@savinobalzano · Post #1119 · 08/20/2025, 08:04 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1958076200481423405?t=Dh4cbWFawgeV5m-OnF9CsA&s= Stanno facendo discutere le parole rapite dalle labbra della nostra Premier: «non parlo mai con la stampa italiana». Si è scatenato un profluvio di riflessioni, ovviamente critiche: non accetta il confronto con l’informazione perché non ama la #democrazia. Ieri sera sentivo #DeBortoli commentare quell’uscita: «la prendo come un complimento: vuol dire che ci teme». No, Ferrù, ti stai illudendo. Quella non vi teme: vi schifa. È diverso assai. Non sono un giornalista, tuttavia mi considero un operatore del settore, dunque dovrei indignarmi anch’io per le parole di #Meloni. Ma proprio non ci riesco. Anzi: non posso nascondervi che mi hanno suscitato empatia, forse anche similpatia. Io, se fossi in lei, molto probabilmente la penserei uguale e farei lo stesso. Sì, insomma: siamo passati dall’era #Draghi al Governo. I giornalisti si accalcavano per baciarlo, c’era gente che si sdraiava a terra e lo implorava di calpestarla e di usarla come tappeto umano; c’erano quelli che svenivano e andavano in estasi, quelli che provavano a strappargli un pezzetto d’abito come facevano i fedeli con Padre Pio. Una roba incredibile: pareva di assistere al miracolo di San Gennaro. E infatti c’era chi cantava: Mario Draghi mio protettore, prega a Dio nostro Signore, Mario Draghi mio putente, prega a Dio pe’ tanta gente. Poi arriva lei, e si aspettava un trattamento tutto sommato simile. E invece quelli pare si fossero presi tutti l’idrofobia: neofascismo, onda nera, infiltrati, democratura, torsione antidemocratica, capocrazia. Scatenati. Ovviamente, non una parola sulle politiche economiche di #Giorgia, perché sono uguali a quelle di Draghi: quella è l’unica parte che gli piace. Mi ricordo un Corrado #Augias favoloso in prima serata, che spiegava il sapore politico del saluto a braccio teso in base all’inclinazione: a seconda dei gradi poteva essere fascista, nazista o – più innocentemente – romano. Antifascismo goniometrico. Interi palinsesti televisivi: un circo. Lei sarà rimasta stralunata. Allora si è voltata dall’altra parte, a guardare i giornalisti sostenitori, e secondo me i conati sono aumentati. Per carità, le domande sdraiate le avranno fatto piacere: «Lei è più da caffè o da cappuccino? E, ci dica, qual è il segreto del suo successo? Si mantiene leggera a cena per dormir meglio?». Poi c’erano pure quelli che la proponevano al Nobel per l'economia. Me la immagino, con la mano a coprirsi il viso, desolata: «eddai regà, così è troppo». Ci sono le dovute eccezioni, naturalmente: non mi riferisco a un solo giornale e ci sono anche trasmissioni televisive serie (poche, ma ci sono). Insomma, io non ti biasimo proprio per niente: ma che ci parli a fare con certa gente? Alcuni ti daranno della fascia sempre e comunque, come fossero automi; altri si spelleranno le mani ad applaudire anche se ti limiti a ruttare. A questo siamo ridotti. Fai bene, Giorgì, snobbali: non meritano di più.