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Pubblicato22 apr22/04/2026, 13:49
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L’Ue non sospende il patto con Israele, Italia determinante con la Germania Nessuna sospensione dell’accordo Ue-Israele, neanche parziale. E neanche una data in cui si prevede di poterne discutere. Ad annunciarlo ieri, durante il Consiglio Affari esteri del Lussemburgo, è stata l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas. “Alcuni Stati membri hanno proposto una sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione dell’Ue e restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti: a causa della mancanza di un sostegno unanime, tali proposte non sono state approvate. Per le misure già all’esame che richiedono la maggioranza qualificata serve un cambiamento di posizione da parte degli Stati membri, che non abbiamo visto”. Fondamentale la posizione sia dell’Italia che della Germania che si sono opposte sia alla sospensione dell’intero accordo sia a quella della parte commerciale. Lo strappo con Israele è “inappropriato”: questa la formula scelta dal ministro tedesco Johann Wadephul, che ha raffreddato le ambizioni del fronte che avrebbe voluto uno stop immediato – anche soltanto parziale – dell’accordo. Dopo settimane di pressione su Bruxelles, l’asse guidato da Spagna, Irlanda e Slovenia e sostenuto da diversi partner – Belgio e Olanda in testa – si è scontrato, dunque, con la tradizionale cautela tedesca condivisa anche dall’Italia. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha motivato così la posizione del nostro paese: “È stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l’accordo commerciale con Israele, si parlerà l’11 maggio alla prossima riunione dei ministri di altre iniziative che si possono fare e valuteremo”. Si riferisce alle sanzioni individuali contro i coloni violenti in Cisgiordania. Anche per quelle serve l’unanimità, che finora non c’è stata visto il veto dell’Ungheria. “In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha detto ancora. La scelta del governo della scorsa settimana di sospendere il memorandum, alla luce di quanto accaduto ieri, sembra davvero un bluff. “Meloni complice di Netanyahu”. Con questo slogan scritto sui cartelloni ieri alcuni attivisti del M5S hanno protestato all’Europarlamento, a margine di un evento sulla pace promosso dagli europarlamentari M5S Danilo della Valle e Carolina Morace e dall’ex ambasciatrice italiana in Belgio, Elena Basile. Ieri non si è comunque neanche arrivati alla conta tra i Ventisette. Ancora una volta sarebbero venute alla luce le crepe interne all’Ue. Già lo scorso anno Bruxelles aveva messo sul tavolo un ventaglio di misure contro Israele, dal taglio degli scambi a sanzioni mirate. Ma nessuna ha finora raccolto i numeri necessari. Wanda Marra, Il Fatto Quotidiano, 22/4/2026 @lafionda