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CLIMAX & ANTICLIMAX ⚡️☀️☔️ In realtà il climax di cui parliamo non ha nulla a che vedere con le variazioni atmosferiche. Oggi faccio una nuova incursione nelle figure retoriche per parlare di climax e di anticlimax. I termini derivano dal greco klímaks, sostantivo femminile che significa scala e rende bene l’idea di una salita o di una discesa graduale verso lo scopo che si vuole raggiungere. ✅Nella scrittura si parla di climax o di gradazione ascendente quando si costruiscono versi o frasi disponendo gli elementi del discorso secondo un ordine basato sulla crescente intensità del loro significato. L’intento è quello di potenziarne l’effetto, suscitando nel lettore un impatto emotivo sempre più forte, fino a raggiungere la sua massima potenza nel finale. Es.: Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! (Dante - Inferno, canto I) Il climax qui è riscontrabile nel crescendo dell’angoscia che suscita il verso, in cui gli aggettivi selvaggia aspra e forte intensificano sempre più lo sgomento provocato in Dante dalla selva. ✅L’anticlimax o gradazione discendente invece si pone come obiettivo quello opposto di smorzare l’intensità delle sensazioni che si intende descrivere. Es.: […] Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare. (G. Leopardi – L’Infinito) La poesia è il terreno più adatto all’uso delle figure retoriche, ma se adoperate in modo consapevole e opportuno possono diventare espedienti interessanti anche nella prosa per creare effetti emotivi forti e donare musicalità al testo. #grammarbreak#scrittura#scriverebene