https://x.com/SavinoBalzano/status/1846960090882220195?t=TYZ-CHCzo1hQ-ybTPYv0sw&s=19
LA SINISTRA È MORTAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Sono felicissimo della proposta di #EnricoLetta, che vorrebbe #ElsaFornero senatrice a vita: è la conferma definitiva di quello che scrivo da anni! Avete ammazzato la #sinistra, tradendo ciò che un tempo (tanti tanti anni orsono) rappresentava.
Tutto un bluff, a partire dalla "rivoluzione" di #EllySchlein.
La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus
https://x.com/SavinoBalzano/status/1829088690846490754?t=tbyeM5k3s2RqZN97h-WkCg&s=19
Io davvero non mi capacito di come qualcuno abbia ancora il coraggio di invitare in trasmissione #ElsaFornero. Soprattutto trovo inconcepibile l'idea che #Fornero possa esprimere giudizi sprezzanti sulla classe politica del Paese.
È nota per la sua riforma delle pensioni, ma Fornero è stata anche il peggior Ministro del Lavoro nella recente storia repubblicana.
Prese parte al "colpo di stato gentile" del 2011 e figurò nell'esecutivo di liquidatori, frutto dell'inciucio tra #Napolitano e #Juncker (raccontato da quest'ultimo in una intervista).
Nessuno cita ad esempio il suo scempio dello Statuto dei Lavoratori.
A Elsa dobbiamo la modifica dell'art. 18 (con la legge n. 92 del 2012).
Prima funzionava in maniera semplice: venivi licenziato e andavi davanti al giudice. Se questi riteneva il licenziamento illegittimo, ti restituiva il lavoro e disponeva anche il risarcimento del danno. In caso di licenziamento legittimo, invece, ti attaccavi. Su quest'ultimo caso nulla è cambiato: Elsa è intervenuta solo sui licenziamenti illegittimi.
Come funziona oggi il meccanismo (inasprito poi da #Renzi nel 2015): se il giudice ritiene che il licenziamento è illegittimo, ti riconosce quasi sempre una indennità. Non può far altro se non in casi assolutamente residuali.
Se ti rubano l'automobile, il giudice può disporne la restituzione: se ti fottono il lavoro, no.
Elsa racconta di aver contribuito a salvare il Paese: mi spiegate che "utilità" ha comportato questa modifica per le sorti dell'Italia, della nostra impresa, della nostra economia?
Il suo capo di allora, #Monti, affermava "che monotonia il posto fisso!": curioso se a pensarla così è uno che fa il senatore a vita: a vita! E lei riteneva i nostri giovani troppo "choosy" (schizzinosi): preferiva chi le teneva l'ombrello a Courmayeur. Dopotutto, è la stessa che recentemente ha sostenuto che 9 euro di salario minimo legale sarebbero troppi: per lei meglio 7.
Elsa Fornero è esponente della peggiore nomenclatura, della peggiore accademia: ha servito, si, ma non le ragioni dello Stato, se per esse intendiamo l'interesse collettivo, quello del Popolo.
Di ciò ovviamente nessuno le chiede di rispondere e tutti i giornalisti che continuano a invitarla senza presentarle il conto, ascoltandola in estasi come i pastorelli di Medjugorje dinanzi alla Vergine, dovrebbero semplicemente vergognarsi.
la fionda📗@lafionda · Post #6388 · 07/25/2025, 08:32 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1948659594831528232?t=eRdx5GOUJ7LAvQiTVZaI_g&s=19
A me dispiace molto rovinare l’entusiasmo che si respira dalle parti di Fratelli d’Italia, ma ho la vaga sensazione che i tifosi non abbiano molto di cui gioire per la prima pagina del #Time dedicata a #GiorgiaMeloni.
Ammesso che ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, se fossi uno di quelli che l’ha votata, non la prenderei benissimo.
In pratica, con la fine della scuola, tutti quelli che aveva giurato di contrastare le hanno dato la pagella… e l’hanno promossa a pieni voti.
La copertina del Time è un termometro per noi: serve a capire, di volta in volta e tempo per tempo, chi sono i politici invisi al sistema delle élite dominanti, della grande finanza internazionale, dei vincoli esterni, della tecnocrazia.
E, attenzione: non sono tutte uguali. Alcune ti esaltano, altre ti stroncano. Indovinate voi di quali è bene preoccuparsi.
#Berlusconi, nel 2011, detestato: obbediva solo in parte agli ordini che arrivavano da #Bruxelles, mentre c’era il programmino di #Draghi e #Trichet da realizzare. Bisognava picconare lo Stato sociale, e Silvio perdeva tempo.
#Monti, nel 2012, ovviamente amatissimo: che ve lo dico a fare. Fu lo scolaretto modello, quello che dimostrò che certe cose si potevano fare. Come destrutturare l’articolo 18, sostenendo che il posto fisso fosse noioso. Lui, nominato senatore "a vita" da quell’altro salvatore della patria, #GiorgioNapolitano. Poi serviva mettere mano alle pensioni e alle lacrime di coccodrillo ci avrebbe pensato #ElsaFornero. Insomma, bisognava chiudere la stagione del welfare italiano e Monti fece tutti i compiti a casa. Copertina meritatissima.
Draghi nel 2013, ovviamente promosso con lode: il programmino per l’#Italia l’aveva firmato proprio lui. Come si fa a non dare il bacio accademico a uno che sigilla la condanna del proprio Paese? Peraltro era l'ultimo di una lunga serie di gesti apprezzatissimi. Certe cose meritano la menzione d’onore. E gli venne ampiamente riconosciuta.
#Salvini nel 2018: eh, qui non ci siamo proprio. Matteo protestava contro la mamma Unione Europea, metteva in discussione la tratta degli schiavi dal Nordafrica, tanto cara ai gruppi dominanti. Come fai, senza schiavi, a tenere bassi i prezzi in un sistema interamente votato all’export? Non reggi la compressione della domanda interna, quella di cui si è “lamentato” persino Draghi di recente (altre lacrime di coccodrillo). Meritava proprio il sette in condotta. Bocciato, il monello.
Ma guardatela, anche visivamente, la copertina riservata a Giorgia #Meloni: sembra Hermione Granger subito dopo aver alzato la mano per spiegare a cosa serve un bezoar. Salvini invece pareva Lord Voldemort in persona.
Dopo la ciliegina sulla torta, essersi astenuta sulla mozione di sfiducia a #VonDerLeyen, ha dimostrato pienamente il suo pentimento, la sua conversione. Merita di essere ammessa al club dei bimbi buoni.
Lei, che aveva promesso di mettere in riga l’#UE, che aveva garantito di mettere fine alla pacchia. Quella che doveva sbattere i pugni sul tavolo e ha finito per sbattere solo i tacchi. Promossa col 10, con targhetta onoraria: finalmente ha una copertina del Time da incorniciare e di cui andare orgogliosa.
L’importante è sapere per cosa.
https://x.com/SavinoBalzano/status/1948659594831528232?t=eRdx5GOUJ7LAvQiTVZaI_g&s=19
A me dispiace molto rovinare l’entusiasmo che si respira dalle parti di Fratelli d’Italia, ma ho la vaga sensazione che i tifosi non abbiano molto di cui gioire per la prima pagina del #Time dedicata a #GiorgiaMeloni.
Ammesso che ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, se fossi uno di quelli che l’ha votata, non la prenderei benissimo.
In pratica, con la fine della scuola, tutti quelli che aveva giurato di contrastare le hanno dato la pagella… e l’hanno promossa a pieni voti.
La copertina del Time è un termometro per noi: serve a capire, di volta in volta e tempo per tempo, chi sono i politici invisi al sistema delle élite dominanti, della grande finanza internazionale, dei vincoli esterni, della tecnocrazia.
E, attenzione: non sono tutte uguali. Alcune ti esaltano, altre ti stroncano. Indovinate voi di quali è bene preoccuparsi.
#Berlusconi, nel 2011, detestato: obbediva solo in parte agli ordini che arrivavano da #Bruxelles, mentre c’era il programmino di #Draghi e #Trichet da realizzare. Bisognava picconare lo Stato sociale, e Silvio perdeva tempo.
#Monti, nel 2012, ovviamente amatissimo: che ve lo dico a fare. Fu lo scolaretto modello, quello che dimostrò che certe cose si potevano fare. Come destrutturare l’articolo 18, sostenendo che il posto fisso fosse noioso. Lui, nominato senatore "a vita" da quell’altro salvatore della patria, #GiorgioNapolitano. Poi serviva mettere mano alle pensioni e alle lacrime di coccodrillo ci avrebbe pensato #ElsaFornero. Insomma, bisognava chiudere la stagione del welfare italiano e Monti fece tutti i compiti a casa. Copertina meritatissima.
Draghi nel 2013, ovviamente promosso con lode: il programmino per l’#Italia l’aveva firmato proprio lui. Come si fa a non dare il bacio accademico a uno che sigilla la condanna del proprio Paese? Peraltro era l'ultimo di una lunga serie di gesti apprezzatissimi. Certe cose meritano la menzione d’onore. E gli venne ampiamente riconosciuta.
#Salvini nel 2018: eh, qui non ci siamo proprio. Matteo protestava contro la mamma Unione Europea, metteva in discussione la tratta degli schiavi dal Nordafrica, tanto cara ai gruppi dominanti. Come fai, senza schiavi, a tenere bassi i prezzi in un sistema interamente votato all’export? Non reggi la compressione della domanda interna, quella di cui si è “lamentato” persino Draghi di recente (altre lacrime di coccodrillo). Meritava proprio il sette in condotta. Bocciato, il monello.
Ma guardatela, anche visivamente, la copertina riservata a Giorgia #Meloni: sembra Hermione Granger subito dopo aver alzato la mano per spiegare a cosa serve un bezoar. Salvini invece pareva Lord Voldemort in persona.
Dopo la ciliegina sulla torta, essersi astenuta sulla mozione di sfiducia a #VonDerLeyen, ha dimostrato pienamente il suo pentimento, la sua conversione. Merita di essere ammessa al club dei bimbi buoni.
Lei, che aveva promesso di mettere in riga l’#UE, che aveva garantito di mettere fine alla pacchia. Quella che doveva sbattere i pugni sul tavolo e ha finito per sbattere solo i tacchi. Promossa col 10, con targhetta onoraria: finalmente ha una copertina del Time da incorniciare e di cui andare orgogliosa.
L’importante è sapere per cosa.
https://x.com/SavinoBalzano/status/1846846448438018071?t=N97sY9daKo0_gZhjdVBOrA&s=19
Martedì scorso, ai microfoni di @diMartedi@La7tv, @EnricoLetta ha dichiarato che dovremmo nominare #ElsaFornero senatrice a vita, per i suoi meriti: avrebbe, secondo #EnricoLetta, salvato l'#Italia.
Sono contento della proposta, perché mi dà modo di argomentare ancora una volta come la #sinistra in questo #Paese sia morta da tempo, lasciando spazio a una squallida #sinistrucola traditrice delle istanze del #lavoro e dei più fragili.
Quando nel 2002 #Berlusconi tentò di mettere le mani sull'art.18 dello #StatutoDeiLavoratori, scesero tutti in piazza, affollammo il #CircoMassimo: oltre tre milioni di persone per bloccare una riforma sbagliata. Il Cavaliere rinunciò. Dopotutto, come avrebbero potuto (sinistra e sindacati) accettare la modifica di quell'articolo? Sarebbe stata un'indecenza: vi pare? eh già.
Nel 2012, esattamente 10 anni dopo, #Fornero fece esattamente la stessa cosa: con la sua riforma, sia per i #licenziamenti disciplinari che per quelli economici, il giudice ha pochissime possibilità di restituire il posto di lavoro al malcapitato in caso di illegittimità.
L'avrò scritto centinaia di volte, ma insisto: la riforma non è intervenuta sui licenziamenti legittimi (quelli erano possibili prima e lo sono anche oggi); essa insiste sui licenziamenti illegittimi e, se il giudice arriva a dichiararli tali, potrà quasi sempre disporre il solo indennizzo prestabilito dalla legge (assai diverso dal vecchio risarcimento del danno, peraltro).
Grazie alla legge n. 92 del 2012, il licenziamento è divenuto un semplice "costo", peraltro prevedibile già prima del giudizio e dunque privo di rischi: l'impresa si limita a valutare se esso è sostenibile o meno. Se sì, si libera della persona.
L'art. 18 dello Statuto, pensato da uomini e donne decisamente migliori di Elsa Fornero, è posto in una parte molto particolare della legge, quella dedicata alle "libertà sindacali". Non è un caso: esporre la persona all'arbitrio serve a inibirne la partecipazione democratica e a subordinarla al silenzioso sfruttamento. Non è necessario far esplodere il fenomeno dei licenziamenti di massa: la riforma era utile a instaurare un clima ben preciso, di timori e insicurezze.
Una riforma che coi conti pubblici non aveva nulla da spartire: perché licenziare facilmente le persone dovrebbe aiutare la nostra finanza pubblica? In che modo legalizzare il licenziamento illegittimo avrebbe salvato il Paese?
Porta il nome del Ministro del Lavoro di allora, #Fornero appunto, che accusava i nostri giovani di essere «choosy» (schizzinosi) e supportata da gente come #MarioMonti, l'allora Presidente del Consiglio, quello che diceva «che monotonia il posto fisso!»: lui, che campa facendo il senatore a vita. Nominato tale, peraltro, dal primo #PresidenteDellaRepubblica comunista, #Napolitano: la storia sa essere davvero beffarda. Dopotutto, diciamocelo: abbiamo avuto comunisti e comunisti.
Però sono contento, perché così si capisce ancora meglio: quando si parla di sinistra salottiera, sinistra ztl, sinistra radical chic, a questo ci si riferisce. Sembrano frasi fatte, espressioni da talk show, ma sottendono una realtà di fondo ineludibile: il primatismo culturale della sinistra non esiste, è una bufala montata dall'informazione. La sinistra, così definita ovviamente, in questo Paese è la massima espressione del più feroce neoliberismo: è per la flessibilizzazione del mondo del lavoro (il Jobs Act lo hanno fatto loro!), per il contenimento della spesa, per il pareggio di bilancio. La visione di questa gente non ha assolutamente nulla a che vedere con la tradizionale visione socialista, nulla a che vedere con lo spirito della Carta costituzionale che recita: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
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