https://x.com/SavinoBalzano/status/1853347326103822699?t=Rk6Vh2ROhwypKZ-7qi_VEg&s=19
Davvero qualcuno pensa che #Bonelli e #Fratoianni (o #Schlein, che è la stessa roba) possano essere considerati gli eredi di #Gramsci e di #DiVittorio? Chi lo pensa che diavolo si è bevuto?
Se c'è una cosa che mi manda letteralmente ai matti è quando qualcuno mi parla di alcuni partiti italiani di oggi, qualificandoli come di #sinistra.
Mettiamoci d'accordo su cosa si intende per sinistra contemporanea: se si intende quel pensiero politico che, in un certo momento della sua storia, avendo perso ogni punto di riferimento culturale e ogni visione, ha deciso di abbarbicarsi al neliberalismo europeo come un ubriaco al lampione, allora ok. Viceversa, se avete in testa forze sociali ostinatamente dalla parte dei deboli, di chi non ce la fa, di quelli che non arrivano a fine mese, degli sfruttati, di chi popola le nostre periferie fisiche ed esistenziali, allora siete totalmente fuori di testa.
La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus
INCAZZATI PURE: SE NON TI PIACCIONO I PRIVILEGI, NON TI PIACE LA #SALIS
È una malattia seria questa della sinistrucola (la #sinistra in Italia non c'è), quella di vedere #fascismo ovunque: se non sei con loro, sei un #fascista. E lo sei anche se critichi la loro nuova eroina, #IlariaSalis, che nei loro cuori è riuscita persino a scalzare chi portò gli stivali sporchi di fango a Montecitorio, quello che citava #DiVittorio, famoso per essersi battuto per il diritto all'eleganza: l'irriducibile #Soumahoro.
La loro paladina, Ilaria Salis, sarebbe una Robin Hood del 2024, una che lotta contro i privilegi.
Ragazzi, mi spiace dirvelo: vi illudete.
Ve lo vedete voi Robin Hood, in catene nelle segrete del Principe Giovanni, in attesa di una candidatura alle europee per l'immunità? Cerchiamo di essere seri.
La verità è che Ilaria Salis è una privilegiata, una che è stata "raccomandata" da quei due che per ottenere qualche voto in più se la sono imbarcata. Lo avrebbe fatto Elly, ma nel suo partito le hanno detto di non provarci e ha rinunciato.
Nel 2022 in Italia si sono registrati 85 suicidi in carcere, nel 2023 erano almeno 70 e a febbraio di quest'anno erano già 20. Nel 2023 l’associazione @AntigoneOnlus ha tracciato un disegno a dir poco desolante sul sistema carcerario italiano: a fronte di poco più di 50mila posti ufficialmente disponibili nelle nostre carceri, i detenuti superano i 60mila, in strutture spesso fatiscenti, e ogni cento detenuti si sono registrati più di 16 atti di autolesionismo e oltre due tentativi di suicidio. Spesso tutta questa gente è innocente, in attesa di un processo, magari detenuta cautelativamente. Ripeto, in Italia.
In mezzo a tutto questo casino, a questo mare di disagio e di dolore, la Salis ha avuto il calcio in culo di un partito, #avs, che l'ha tirata fuori dai guai, strumentalizzando l'amicizia tra il premier ungherese e il nostro.
E allora, per carità, sieda in Parlamento e faccia il suo con tutti gli onori, ma smettiamola di dipingerla come una Che Guevara dei giorni nostri perché il limite del ridicolo è stato da tempo abbondantemente superato.
https://x.com/SavinoBalzano/status/1804939829127290913?t=f2Tn7rGbq9qpk688Jqhmbw&s=19
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E come #Enrico
E come #Elly
Quella di #Berlinguer è una delle figure più meschinamente strumentalizzate dalla #sinistrucola nel Paese.
Mai fatto santini in vita mia: Berlinguer ha certamente commesso i suoi errori. Ricordo quello scontro memorabile tra lui e #Bobbio. Il primo, secondo alcuni frainteso (ad esempio secondo @lucatelese), immaginava l'austerità come forma di lotta di classe. Uno strumento attraverso il quale redistribuire ricchezza. Il secondo che gli ricordava come l'austerità non fosse una scelta per il poveraccio, ma una condizione di vita ineludibile.
Però Berlinguer resta Berlinguer: un gigante rispetto ai figuri che popolano (o infestano) il campo santo della sinistrucola.
Che memoria tradita quella di Enrico, da eredi che avrebbe senz'altro diseredato: è diventato come il #Che, un personaggio per fare le magliette. E allora stampano il suo sguardo sulle tessere di un Partito che Berlinguer avrebbe combattuto con tutte le sue forze (che assordante il silenzio della sua famiglia!), registi improvvisati ne girano film su film. Ecco, sembrerà un po' forte, ma Enrico è diventato un po' come Benito, per certi aspetti: un personaggio per far marketing e soldi a palate.
Sta roba io l'ho vissuta e rivissuta da ragazzino.
L'ho raccontato molte volte, sono di Cerignola, la città di #GiuseppeDiVittorio: in occasione di ogni santa campagna elettorale per le amministrative, dal palco dinanzi alla villa comunale, personaggetti picoli piccoli facevano a chi urlava più forte il suo nome per strappare qualche voto in più: «peppino! peppino! peppino nostro!». E si percuotevano il petto.
In un vecchio scantinato era accatastato a pezzi uno storico murale che rappresentava il Sindacalista (con la S maiuscola, oggi spesso inutilizzabile). Ogni volta che si votava, i sinistrucoli cerignolani si sbracciavano istericamente: «lo riporteremo alla luce! lo restituiremo alla città! tornerà al suo antico splendore!». Non hanno mai fatto niente.
Alla fine venne riesumato, riassemblato, restituito alla cittadinanza da un ottimo Sindaco ex missino.
Questi sono gli eredi di Berlinguer e di #DiVittorio oggi in Italia: affaristi, affabulatori, ciarlatani senza arte né parte. Gente alla quale, mi ci giocherei un braccio, Enrico e Peppino non avrebbero mai rivolto nemmeno un cenno di saluto.
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Se mi domandassero (come a volte mi capita) «sei di #destra o di #sinistra», farei molta fatica a rispondere. Io non credo che i valori storicamente della destra e della sinistra siano superati: credo siano vivi più che mai e le tensioni che agitano sono attuali e necessitate da problemi tanto annosi quanto irrisolti.
In primis persiste il tema della redistribuzione della ricchezza, come pure del tutto irrealizzato è il programma scolpito nel secondo comma dell’articolo 3 della #Costituzione: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Diverso, completamente diverso, sarebbe se mi domandassero se mi rispecchio in coloro i quali, nello scenario politico italiano di oggi, si definiscono di destra o di sinistra. Prima di tutto c'è da dire che i partiti (o ciò che sono diventati) sono realtà complesse al loro interno e convivono molte anime, spesso distanti tra loro. Lo schema bipolare, la contrapposizione, costituisce quasi una rendita, una sorta di vitalizio indebolito che tutt’ora resiste, ma che inevitabilmente limita l’elettore stesso, il quale vota per ricordo, per affezione, per romanticismo.
Insomma, uno che pensa con nostalgia a #Berlinguer perché dovrebbe votare per #Schlein o #Fratoianni? Ma davvero qualcuno è intimamente convinto del fatto che #Landini sia l’erede spirituale e politico di #DiVittorio? Siate seri: questo è il Paese dove #Bersani, considerato da molti "uno dei pochi che si salva", presentato dalla #Gruber come "leader storico della sinistra", va in televisione a vantarsi di essere stato più liberale della destra.
E, attenzione, questo senza citare tutte le scelte compiute quando guidavano il Paese (quasi sempre negli ultimi anni), quelle che hanno ciecamente sostenuto, e che ci hanno condotto esattamente dove siamo. Hanno smantellato tutto: dall'industria di Stato al mondo del lavoro, dalla sanità alla scuola, dall'università alla previdenza sociale. In ginocchio (diciamo così, và) ai dettami eurounitari.
Contano le persone e le idee che difendono nelle istituzioni: personalmente credo che fondamentale sia riconquistare la nostra sovranità nazionale, al fine di poter adoperare le leve (economiche e giuridiche) necessarie al programma costituzionale. Se nel c.d. #CampoLargo mi trovate qualcuno che propone questa agenda, io sono pronto a valutarlo. La vedo black.
Che Nicola Fratoianni apra a #Renzi è perfettamente in linea con quello che vi sto dicendo: possibile che sorprenda e scandalizzi? Sotto la sua intervista ho letto persino di gente che indignata urla «Nicola, straccio la tessera!». Vi voglio bene, sul serio, e devo volervene perché senza il consenso di tanti le cose non cambieranno mai, perciò prendetela davvero positivamente, ve lo dico con affetto che siete fessi, fessi nel midollo, proprio geneticamente.
Lo so che ci credete: ne conosco tanti, ho amici (l'affetto da miracoli!) che pensano che da sinistra sia giusto votare Fratoianni e #Bonelli. Penso persino di conoscere qualcuno che vota #PD: è un sospetto che preferisco non svelare. Però dovete farlo questo sforzo, dovete proprio, perché siete in ritardo di quasi vent’anni. Pensare che uno sia di sinistra (nel senso valoriale del termine) perché ti candida #Soumahoro o #Salis è proprio da fessi. Avete mai sentito Fratoianni mettere in discussione l’#UE, il cappio, il cambio fisso, l’euro (che è la stessa cosa), i “conti in ordine”? Li avete mai sentiti criticare il #Quirinale, il più tenace baluardo a difesa del vincolo esterno? Denunciare il “dolce colpo di Stato” del 2011?
E oggi vi sorprendete perché questa gente apre a Renzi, l’autore delle riforme più neoliberali che questo Paese abbia visto negli ultimi trent’anni?
Svegliatevi, vi prego, fatelo almeno per dignità.