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Source channel @olddriverGDstudy · Post #102 · Oct 18

游龙历险记 孔子云:食色性也。本人自然逃不出圣人所料。于是踏上了这条不归路。能看到这篇文章的估计都已经在此道初窥门径,我便不再规劝各位,望各位好自为之。以下我分享一下个人探索世界的经历,希望各位能从其中吸取教训,少上当,多开好车。 探索篇 人生初体验: 资源途径是朋友分享的专业招嫖软件,名为51品茶。一日恰逢休假,兴致大发,遂行动。QQ约好800/pp(上门)。到了宾馆之后给她拍房卡,发送手机号,坐等上门。约半小时后,人到。人图不一,想退货,奈何是个新手在小姐的忽悠下同意了(这个小姐外形也还行)。付钱开搞。服务非常简单,口硬了开干。态度奇差,一直玩手机。一炮结束后,大为扫兴,要求退钱。小姐没同意,说给推荐其他资源。让人走了,发消息不回。两百块没了。 事后反省: 招嫖软件上的基本都是代聊,鸡头,层层转包,八百最后到小姐手机可能只有四百。尽量不要通过软件找。根据另一次经历,推测出一个人软件发布资源,然后转给鸡头,鸡头联系小姐。对小姐不要心软,人图不一的全是代聊,直接拒绝。路费都不要给。这种小姐能拿到手的都非常少,不可能有好的体验。不要对小姐的人品抱有期待,和小姐的交易必须当面完成,人走账清。 人生再探索: 去找同学玩,同学介绍了一家洗浴中心,398半套,技师年纪偏大,服务一流。不满意的可以换,多换几个总能找到个还行的。熟人带着才有全套。 事后反省: 熟人带着可以搞大活,要么就装老嫖客,技师可以私聊带出来。级别翻倍。随便搞。 斗智斗勇篇 洗浴中心第二天,同学给了一个QQ号,加上之后网上选人。888/p,本人选了两个1600。留下联系方式和房卡。约好时间,时间到了之后让转账后小姐上楼。觉得号是同学给的诚信有保障,遂给888。转账后暴露,各种借口让付另一半,小姐没上楼。期间双方斗智斗勇,互相忽悠。我想让对面给我把钱转回来,对面忽悠我转剩下的一半。最终恼羞成怒,报上我的姓名,扬言砍我一只手,(猜测酒店前台泄露了我的信息)同时发来一段视频,西瓜刀寒光四射。本人放话:有种上来。同时戴上口罩开门跑路,110已经拨好,随时可打。 反省:任何时候都不要放松警惕,哪怕同学给的资源,不见小姐不付钱。面对卖淫团伙仙人跳威胁不要怂,他刚你更刚。报警挂嘴上。(报警流程有不熟悉的建议有机会找个小事试一下,一般会问一些信息,提前准备好,比如出警地点) 安魂舒缓篇 找同学玩回来,欲找个熟女安慰一下受惊的心灵。人来略坦,无奈大莱莱迷惑了我的双眼,上门后推荐闺蜜双飞,怦然心动。共计2400。无奈服务相当机车,身材走样,下面松垮垮,除了奶子可以,其余都不行。没射出来就软了。实在下不去鸡儿。 反省:不要相信鸡头嘴里熟女这种东西,玛德二十多的他说是学生,30多的他说是二十的,四五十的才是他们嘴里的熟女。再次强调不要在床上相信小姐任何话,这时候男人每个清醒的,要谈也是提上裤子以后。 同一个地方跌倒四次: 一日兴起,招嫖,谈好价格1000pp,人来看中,付钱后准备洗漱。小姐借口自己来之前已经洗漱过了,让我自行洗漱,于是洗漱,途中和小姐聊天,指挥我洗一下鸡儿,不然口的时候不卫生。遂用肥皂擦洗,泡沫正浓时,小姐夺路而逃。跑了。又一日兴起,约好后酒店等人敲门后端详良久,这特么不是上次跑路的那个小姐,遂激动指控,逼其退钱,无奈忘记堵门,又跑了。再一日兴起,来一未成年,吓我一哆嗦,赶紧换了一个,由于兴致大起,已经洗好澡等待,准备人来直接开干。来后小姐说已经洗过澡了,没多久,提枪上马,干到一半,小姐私处异味严重,大为影响兴致。某一日,兴致再起,欲探索酒店小卡片。打电话后,人来。500一次,没啥服务,催人,质量不行,隆胸,关键隆过以后也只有B-,还特么硬,我都不敢捏,害怕摸坏了。 反省:之所以是一个地方跌倒四次,是因为开房地点都在万达中心。怀疑此地有诈。各位谨慎。小姐来了以后一定要洗澡,不论她什么借口。一定要注意卫生。不健康不说,还特么影响兴致。如果洗澡前付了钱,就同时洗澡,要么洗澡之后付钱。针对上门小姐服务机车,不认真的情况,各位可以尝试事后付款。(这点要约之前就谈好,省的浪费时间),另外远离未成年,绝对不能精虫上脑。万一被抓就不是换个星球生活的事了 云南之行: 微信约好1600包夜,小姐来到后,外形颜值良好。遂付款开整态度良好。体验良好。两炮结束后,小姐借口上厕所,卫生间内偷偷穿戴整齐,趁机夺路而逃。一日游玩结束后,浑身酸痛,想洗个澡。打车告诉司机说去洗澡。无奈司机会错意,直接拉到一家养生馆,说有当地特色。于是体验一把。没有大活298,洗澡加按摩加轻色情服务,最后大飞机。技师相当漂亮。听话。云南少数民族农村的,后悔没加微信。 反省:包夜一定要谨慎小姐偷偷溜走,思来想去只有钱给一半这个办法,这种方法也得提前说好。省的浪费时间。养生馆的小姐姐,我怎么就没要微信呢。真特么后悔。 青岛之行: 是一家spa馆,只做特殊服务的那种,小姐质量超高,服务非常机车。1399打了个飞机摸了一下奶。 反省:不要让妹妹迷失了双眼啊,看到漂亮姐姐就付钱是可耻的。 门店会员: 一家我工作城市的足浴店,挺大的,技师日常上班三四十个。质量有好有差,不满意就换,服务分档次,1000的会员,3000的会员,10000的会员。我是3000的,3000的不给口,可以打奶炮。服务挺好,单次消费666,按摩,加胸推,调情之类的,不给口,不给日。 反省:足浴店的技师因为按摩脚丫子,稍有不慎就会沾染脚气,再摸你的蛋蛋,容易引起蛋蛋瘙痒,或者各种皮肤病。要谨慎啊,事后一定要用肥皂清洗自己的二弟,别图省事用纸擦擦了事。别问我怎么知道的。 大本营: 一个外围2000两小时,相当漂亮,服务温柔,身材也好。 反省:我怎么这么穷? 作者:王一 标签:#原创,#知识,#经验反省

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Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #70 · 07/18/2019, 03:53 PM

gli scorsi dodici mesi, le elezioni amministrative di settembre si prospettano come un momento assai complicato per “Russia Unita”, - l'ormai quasi-ex partito di Vladimir Putin - inviso a larghi settori della società russa: la possibilità che le elezioni segnino per il partito un indebolimento significativo, se non addirittura un crollo, è concreta. Del resto, anche per Vladimir Putin, in relazione alla sua impopolarità, “Russia Unita” sembra rappresentare un problema non meno di quanto possa rappresentare una risorsa. Le proteste legate al caso Golunov hanno certamente offerto una visibilità importante alle due principali figure dell'opposizione, ossia il liberale Aleksej Navalnij (Алексей Навальный) ed il comunista Сергей Удальцов (Sergey Udaltsov) - "Levij front" (Fronte di Sinistra) - . Quelli della corruzione e dei diritti civili sono due dei principali argomenti su cui Navalnij costruisce il proprio discorso politico: ciononostante, al netto di alcune problematiche effettivamente tali, gli argomenti di Navalnij sembrano avere un seguito ben più consistente nei ranghi di certa stampa occidentale di quello di cui il blogger gode nella Federazione Russa. In questo scenario, Vladimir Putin ha di recente esplicitato davanti alle telecamere una forte critica al liberalismo occidentale: una critica che, oltre alla sua valenza globale, sembra non priva di risvolti sul piano degli affari interni di #Mosca. Nella critica al liberalismo occidentale, le idee di Vladimir Putin convengono – per molte ragioni - con quelle di Papa Francesco. E in effetti, quello con Papa Francesco è stato indubbiamente l'incontro fondamentale che si è svolto durante la visita in Italia di Vladimir Putin. Non a caso, dopo l'incontro con il pontefice, forte anche del mancato riconoscimento di Juan Guaidò da parte del governo italiano, Vladimir Putin ha voluto intervenire sul caso venezuelano sottolineando non senza ironia “la mancata conferma divina” all'autoproclamazione dell'oppositore sostenuto da Washington La Federazione Russa non può infatti in alcun modo permettersi di perdere l'alleato venezuelano, in particolare per le quotazioni degli idrocarburi. Del resto, il prezzo del petrolio (Figura 1), che oscilla al momento attorno ai 60 dollari, pesa sui bilanci federali ben più di quanto non lo facciano le sanzioni sostenute dall'Unione Europea: riducendo fortemente gli introiti nelle casse pubbliche, porta le autorità federali a tagliare i bilanci. L'indebolimento interno della Federazione Russa appare quasi paradossale se messo di fianco al potere e all'influenza che il #Cremlino è tornato ad esercitare nelle dinamiche globali. Un'influenza così rilevante da far risultare del tutto obsoleto l'unipolarismo con cui #Washington ha dominato il pianeta per circa un ventennio. Tuttavia, la peculiarità dell'economia russa rende il paese fortemente vulnerabile per le possibili conseguenze delle dinamiche economiche interne. Da questa prospettiva, una certa crescita dell'opposizione russa appare ad oggi inevitabile. In particolare, la compressione dello stato sociale offre soprattutto alla componente di orientamento socialista dell'opposizione russa un rilevante spazio politico. Al di là delle esagerazioni e della demagogia di certa stampa occidentale, almeno in questo momento l'opposizione russa non rappresenta alcun tipo di minaccia alla stabilità della presidenza. Ciononostante, nella Federazione Russa esiste un forte malcontento ed una forte insoddisfazione, che si manifesta anche nell'enorme nostalgia per l'Unione Sovietica presente nel senso comune dei russi. Una nostalgia, quella per il sistema sovietico, che ha un risvolto sia economico che identitario e culturale, con effetti negativi anche dal punto di vista demografico, visto il calo vistoso della popolazione (si prevedono oltre dieci milioni di abitanti in meno nei prossimi trent’anni) che preoccupa le autorità stesse soprattutto in proiezione futura. Un cambio di passo negli affari interni da parte delle autorità federali, orientato in senso sociale ed anti-oligarchico, sembra dunque l

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1155 · 09/14/2025, 02:53 PM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

la fionda📗

@lafionda · Post #6566 · 09/14/2025, 03:12 PM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1967235635556585852 Il fatto che la difesa dell'Unione Europea, che non è uno Stato, sia affidata a un lituano mi pare davvero fuori dalla grazia del Signore. Ad ogni modo, tale #Kubilius afferma che l’#UE debba riarmarsi fino ai denti per essere pronta a fronteggiare l’attacco russo. Un attacco già pianificato da #Putin e che, secondo lui, si verificherà tra tre anni (alcuni riportano cinque). Ora, questa affermazione è così sciocca che basterebbe una sola domanda per mandarla in crisi: oggi la #Russia ha un esercito infinitamente più numeroso e potente di quello di tutti i Paesi UE messi assieme; dispone inoltre di un arsenale nucleare tanto imponente che il nostro appare come una scatola di tric-trac, di quelli che sparano i bambini a Capodanno. Ordunque: perché il #Cremlino dovrebbe attendere tre anni, dandoci il tempo di prepararci, quando potrebbe approfittare della nostra attuale fragilità per arrivare a Lisbona in poco tempo? Che poi a sostenere queste fregnacce sono gli stessi che dicono che Putin in #Ucraina non ha combinato nulla: se non ha combinato nulla contro gli ucraini, che potrà mai fare contro tutta la #Nato? Dettagli. Tra tre anni avremo speso centinaia di miliardi in armi, sottraendoli al futuro e ai nostri figli. Qualcuno domanderà: perché Putin non ci attacca, come disse quel lituano russofobo di Kubilius? E ti risponderanno: non attacca perché ci siamo riarmati. Il riarmo non è uno strumento: è un fine, un obiettivo. La retorica della guerra non va interpretata in ottica esterna: nemmeno tra vent’anni saremmo pronti a fronteggiare i russi. Serve in ottica interna: per controllare e mantenere gli artigli sul potere, soprattutto quando la gente di questa classe dirigente decadente non vuole saperne più nulla. È così difficile capirlo? #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su Radio Cusano.

Tatiana Santi

@Tatiana_Italia_Russia · Post #4820 · 01/15/2026, 02:13 PM

La cerimonia di consegna delle lettere credenziali a #Putin è iniziata al #Cremlino Presenti diversi #ambasciatori anche di Paesi "ostili". I principali punti di Putin alla cerimonia di consegna delle credenziali: ▪La situazione sull'arena internazionale si sta sempre più deteriorando; ▪Putin ha esortato la comunità mondiale a richiedere il rispetto del diritto internazionale; ▪La #Russia sta conducendo e continuerà a condurre una politica estera equilibrata; ▪La sicurezza non dovrebbe essere garantita per alcuni paesi a scapito di altri; ▪Mosca aspira a una pace duratura che garantisca la sicurezza di tutti e spera che anche a #Kiev questo venga compreso; ▪Vladimir Putin ha espresso solidarietà a #Cuba, che intende difendere a tutti i costi la propria sovranità; ▪Una risoluzione pacifica del conflitto in #Ucraina dovrebbe essere raggiunta il prima possibile; ▪La Russia è interessata a che l'#Afghanistan diventi uno Stato forte, libero dal traffico di droga; ▪La Russia è pronta a ripristinare i rapporti con i paesi europei e a collaborare con tutti i paesi senza eccezioni. #tatianasanti SEGUI Tatiana Santi: Telegram | YouTube | Sito Web 📱Donazioni

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1118 · 08/17/2025, 09:49 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1957016348707475597?t=hcAeyOj9nZqa_88MLoPAiw&s=19 Infierire è sempre inelegante, però a volte diventa inevitabile. Quelli che per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio (anche a causa delle nostre temibili sanzioni), che le controffensive ucraine stessero sbaragliando le linee del #Cremlino, che i soldati di #Putin si difendessero con le vanghe e i microchip delle lavatrici, oggi pretendono di spiegarci a che punto sia la trattativa per porre fine al conflitto. Ci dicono, ovviamente, che tutto è un disastro, che #Trump è un fallimento totale e – udite udite – in un servizio televisivo hanno persino avuto il coraggio di affermare che la Russia la guerra non l’ha affatto vinta. Insomma, a sentire loro, avrebbe vinto l’#Ucraina di #Zelensky insieme alla #Nato. Sono gli stessi che sostenevano che Putin avesse tutte le malattie conosciute dalla scienza e anche quelle ancora da scoprire; che fosse in fin di vita, che non comparisse perché ormai allettato, che quello ripreso nei filmati ufficiali fosse un Putin di qualche anno fa o addirittura una controfigura. Quello vero, secondo loro, era steso su una branda, gonfio e coperto di pustole purulente. Che ve lo dico a fare. E questi qua, ancora oggi, ci raccontano animosamente che la trattativa è un fiasco e, soprattutto, ci parlano ancora dei soliti pagliacci che in #Europa continuano a mettere in scena il loro spettacolo da circo. Senza offesa per i clown e per i circhi veri. Non si accetteranno veti all’ingresso dell’Ucraina nella Nato; non si accetteranno veti sull’ingresso nell’Unione Europea (che poi, fossi ucraino, tutto vorrei tranne che entrarci: preferirei altri dieci anni di guerra contro #Mosca); non si accettano compromessi territoriali e, squillino le trombe, è in preparazione un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ragazzi, io non riesco più a spiegarmelo tutto questo. Me li immagino, in riunione, questi scalzacani che si dicono tra loro: «Dai, dai, facciamoci una risata! Vediamo come reagiscono stavolta!». Io non posso credere che davvero siano convinti di ciò che fanno: secondo voi – lo domando sinceramente – davvero #VonDerLeyen, #Macron e #Starmer pensano di contare qualcosa? Ieri sera sentivo un commentatore tra i più "autorevoli" sottolineare un punto nevralgico: se l’Ucraina entrasse nella Nato, l’ombrello nucleare di #Parigi si estenderebbe fino a #Kiev. Mecojoni. Già me lo immagino Putin, a tremare di paura.

la fionda📗

@lafionda · Post #6490 · 08/17/2025, 10:02 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1957016348707475597?t=hcAeyOj9nZqa_88MLoPAiw&s=19 Infierire è sempre inelegante, però a volte diventa inevitabile. Quelli che per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio (anche a causa delle nostre temibili sanzioni), che le controffensive ucraine stessero sbaragliando le linee del #Cremlino, che i soldati di #Putin si difendessero con le vanghe e i microchip delle lavatrici, oggi pretendono di spiegarci a che punto sia la trattativa per porre fine al conflitto. Ci dicono, ovviamente, che tutto è un disastro, che #Trump è un fallimento totale e – udite udite – in un servizio televisivo hanno persino avuto il coraggio di affermare che la Russia la guerra non l’ha affatto vinta. Insomma, a sentire loro, avrebbe vinto l’#Ucraina di #Zelensky insieme alla #Nato. Sono gli stessi che sostenevano che Putin avesse tutte le malattie conosciute dalla scienza e anche quelle ancora da scoprire; che fosse in fin di vita, che non comparisse perché ormai allettato, che quello ripreso nei filmati ufficiali fosse un Putin di qualche anno fa o addirittura una controfigura. Quello vero, secondo loro, era steso su una branda, gonfio e coperto di pustole purulente. Che ve lo dico a fare. E questi qua, ancora oggi, ci raccontano animosamente che la trattativa è un fiasco e, soprattutto, ci parlano ancora dei soliti pagliacci che in #Europa continuano a mettere in scena il loro spettacolo da circo. Senza offesa per i clown e per i circhi veri. Non si accetteranno veti all’ingresso dell’Ucraina nella Nato; non si accetteranno veti sull’ingresso nell’Unione Europea (che poi, fossi ucraino, tutto vorrei tranne che entrarci: preferirei altri dieci anni di guerra contro #Mosca); non si accettano compromessi territoriali e, squillino le trombe, è in preparazione un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ragazzi, io non riesco più a spiegarmelo tutto questo. Me li immagino, in riunione, questi scalzacani che si dicono tra loro: «Dai, dai, facciamoci una risata! Vediamo come reagiscono stavolta!». Io non posso credere che davvero siano convinti di ciò che fanno: secondo voi – lo domando sinceramente – davvero #VonDerLeyen, #Macron e #Starmer pensano di contare qualcosa? Ieri sera sentivo un commentatore tra i più "autorevoli" sottolineare un punto nevralgico: se l’Ucraina entrasse nella Nato, l’ombrello nucleare di #Parigi si estenderebbe fino a #Kiev. Mecojoni. Già me lo immagino Putin, a tremare di paura.

la fionda📗

@lafionda · Post #6458 · 08/11/2025, 08:20 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1954819593337237752?t=jkN0booOZzDUJTOQeo03xg&s=19 Da ore continuo a rosicchiarmi febbrilmente le unghie, sudo freddo, vivo momenti costantemente sull’orlo di una crisi di panico. Per forza: ormai – scossoni a parte – pare certo l’incontro tra Trump e Putin per avviare un confronto concreto che porti al cessate il fuoco in #Ucraina. Le richieste dei russi, ovviamente, comprendono il controllo dei territori occupati. Insomma, non serve un esperto per immaginare che, dopo aver sacrificato centinaia di migliaia di uomini, il #Cremlino voglia salvaguardare alcuni punti nevralgici: avere un territorio cuscinetto che contenga la nostra (sic!) avanzata a oriente e – soprattutto – ottenere una sorta di neutralità di #Kiev, che ad esempio si impegni a non aderire alla #Nato. Insomma: l’incontro pare si terrà; la presenza di #Zelensky è assolutamente opzionale, come quella delle tartine al caviale, e le richieste di #Putin – qualora accettate – sarebbero in netto contrasto con la propaganda che per anni ha avvelenato il nostro dibattito pubblico. Quello italiano e quello europeo. Per la verità, anche quello statunitense, fintanto che a guidare quel Paese era l’obnubilato democratico poi soppiantato. E non ci dormo la notte perché mi tremano letteralmente i polsi al pensiero di come potranno viverla alcuni personaggi. Penso alla Presidente della Commissione Europea, ad esempio, che per anni ha dipinto se stessa come una sorta di Giovanna d’Arco, un po’ più cotonata, promettendo il collasso di #Mosca. La mia mente va a #KajaKallas e alle sue affermazioni invasate: la ricordo mentre ci prometteva una roba tipo #Putin in catene, con la palla al piede, trascinato tra le vie delle capitali europee, con la gente a lanciargli ortaggi addosso. Penso a #Macron che, tra le botte prese in famiglia, prometteva di inviare l’esercito in Ucraina a difendere la democrazia e la libertà: le vedeva solo lui. A #Merz (e, per la verità, anche al suo predecessore), che desidera l’esercito più grande del Vecchio Continente per una nuova operazione Barbarossa o qualcosa del genere. Vogliamo parlare di #Rutte? Con la sua fierezza – la stessa di chi l’ha preceduto – prometteva mari e monti e ci preparava alla guerra contro Mosca e i suoi alleati. Fierezza venuta meno di recente, quando si è azzerbinato sotto le caviglie gonfie di #TheDonald. Penso però anche agli italiani illustri: di ieri e di oggi. Incessantemente a chi ci chiedeva di spegnere l’aria condizionata per la pace. Il migliore dei migliori, quello che nemmeno si può nominare senza inchino: Mario #Draghi. Anche la nostra Premier, tuttavia, ha speso moltissima della sua credibilità attorno a questa vicenda: con Kiev fino alla fine dei tempi, diceva. Adesso ci sarà (ancora una volta) da ridere. Per la verità, la sua credibilità l’ha espressa al massimo in una telefonata con due comici, il che è tutto dire. E il #Quirinale? #Mattarella dovrà mandar giù che si tratti col nuovo Reich: questa volta ci tireranno fuori la solfa della conferenza di Monaco del ’38, dell’appeasement, di Chamberlain che – secondo Churchill – aveva scelto il disonore alla guerra e si sarebbe ritrovato la guerra comunque? Staremo a vedere. Ciò che conta, a mio sommesso avviso, è che quanto viviamo fosse del tutto prevedibile: chi è davvero in guerra (direttamente o per procura) si incontra per mettere fine alle ostilità. A rimetterci saranno gli sconfitti e chi ha perso la vita. Tra gli sconfitti ci siamo noi: tagliati fuori da commerci convenienti (penso a quello energetico con la #Russia) e costretti in altre rotte assai meno convenienti, come quella con gli #USA. Tra gli sconfitti, anche la credibilità del nostro dibattito pubblico: assai meno libero e democratico di quanto si voglia sostenere.