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grazie al nostro evento del 29 marzo nella Vera Sinistra si è scatenato il panico la Vera Sinistra negli ultimi 30 ha elaborato strumenti di analisi e modelli organizzativi di gran lunga meno sofisticati ed efficaci di quelli sviluppati dai Bonobo nel Congo e dai Lemuri in Madagascar, e si è ridotta sostanzialmente a due opzioni: appoggiare il pd indirettamente, evitando di costruire un'alternativa di massa credibile, o appoggiarlo direttamente votandolo (o votando qualche lista civetta) per costruire un fronte contro il fassismo e il rossobrunismo scagliarsi contro qualsiasi opzione minimamente indipendente e non settaria, per quanto incomprensibile agli occhi delle persone normali, per il microscopico ceto politico della Vera Sinistra, in realtà, è semplice spirito di sopravvivenza. Per quanto spaesati e sprovveduti, che basti poco per spazzarli via definitivamente è una cosa talmente evidente che ormai è chiara anche a loro. Si salveranno solo quei pochissimi che verranno eletti da indipendenti nelle liste di AVS Una delle etichette più utilizzate dalla Vera Sinistra è quella di rossobrunismo, che non volendo dire assolutamente una seganiente, può essere adattata in modo flessibile alla bisogna Dopo i girotondini amici di Azov di Micromega, oggi a ritirarla fuori sul Manifesto è un esponente di una delle "mezze-culture" (come le definisce Geminello Preterossi) più infelici di sempre della Vera Sinistra: il negrismo dei poveri si chiama Giuliano Santoro, e sottolinea come anche se il nostro appello non è proprio al livello del "rossobruno marco rizzo", "poco ci manca" Evidentemente il buon Preterossi stamattina aveva la mattina libera, e ne ha approfittato per scrivere una risposta dove si mettono in fila alcuni puntini ormai assorbiti da Bonobi e Lemuri, ma non dagli ultimi mohicani del disastro negriano e dai Comunisti per Kamala Harris L'articolo lo potete leggere per intero qua: https://www.lafionda.org/2025/03/27/lettera-al-manifesto/ Ma l'ultimo paragrafo ci sembra più che sufficiente per assegnare game, set e match senza doversi dilungare ulteriormente "Come avvertiva Pasolini", scrive Preterossi, "bisogna guardarsi dal “fascismo degli antifascisti”. Ma forse, in questo caso, siamo soprattutto di fronte alla “mezza cultura” della post-sinistra, che affossa pensiero critico e senso della complessità della politica, sostituendovi un moralismo senza ethos, un ideologismo dogmatico che da un lato è nemico del confronto libero delle idee e serve solo a confermare il “suprematismo morale” dei custodi della sinistra che non c’è, dall’altro è privo di autentici, saldi riferimenti ideali. La resilienza dei simulacri produce solo feticci identitari, cui aggrapparsi disperatamente, senza alcuna possibilità di comprendere e incidere" Le innumerevoli conventicole della Vera Sinistra sono l'ultimo dei nostri problemi, perché fortunatamente a estromettersi definitivamente dal dibattito pubblico c'hanno abbondantemente già pensato da sole Però ecco, se qualcuno avesse mai avuto dei dubbi, tutto questo per ricordare che quando sabato 29 marzo alle 15 ci incontreremo in tantissimi a Roma al Nuovo Cinema Aquila e inizieremo il nostro percorso per mandarli #tuttiacasa, un angolino microscopico della nostra mente sarà necessariamente dedicato anche a loro