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"Mai più!" Avevamo detto meno di un anno e mezzo fa. Invece è successo di nuovo. Ma in realtà non c'erano dubbi. Da maggio 2023 in Emilia-Romagna non è cambiato nulla e oggi ci troviamo con il capoluogo e parte della regione sotto l'acqua, dovendo piangere anche una vita di 20 anni spezzata per l'esondazione di un torrente. Non sono eventi improvvisi e imprevisti. Sono le conseguenze di un territorio stravolto da cemento e speculatori, di un territorio svuotato dai primi che tenevano alla sua cura, agricoltori e boscaioli, di un territorio che coscientemente è stato abbandonato all'incuria e alla manutenzione 0. Oggi, soprattutto, non si possono nascondere le responsabilità politiche dietro a un dito o tutto questo continuerà a succedere e succedere e succedere. Vicini alle popolazioni di Bologna e dell'Emilia-Romagna. @lafionda