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Source channel @tatarstanexport · Post #708 · Feb 11

Республика Татарстан нарастила экспорт на 14% Согласно предварительным оценкам экспертов, за 12 месяцев 2025 года компании Республики Татарстан экспортировали за рубеж продукцию АПК на сумму около 513 млн долл. США. В сравнении с аналогичным периодом прошлого года объем экспорта вырос на 14% в стоимостном выражении. В топ-5 видов продукции АПК, экспортированных в 2025 году, в стоимостном выражении входят: ✅Подсолнечное масло; ✅Майонез и другие соусы; ✅Жмых; ✅Рапсовое масло; ✅Шоколад. Основной рост объема экспорта обеспечили рапсовое масло, майонез и другиесоусы, а также семенарапса. Так, например, за 12 месяцев 2024 года регион поставил на зарубежные рынки рапсовогомасла на сумму около 20 млн долл. США, а за этот же период 2025 года — около 62 млн долл. США. Экспорт майонеза и других соусов и семян рапса увеличился в 2025 году более чем на 20 млн долл. США относительно аналогичного периода 2024 года. 🗺 Основными направлениями для поставок сельскохозяйственной продукции из Республики Татарстан в 2025 году были Иран, Казахстан, Индия, Беларусь и Китай. Подробнее познакомиться с экспортными каталогами регионов можно по ссылке на сайте «Агроэкспорта». Читайте «Агроэкспорт» в MAX #агроэкспорт#новостиАПК

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10005 · 10/31/2025, 08:06 AM

Il crocefisso tridimensionale Nell’iconografia cristiana orientale esiste una differenza teologica e artistica profonda rispetto alla tradizione occidentale: il Cristo crocifisso non è assente, ma non viene rappresentato nel modo realistico, doloristico e naturalistico tipico dell’arte latina. Per capire il perché, bisogna guardare alla teologia delle icone e alla storia della Chiesa orientale. ✅ 1. L’icona non rappresenta il momento della morte, ma la vittoria sulla morte Nella teologia ortodossa, l’icona non è una narrazione naturalistica, ma una teofania, una rivelazione della realtà trasfigurata. Per questo: Cristo non è mostrato come un uomo distrutto dalla sofferenza non viene resa l’agonia fisica non c’è un realismo del sangue, delle ferite, del cadavere Quando si rappresenta la Crocifissione nelle icone, Cristo è: ✔ sereno ✔ con gli occhi chiusi ma non cadaverico ✔ con il corpo composto, non deformato ✔ quasi “regale”, come un Re che entra volontariamente nella morte Quindi l’enfasi è la vittoria e la divinizzazione, non la tragedia. -✅ 2. L’icona non vuole suscitare pietismo o emozione fisica L’arte cattolica medievale e rinascimentale, soprattutto dopo il XIII secolo, ha sviluppato un linguaggio drammatico e realistic: corpi feriti, tormento, dolore fisico. Nell’Oriente ortodosso questo è considerato estraneo al linguaggio sacro: la fede non deve passare attraverso lo shock emotivo l’icona non rappresenta emozioni umane, ma realtà teologica ✅ 3. Il centro della fede orientale non è la Croce, ma la Resurrezione La tradizione orientale pone al vertice della teologia pasquale l’Anastasis (la Discesa agli Inferi), non il Calvario. L’icona più importante della Pasqua non è Cristo inchiodato, ma Cristo che rompe le porte dell’inferno e solleva Adamo ed Eva: l’immagine della redenzione universale. Il messaggio è teologico: 👉 Cristo non è vinto dalla morte; entra liberamente nella morte per distruggerla. Foto: San Basilio - Mosca https://t.me/gianlucaprocaccinireport #icone#cristianesimo#orthodox #russia#europa#cruz#croix#jesuschrist#victory#arte