@cosplayuploadtest2 · Post #102130 · 03/23/2025, 03:01 AM
Title: Che_Che,_LEEHEE_EXPRESS_LEBE_217B_Set.02 Authors: #None Tags: #None#Che_Che#LEEHEE_EXPRESS#Che#Che#LEEHEE#EXPRESS#LEBE_217B#Set #02 recommendation: None TelegraphLinks:page-0-21
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Source channel @githubtrending · Post #14783 · Jun 3
#go#devops_workflow#encrypt_secrets#gitops#kubernetes#kubernetes_secrets Sealed Secrets is a tool for Kubernetes that lets you safely store sensitive information—like passwords or API keys—in your code repository by encrypting them so only your Kubernetes cluster can decrypt them. You use a tool called `kubeseal` to encrypt secrets on your computer, and then store the encrypted result in your repository. When you apply this encrypted secret to your cluster, a special controller inside Kubernetes decrypts it and creates a regular secret that your apps can use. This means you can manage all your configuration in Git, even secrets, without worrying about exposing sensitive data, and only the cluster itself can access the real secret[2][5][1]. The benefit is that your secrets are protected at every step, and you can use Git workflows for everything, making your setup more secure and easier to manage. https://github.com/bitnami-labs/sealed-secrets
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@cosplayuploadtest2 · Post #102130 · 03/23/2025, 03:01 AM
Title: Che_Che,_LEEHEE_EXPRESS_LEBE_217B_Set.02 Authors: #None Tags: #None#Che_Che#LEEHEE_EXPRESS#Che#Che#LEEHEE#EXPRESS#LEBE_217B#Set #02 recommendation: None TelegraphLinks:page-0-21
@cosplayuploadtest2 · Post #102098 · 03/23/2025, 03:00 AM
Title: Che_Che,_LEEHEE_EXPRESS_LEBE_217B_Set.01 Authors: #None Tags: #None#Che_Che#LEEHEE_EXPRESS#Che#Che#LEEHEE#EXPRESS#LEBE_217B#Set #01 recommendation: None TelegraphLinks:page-0-23
@savinobalzano · Post #936 · 03/17/2025, 10:06 AM
https://x.com/SavinoBalzano/status/1901575776895463908?t=LPK8gKwEasKGDGdOIsRWJQ&s=19 E come #Enrico E come #Elly Quella di #Berlinguer è una delle figure più meschinamente strumentalizzate dalla #sinistrucola nel Paese. Mai fatto santini in vita mia: Berlinguer ha certamente commesso i suoi errori. Ricordo quello scontro memorabile tra lui e #Bobbio. Il primo, secondo alcuni frainteso (ad esempio secondo @lucatelese), immaginava l'austerità come forma di lotta di classe. Uno strumento attraverso il quale redistribuire ricchezza. Il secondo che gli ricordava come l'austerità non fosse una scelta per il poveraccio, ma una condizione di vita ineludibile. Però Berlinguer resta Berlinguer: un gigante rispetto ai figuri che popolano (o infestano) il campo santo della sinistrucola. Che memoria tradita quella di Enrico, da eredi che avrebbe senz'altro diseredato: è diventato come il #Che, un personaggio per fare le magliette. E allora stampano il suo sguardo sulle tessere di un Partito che Berlinguer avrebbe combattuto con tutte le sue forze (che assordante il silenzio della sua famiglia!), registi improvvisati ne girano film su film. Ecco, sembrerà un po' forte, ma Enrico è diventato un po' come Benito, per certi aspetti: un personaggio per far marketing e soldi a palate. Sta roba io l'ho vissuta e rivissuta da ragazzino. L'ho raccontato molte volte, sono di Cerignola, la città di #GiuseppeDiVittorio: in occasione di ogni santa campagna elettorale per le amministrative, dal palco dinanzi alla villa comunale, personaggetti picoli piccoli facevano a chi urlava più forte il suo nome per strappare qualche voto in più: «peppino! peppino! peppino nostro!». E si percuotevano il petto. In un vecchio scantinato era accatastato a pezzi uno storico murale che rappresentava il Sindacalista (con la S maiuscola, oggi spesso inutilizzabile). Ogni volta che si votava, i sinistrucoli cerignolani si sbracciavano istericamente: «lo riporteremo alla luce! lo restituiremo alla città! tornerà al suo antico splendore!». Non hanno mai fatto niente. Alla fine venne riesumato, riassemblato, restituito alla cittadinanza da un ottimo Sindaco ex missino. Questi sono gli eredi di Berlinguer e di #DiVittorio oggi in Italia: affaristi, affabulatori, ciarlatani senza arte né parte. Gente alla quale, mi ci giocherei un braccio, Enrico e Peppino non avrebbero mai rivolto nemmeno un cenno di saluto.