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Come direbbe il sociologo ultra centenario Edgar Morin: le crisi che stiamo patendo negli ultimi tempi riguardano ogni ambito della vita umana. Dalla politica alla famiglia, dalle relazioni sociali alle istituzioni internazionali, tutto è in travaglio; tutto sembra perdere di credibilità e di senso. Questo collasso antropologico però è ancor più deprimente per via del fatto che il soggetto “depresso”, invece di osservare il cambiamento in atto utilizzando chiavi di lettura che tengano conto della complessità e della connessione fra i diversi ambiti coinvolti, tende a far prevalere la separazione e la frammentazione. Questo è uno dei motivi per cui c’è un’enorme confusione. Non siamo più abituati a tenere insieme le cose; a collegare con un filo rosso la guerra interiore con la guerra esteriore, la morte delle ideologie con la morte del sogno, il divorzio fra razionalità politica e fine della cultura occidentale. Nel mio libro “Il poetico rivoluzionario” cerco proprio di ricucire questa frattura, cercando di intrecciare l’arte con la riflessione critica, la poesia con la mentalità politica, il lavoro personale con la ribellione sociale. Buona lettura e buon ascolto! Davide Sabatino https://youtu.be/ZFsjJSqqogs?is=vfp4_PtSgq0jpt-P