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Pubblicato30 apr30/04/2025, 11:41
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Il riarmo Ue lo gestirà un generale di Marco Palombi Per la prima volta il capo sarà un militare: tedesco Il voto, che avviene via lettera degli Stati membri, si concluderà formalmente solo il 5 maggio, ma tutti a Bruxelles ne danno per scontato l’esito. Il prossimo capo dell’Agenzia europea per la difesa (European Defence Agency, Eda) sarà l’attuale vice amministratore delegato, un generale tedesco di nome André Erich Denk. Sarà il primo militare alla guida dell’agenzia nata nel 2004 e il cui indirizzo politico è appannaggio di un consiglio composto dai vari ministri della Difesa europei con al vertice il capo della diplomazia Ue, oggi la lettone Kaja Kallas: il posto di Ad finora era sempre stato affidato a politici o diplomatici, una sorta di tradizione, e il favorito, a questo giro, era l’ex ministro della Difesa olandese, Kajsa Ollongren. Non ce l’ha fatta, pare: l’aria in Europa è cambiata e l’asse del riarmo si premura di occupare i posti chiavi. La scelta è notevole per diversi motivi. Il primo è ovviamente la carriera di Denk – classe 1967, laurea in Ingegneria meccanica – ai vertici dell’esercito tedesco, in particolare come capo del settore logistico e poi anche del protocollo, posizione da cui ebbe modo di collaborare con l’allora ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen. D’altra parte la Germania, ancor più della Francia, ha una storica capacità di imporre i suoi tecnici ai vertici degli enti dell’Unione europea in cui si decide il futuro del continente: fu così in passato per i dipartimenti economici, l’Antitrust, il meccanismo di risoluzione bancaria e spesso la presidenza della Commissione e dell’Europarlamento. Oggi l’Ue prova a darsi un senso attraverso il riarmo, facendone anche la sua vera politica economica, e puntuale arriva la scelta di un militare proveniente dal Paese che guiderà (quasi in solitaria) questo processo. Un segnale che non dovrebbe essere sottovalutato, tanto più se si tiene conto che l’Eda, un tempo una piccola e poco rilevante agenzia europea, è diventata centrale con la guerra in Ucraina, partecipando anche agli acquisti comuni di armamenti per Kiev. Un compito che si candida a ricoprire anche nella nuova temperie, insieme a quelli “storici”, che ora assumono però un nuovo peso: tra i suoi ambiti di intervento ci sono infatti lo sviluppo di sinergie industriali tra le aziende militari europee, il disegno del modello (e dei fabbisogni) del sistema di difesa del Vecchio continente, i progetti comuni in ricerca e innovazione. A questi compiti si vorrebbe aggiungere, appunto, la gestione degli appalti di armamenti “europei” per la parte comunitaria del fu Rearm Eu (Readiness 2030), che andrebbe realizzata attraverso i 150 miliardi di prestiti che saranno messi a disposizione dei Paesi membri dalla Commissione. Se il riarmo europeo – come sta già avvenendo e non può non avvenire date le cifre messe in campo da Berlino – finirà per essere di fatto il riarmo tedesco, allora il generale André Denk è l’uomo giusto a posto giusto. Resta da chiedersi per chi? 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist