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Изходен канал @clockstackwheels · Post #997 · 18.07

Мастерская 2/4 Несколько лет назад я делал систему хранения для инструмента на домашних станках. Параллельно смотрел, что предлагает рынок, и тогда же купил пермский набор ToolBoard. Так он и лежал до лучших времён. Времена настали, у меня появилась мастерская, и я пустил набор в дело. Надо сказать, система очень хорошо продумана, чувствуются десятки тестов и подборов лучших форм. Конечно же, она во всем, кроме цены, превосходит мою домашнюю поделку. Основания с ячеистой сеткой под восьмигранные крепежи. Самих крепежей несколько видов, да и ставить их можно разными способами. Поэтому получается компактно и ровно вешать абсолютно всё: от тяжёлого перфоратора до тоненьких маленьких сверлышек. Надо сказать, сообщество 3D-печатников не стояло на месте, и с тех пор появились готовые опенсорсные проекты печатных систем под ту же задачу. Тоже очень впечатляющие. Но до ToolBoard всё ещё далеко. Моё почтение авторам, насколько там всё круто и до мелочей рассчитано. Взять хотя бы тот факт, что при соединении элементов сетки головка самореза аккурат распирает крепёжный зажим так, чтобы зафиксировать его в пазу. А крючки сделаны волнистыми не просто так — между ними можно зажимать небольшие цилиндры, такие, как стержень маленькой отвёртки. Чтобы разместить это дело, не повредив дизайн помещения, мне пришлось напечатать хитрые крепления для листа крашеной фанеры. Такие, чтобы они упирались в рейки, но прижимались винтами между ними в стену. И выдерживали десятки килограммов веса, конечно. Не могу придумать способ, как эту задачу решать без 3D-принтера. Из дерева вырезать? Комплекс станков для такой работы будет дороже принтера и займет больше места. На доске минимально типовой инструмент для любого дома + чуть-чуть специфических вещей для электрики. Тут нет многого, но основное вроде всё учёл. #diy#life#окр

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Търсене: #pertini

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #727 · 23.08.2024 г., 08:40

https://x.com/SavinoBalzano/status/1826902126892650501?t=Nph5MkcjigQSaPyF7ltyrA&s=19 Parlava agli operai dell'Italsider di Savona, #Pertini, con un discorso tanto toccante e appassionato da essere quasi insopportabile oggi, allo sguardo di chi può guardare indietro, con la consapevolezza di quanto sia stato tradito e disatteso. Si rivolgeva ai giovani, ai lavoratori e invitava tutti alla lotta, alla difesa, alla rivendicazione. Si perché Pertini sapeva benissimo che la #libertà senza giustizia sociale è cosa vana. Cos'è la libertà senza giustizia sociale? Si domandò retoricamente in un famoso discorso di fine anno da #PresidenteDellaRepubblica: è libertà di bestemmiare, nulla di più. Ecco cosa rispose. Era garante del vincolo interno, Pertini, della #Repubblica, della #Costituzione. Tutto ciò che oggi non è il #Quirinale. Oggi al Quirinale si inciucia coi Presidenti della Commissione Europea per disarcionare "dolcemente" un capo di governo inviso agli eurocrati di #Bruxelles o si pone il veto su quel ministro sgradito alle élite finanziarie eurounitarie. In questo Paese è diventato impossibile tutelare l'interesse nazionale: tale impegno è considerato quasi reazionario, nella accezione più negativa del termine. Il punto è che oggi essere reazionari è letteralmente doveroso: una reazione a chi vuole continuare a spolpare le nostre risorse è semplicemente l'unica cosa sensata da fare. Pertini si definiva orgogliosamente riformista. Era giusto: lo faceva quando certi presidi non erano ancora stati conquistati. Oggi forse non ha più senso, se non nella misura in cui la riforma coincida con la restaurazione. Viceversa, è corretto definirsi conservatori se si vuole ciò che voleva Pertini: libertà e giustizia sociale. Il gioco di prestigio è stato proprio questo: dividere i #diritti dopo aver diviso le persone. Contrapporre libertà a diritti sociali, abbandonando l'eversività del programma costituzionale, sancito in particolar modo nell'articolo 3, che più di ogni altro seppe conciliare le anime del Paese: la laburista ("partecipazione dei lavoratori") e la cristiana democratica ("sviluppo della persona umana"). Ciò è stato possibile quando chi storicamente aveva il compito di tutelare i fragili, le periferie sociali ed esistenziali, il mondo del lavoro, ha tradito. Ed è proprio per (mal)celare quel tradimento che si sventola ossessivamente e grottescamente la bandiera arcobaleno intonando un'ormai stonata "bella ciao". È l'imbarazzo di chi non può ammettere di aver "torto il volto" da una storia, da dei valori, da determinati ideali, da una prospettiva, a indurre certe messe in scena grottesche. Lo spettacolo sgredevole cui si assiste è frutto di una necessità imprescindibile: provare a dissimulare il fatto che nel Paese vi sia qualcuno che non persegue l'interesse del #popolo italiano, ma quello di qualcun altro. Un'agenda sociale non può esistere, dopotutto partiti come il #PD non l'hanno mai perseguita quando hanno guidato il Paese, perché la priorità per alcuni è quella di agevolare determinati centri di potere, mediante le politiche economiche neoliberali volute a Bruxelles (e non solo). Oggi si urla al #fascismo, mitizzando "intellettuali" completamente vuoti, ma se soltanto le forze di opposizione abbandonassero (cosa impossibile) il ruolo di servitù o di utile idiozia il pericolo diverrebbe quello del ritorno allo stalinismo o qualcosa del genere. Ecco perché è fondamentale aprire gli occhi e comprendere che gli ideali esistono, mentre non esiste più la tradizionale contrapposizione partitica da essi sottesa. Non ha dunque alcun senso il demenziale sostenere per affezione una parte, con la consapevolezza che appena arrivata al potere svenderà ciò che vi è più caro. E ragionarci da un Paese come la #Grecia è assai più amaro: qui il #neocolonialismo e l'avido sciacallaggio europeo lo hanno pagato letteralmente con la vita.