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Source channel @olddriverGDstudy · Post #29 · Mar 17

搜索使用说明 #搜索指南 因为电报软件对中文搜索支持不好,大队特别对队内资源搜索进行了整理汇集,使用方法说明如下: 1.1 原理: 电报对中文搜索支持不佳,汉字只有在前后含有asic码字符的前提下可以被正确搜索出,如 _广州修车大队_ (“_”指代空格)、(广州修车大队);等形式可以搜索“广州修车大队”搜索出相关信息;搜索“广州”等未被asic码间隔的汉字无法正确显示。 为正确搜索,在编制频道资源时,对重要信息可以采取Hashtag的形式已方便搜索,即以"#"字符开头,接汉字,以“空格字符”结尾的形式,点击一个hashtag即可快速定位该频道或聊天群内所有相同标签,建议所有管理在编辑重要资料包括ls信息、广播台、学习频道时正确使用hashtag。 !!注意标签不要随意编写,要参考搜索指南中有的标签类型!! 1.2 JS资源定位: JS目前支持 Hasgtag(#K老师)、数字标签(#GZ003)的搜索方式,在对应榜单和报告区中试用上述方式均可查找到JS的相关信息。 使用举例:在“广州公开榜”或“广州修车大队”的搜索栏中输入 #K老师 或 #GZ003,均可定位到K老师资料页;在报告区的搜索栏中输入#K老师 或 #GZ003,均可定位到K老师的验证报告。这两者是快速了解JS基本信息和评价的便捷办法。 1.3 标签查找 公榜榜单目前均支持标签查找,可以快速定位某种类型或地区的所有JS,目前仅支持Hashtag查找,目前常用标签解释如下: 地区标签: 一定要使用一级标签,例如 #天河区(注意不要有错别字) #颜值: 不解释 #服务: 评价中92、95的,有场子出身花式水平的,均会归入此类; #大胸: 不解释,一般D以上归入此类; #长腿: 不解释,一般168以上归入此类; #身材: 不解释,较为宽松; #嫩妹: 22岁以下或者长相很嫩的,白小纯的,loli系的,cos系的归入此类; #熟女: 30岁以上风韵犹存的,归入此类; #特服: 提供3p、3t、wt、字母等特殊服务的JS归入此类。 使用举例:在红榜的搜索栏中输入 #长腿,可以快速查看“莉贝伦”等8位长腿JS。 类型标签评价目前非常主观,有不妥之处请队内私信 JackJack 或其他管理人员修改。 1.4 资料查找 目前学习频道中试用hashtag来快速定位资料,目前使用的标签有如下几种: #安全CJ#素质CJ#卫生CJ #搜索指南 #大队玩法 #语录#秀哥语录 #技巧#知识

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #781 · 10/17/2024, 05:05 PM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1846960090882220195?t=TYZ-CHCzo1hQ-ybTPYv0sw&s=19 LA SINISTRA È MORTAAAAAAAAAAAAAAAA!!! Sono felicissimo della proposta di #EnricoLetta, che vorrebbe #ElsaFornero senatrice a vita: è la conferma definitiva di quello che scrivo da anni! Avete ammazzato la #sinistra, tradendo ciò che un tempo (tanti tanti anni orsono) rappresentava. Tutto un bluff, a partire dalla "rivoluzione" di #EllySchlein. La mia a #5Notizie, #RadioCusanoCampus

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #729 · 08/29/2024, 09:28 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1829088690846490754?t=tbyeM5k3s2RqZN97h-WkCg&s=19 Io davvero non mi capacito di come qualcuno abbia ancora il coraggio di invitare in trasmissione #ElsaFornero. Soprattutto trovo inconcepibile l'idea che #Fornero possa esprimere giudizi sprezzanti sulla classe politica del Paese. È nota per la sua riforma delle pensioni, ma Fornero è stata anche il peggior Ministro del Lavoro nella recente storia repubblicana. Prese parte al "colpo di stato gentile" del 2011 e figurò nell'esecutivo di liquidatori, frutto dell'inciucio tra #Napolitano e #Juncker (raccontato da quest'ultimo in una intervista). Nessuno cita ad esempio il suo scempio dello Statuto dei Lavoratori. A Elsa dobbiamo la modifica dell'art. 18 (con la legge n. 92 del 2012). Prima funzionava in maniera semplice: venivi licenziato e andavi davanti al giudice. Se questi riteneva il licenziamento illegittimo, ti restituiva il lavoro e disponeva anche il risarcimento del danno. In caso di licenziamento legittimo, invece, ti attaccavi. Su quest'ultimo caso nulla è cambiato: Elsa è intervenuta solo sui licenziamenti illegittimi. Come funziona oggi il meccanismo (inasprito poi da #Renzi nel 2015): se il giudice ritiene che il licenziamento è illegittimo, ti riconosce quasi sempre una indennità. Non può far altro se non in casi assolutamente residuali. Se ti rubano l'automobile, il giudice può disporne la restituzione: se ti fottono il lavoro, no. Elsa racconta di aver contribuito a salvare il Paese: mi spiegate che "utilità" ha comportato questa modifica per le sorti dell'Italia, della nostra impresa, della nostra economia? Il suo capo di allora, #Monti, affermava "che monotonia il posto fisso!": curioso se a pensarla così è uno che fa il senatore a vita: a vita! E lei riteneva i nostri giovani troppo "choosy" (schizzinosi): preferiva chi le teneva l'ombrello a Courmayeur. Dopotutto, è la stessa che recentemente ha sostenuto che 9 euro di salario minimo legale sarebbero troppi: per lei meglio 7. Elsa Fornero è esponente della peggiore nomenclatura, della peggiore accademia: ha servito, si, ma non le ragioni dello Stato, se per esse intendiamo l'interesse collettivo, quello del Popolo. Di ciò ovviamente nessuno le chiede di rispondere e tutti i giornalisti che continuano a invitarla senza presentarle il conto, ascoltandola in estasi come i pastorelli di Medjugorje dinanzi alla Vergine, dovrebbero semplicemente vergognarsi.

la fionda📗

@lafionda · Post #6388 · 07/25/2025, 08:32 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1948659594831528232?t=eRdx5GOUJ7LAvQiTVZaI_g&s=19 A me dispiace molto rovinare l’entusiasmo che si respira dalle parti di Fratelli d’Italia, ma ho la vaga sensazione che i tifosi non abbiano molto di cui gioire per la prima pagina del #Time dedicata a #GiorgiaMeloni. Ammesso che ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, se fossi uno di quelli che l’ha votata, non la prenderei benissimo. In pratica, con la fine della scuola, tutti quelli che aveva giurato di contrastare le hanno dato la pagella… e l’hanno promossa a pieni voti. La copertina del Time è un termometro per noi: serve a capire, di volta in volta e tempo per tempo, chi sono i politici invisi al sistema delle élite dominanti, della grande finanza internazionale, dei vincoli esterni, della tecnocrazia. E, attenzione: non sono tutte uguali. Alcune ti esaltano, altre ti stroncano. Indovinate voi di quali è bene preoccuparsi. #Berlusconi, nel 2011, detestato: obbediva solo in parte agli ordini che arrivavano da #Bruxelles, mentre c’era il programmino di #Draghi e #Trichet da realizzare. Bisognava picconare lo Stato sociale, e Silvio perdeva tempo. #Monti, nel 2012, ovviamente amatissimo: che ve lo dico a fare. Fu lo scolaretto modello, quello che dimostrò che certe cose si potevano fare. Come destrutturare l’articolo 18, sostenendo che il posto fisso fosse noioso. Lui, nominato senatore "a vita" da quell’altro salvatore della patria, #GiorgioNapolitano. Poi serviva mettere mano alle pensioni e alle lacrime di coccodrillo ci avrebbe pensato #ElsaFornero. Insomma, bisognava chiudere la stagione del welfare italiano e Monti fece tutti i compiti a casa. Copertina meritatissima. Draghi nel 2013, ovviamente promosso con lode: il programmino per l’#Italia l’aveva firmato proprio lui. Come si fa a non dare il bacio accademico a uno che sigilla la condanna del proprio Paese? Peraltro era l'ultimo di una lunga serie di gesti apprezzatissimi. Certe cose meritano la menzione d’onore. E gli venne ampiamente riconosciuta. #Salvini nel 2018: eh, qui non ci siamo proprio. Matteo protestava contro la mamma Unione Europea, metteva in discussione la tratta degli schiavi dal Nordafrica, tanto cara ai gruppi dominanti. Come fai, senza schiavi, a tenere bassi i prezzi in un sistema interamente votato all’export? Non reggi la compressione della domanda interna, quella di cui si è “lamentato” persino Draghi di recente (altre lacrime di coccodrillo). Meritava proprio il sette in condotta. Bocciato, il monello. Ma guardatela, anche visivamente, la copertina riservata a Giorgia #Meloni: sembra Hermione Granger subito dopo aver alzato la mano per spiegare a cosa serve un bezoar. Salvini invece pareva Lord Voldemort in persona. Dopo la ciliegina sulla torta, essersi astenuta sulla mozione di sfiducia a #VonDerLeyen, ha dimostrato pienamente il suo pentimento, la sua conversione. Merita di essere ammessa al club dei bimbi buoni. Lei, che aveva promesso di mettere in riga l’#UE, che aveva garantito di mettere fine alla pacchia. Quella che doveva sbattere i pugni sul tavolo e ha finito per sbattere solo i tacchi. Promossa col 10, con targhetta onoraria: finalmente ha una copertina del Time da incorniciare e di cui andare orgogliosa. L’importante è sapere per cosa.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1099 · 07/25/2025, 08:21 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1948659594831528232?t=eRdx5GOUJ7LAvQiTVZaI_g&s=19 A me dispiace molto rovinare l’entusiasmo che si respira dalle parti di Fratelli d’Italia, ma ho la vaga sensazione che i tifosi non abbiano molto di cui gioire per la prima pagina del #Time dedicata a #GiorgiaMeloni. Ammesso che ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, se fossi uno di quelli che l’ha votata, non la prenderei benissimo. In pratica, con la fine della scuola, tutti quelli che aveva giurato di contrastare le hanno dato la pagella… e l’hanno promossa a pieni voti. La copertina del Time è un termometro per noi: serve a capire, di volta in volta e tempo per tempo, chi sono i politici invisi al sistema delle élite dominanti, della grande finanza internazionale, dei vincoli esterni, della tecnocrazia. E, attenzione: non sono tutte uguali. Alcune ti esaltano, altre ti stroncano. Indovinate voi di quali è bene preoccuparsi. #Berlusconi, nel 2011, detestato: obbediva solo in parte agli ordini che arrivavano da #Bruxelles, mentre c’era il programmino di #Draghi e #Trichet da realizzare. Bisognava picconare lo Stato sociale, e Silvio perdeva tempo. #Monti, nel 2012, ovviamente amatissimo: che ve lo dico a fare. Fu lo scolaretto modello, quello che dimostrò che certe cose si potevano fare. Come destrutturare l’articolo 18, sostenendo che il posto fisso fosse noioso. Lui, nominato senatore "a vita" da quell’altro salvatore della patria, #GiorgioNapolitano. Poi serviva mettere mano alle pensioni e alle lacrime di coccodrillo ci avrebbe pensato #ElsaFornero. Insomma, bisognava chiudere la stagione del welfare italiano e Monti fece tutti i compiti a casa. Copertina meritatissima. Draghi nel 2013, ovviamente promosso con lode: il programmino per l’#Italia l’aveva firmato proprio lui. Come si fa a non dare il bacio accademico a uno che sigilla la condanna del proprio Paese? Peraltro era l'ultimo di una lunga serie di gesti apprezzatissimi. Certe cose meritano la menzione d’onore. E gli venne ampiamente riconosciuta. #Salvini nel 2018: eh, qui non ci siamo proprio. Matteo protestava contro la mamma Unione Europea, metteva in discussione la tratta degli schiavi dal Nordafrica, tanto cara ai gruppi dominanti. Come fai, senza schiavi, a tenere bassi i prezzi in un sistema interamente votato all’export? Non reggi la compressione della domanda interna, quella di cui si è “lamentato” persino Draghi di recente (altre lacrime di coccodrillo). Meritava proprio il sette in condotta. Bocciato, il monello. Ma guardatela, anche visivamente, la copertina riservata a Giorgia #Meloni: sembra Hermione Granger subito dopo aver alzato la mano per spiegare a cosa serve un bezoar. Salvini invece pareva Lord Voldemort in persona. Dopo la ciliegina sulla torta, essersi astenuta sulla mozione di sfiducia a #VonDerLeyen, ha dimostrato pienamente il suo pentimento, la sua conversione. Merita di essere ammessa al club dei bimbi buoni. Lei, che aveva promesso di mettere in riga l’#UE, che aveva garantito di mettere fine alla pacchia. Quella che doveva sbattere i pugni sul tavolo e ha finito per sbattere solo i tacchi. Promossa col 10, con targhetta onoraria: finalmente ha una copertina del Time da incorniciare e di cui andare orgogliosa. L’importante è sapere per cosa.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #779 · 10/17/2024, 09:31 AM

https://x.com/SavinoBalzano/status/1846846448438018071?t=N97sY9daKo0_gZhjdVBOrA&s=19 Martedì scorso, ai microfoni di @diMartedi@La7tv, @EnricoLetta ha dichiarato che dovremmo nominare #ElsaFornero senatrice a vita, per i suoi meriti: avrebbe, secondo #EnricoLetta, salvato l'#Italia. Sono contento della proposta, perché mi dà modo di argomentare ancora una volta come la #sinistra in questo #Paese sia morta da tempo, lasciando spazio a una squallida #sinistrucola traditrice delle istanze del #lavoro e dei più fragili. Quando nel 2002 #Berlusconi tentò di mettere le mani sull'art.18 dello #StatutoDeiLavoratori, scesero tutti in piazza, affollammo il #CircoMassimo: oltre tre milioni di persone per bloccare una riforma sbagliata. Il Cavaliere rinunciò. Dopotutto, come avrebbero potuto (sinistra e sindacati) accettare la modifica di quell'articolo? Sarebbe stata un'indecenza: vi pare? eh già. Nel 2012, esattamente 10 anni dopo, #Fornero fece esattamente la stessa cosa: con la sua riforma, sia per i #licenziamenti disciplinari che per quelli economici, il giudice ha pochissime possibilità di restituire il posto di lavoro al malcapitato in caso di illegittimità. L'avrò scritto centinaia di volte, ma insisto: la riforma non è intervenuta sui licenziamenti legittimi (quelli erano possibili prima e lo sono anche oggi); essa insiste sui licenziamenti illegittimi e, se il giudice arriva a dichiararli tali, potrà quasi sempre disporre il solo indennizzo prestabilito dalla legge (assai diverso dal vecchio risarcimento del danno, peraltro). Grazie alla legge n. 92 del 2012, il licenziamento è divenuto un semplice "costo", peraltro prevedibile già prima del giudizio e dunque privo di rischi: l'impresa si limita a valutare se esso è sostenibile o meno. Se sì, si libera della persona. L'art. 18 dello Statuto, pensato da uomini e donne decisamente migliori di Elsa Fornero, è posto in una parte molto particolare della legge, quella dedicata alle "libertà sindacali". Non è un caso: esporre la persona all'arbitrio serve a inibirne la partecipazione democratica e a subordinarla al silenzioso sfruttamento. Non è necessario far esplodere il fenomeno dei licenziamenti di massa: la riforma era utile a instaurare un clima ben preciso, di timori e insicurezze. Una riforma che coi conti pubblici non aveva nulla da spartire: perché licenziare facilmente le persone dovrebbe aiutare la nostra finanza pubblica? In che modo legalizzare il licenziamento illegittimo avrebbe salvato il Paese? Porta il nome del Ministro del Lavoro di allora, #Fornero appunto, che accusava i nostri giovani di essere «choosy» (schizzinosi) e supportata da gente come #MarioMonti, l'allora Presidente del Consiglio, quello che diceva «che monotonia il posto fisso!»: lui, che campa facendo il senatore a vita. Nominato tale, peraltro, dal primo #PresidenteDellaRepubblica comunista, #Napolitano: la storia sa essere davvero beffarda. Dopotutto, diciamocelo: abbiamo avuto comunisti e comunisti. Però sono contento, perché così si capisce ancora meglio: quando si parla di sinistra salottiera, sinistra ztl, sinistra radical chic, a questo ci si riferisce. Sembrano frasi fatte, espressioni da talk show, ma sottendono una realtà di fondo ineludibile: il primatismo culturale della sinistra non esiste, è una bufala montata dall'informazione. La sinistra, così definita ovviamente, in questo Paese è la massima espressione del più feroce neoliberismo: è per la flessibilizzazione del mondo del lavoro (il Jobs Act lo hanno fatto loro!), per il contenimento della spesa, per il pareggio di bilancio. La visione di questa gente non ha assolutamente nulla a che vedere con la tradizionale visione socialista, nulla a che vedere con lo spirito della Carta costituzionale che recita: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». ... CONTINUA SU X