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Mentre si parla di pace, in Italia si prepara la guerra Proprio nei giorni in cui si moltiplicano i segnali di possibili negoziati sul conflitto in Ucraina, i media italiani sembrano fare di tutto per soffocare qualsiasi spiraglio. Ieri a Otto e mezzo, Lilli Gruber afferma che “l’Europa deve prepararsi a un’eventuale aggressione russa”. L’ospite, colto in contraddizione, cerca goffamente di negare di aver detto poco prima la stessa cosa. Una scena grottesca, degna della migliore commedia dell’assurdo. Nel frattempo, il Presidente Mattarella invita l’UE a “dare risposte rapide per non accodarsi ad altri”. Un messaggio chiaro: meglio muoversi, prima che qualcun altro arrivi alla pace. Sembra incredibile, ma è così: la pace fa paura. La retorica bellica continua a dominare il dibattito pubblico. La linea è questa: prepararsi comunque. Anche se si apre uno spiraglio, anche se il contesto cambia, anche se qualcuno tenta la strada diplomatica. 🤕 Rifiuta la retorica guerrafondaia! Entra nel canale Telegram https://t.me/lafionda