместить это дело, не повредив дизайн помещения, мне пришлось напечатать хитрые крепления для листа крашеной фанеры. Такие, чтобы они упирались в рейки, но прижимались винтами между ними в стену. И выдерживали десятки килограммов веса, конечно. Не могу придумать способ, как эту задачу решать без 3D-принтера. Из дерева вырезать? Комплекс станков для такой работы будет дороже принтера и займет больше места.
На доске минимально типовой инструмент для любого дома + чуть-чуть специфических вещей для электрики. Тут нет многого, но основное вроде всё учёл.
#diy#life#окр
#Intelligence: Secondo una denuncia presentata da un whistleblower, la National Security Agency (NSA) ha intercettato una telefonata tra un funzionario dell’intelligence straniero e una persona vicina a Donald Trump.
La Direttrice dell’Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard, appresa la notizia, invece di permettere alla NSA di condividere l'informazione, l’ha secretata consegnandola nelle mani del Capo di Gabinetto (Chief of Staff) di Donald Trump, Susie Wiles. Il giorno dopo l’incontro con Wiles, Gabbard ha dato ordine alla NSA di non pubblicare il report d'intelligence e di consegnarlo direttamente al proprio ufficio.
Il 17 aprile, il whistleblower ha contattato l’Ispettorato Generale per denunciare il blocco voluto da Gabbard, presentando una denuncia formale il 21 maggio. Dopo 14 giorni, il 6 giugno, l’Ispettrice Generale Tamara Johnson ha archiviato il caso affermando di “non poter determinare se le accuse fossero o meno credibili”.
Johnson ha inoltre stabilito che la denuncia avrebbe potuto essere presentata al Congresso solo dopo che il Direttorato dell’Intelligence Nazionale avesse fornito indicazioni su come farlo. Da allora, per otto mesi, la denuncia è rimasta chiusa e secretata o, come scritto dal Wall Street Journal, chiusa in una cassaforte.
Secondo alcuni parlamentari sentiti dal Guardian, inoltre, l’ufficio dell’Ispettrice Generale sarebbe compromesso da quando Gabbard avrebbe nominato un proprio assistente all’interno della struttura, Dennis Kirk, due settimane dopo il primo contatto tra il whistleblower e l’ufficio in questione. Kirk è uno degli autori del Project 2025.
Secondo l’Ufficio della Direttrice Nazionale, il report non è stato condiviso con il Congresso perché l’Ispettrice non avrebbe informato Gabbard degli obblighi di legge. Ma la versione non convince gli esperti sentiti dal Guardian, secondo cui questo caso dimostra come Gabbard non sia in grado di gestire dossier così importanti e sensibili come quelli d'intelligence. I membri della Gang of Eight, invece, si sono divisi tra chi ha criticato il comportamento di Gabbard e chi ha messo in dubbio la credibilità della denuncia.
La Gang of Eight ha ottenuto una versione della denuncia fortemente censurata, poiché Gabbard ha voluto esercitare il “privilegio esecutivo”, una sorta di autorità che viene invocata quando il Presidente è coinvolto e vuole proteggersi dalle azioni del Congresso.
#Intelligence, #Iran: Gabbard ha modificato la propria testimonianza, cambiando e omettendo delle parti rispetto al discorso scritto che il suo ufficio aveva pubblicato.
Ad esempio, ha omesso la parte in cui riteneva che l'Iran non avesse cercato di ricostruire le proprie infrastrutture per arricchire l'Uranio. Quando il Vicepresidente della Commissione Mark Warner (D-Virginia) le ha domandato per quale motivo ha saltato alcune porzioni del discorso preparato, ha risposto che lo ha fatto per tagliare i tempi del discorso. Una giustificazione che non ha convinto Warner che ha sottolineato come le parti omesse sono quelle che "contraddicono il Presidente."
Tuttavia, Gabbard ha confermato che il regime iraniano "appaia intatto ma ampiamente deteriorato".
#Iran, #Intelligence: Nella sua dichiarazione al Senato, Tulsi Gabbard ha dichiarato che "Come risultato dell'Operazione Midnight Hammer, il programma di arricchimento dell'uranio è stato obliterato. Non ci sono stati tentativi, da allora, di ricostruirlo."
Questa dichiarazione, però, smentisce quanto dichiarato a più riprese da Donald Trump, secondo cui la minaccua nucleare era imminente.
#Iran, #Intelligence: Secondo quanto riporta Erin Bianco (Reuters), la CIA avrebbe valutato che in caso di morte di Khamenei, il ruolo di Guida Suprema verrebbe assunto da membri estremisti delle Guardie Armate della Rivoluzione.