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Il cuore filosofico e teologico della serata è stato il concetto di Katechon — la forza che frena, che contiene, che ritarda l'affermazione definitiva dell'Anticristo. Cacciari ha spiegato come nell'Apocalisse di Giovanni la storia si concluda con la vittoria del Signore, ma attraverso una tragica lotta in cui l'Anticristo arriva a dominare: "nel momento stesso in cui esplode la sua potenza e stravince, viene negato dalla potenza del Signore". In questa lettura, il Katechon non è una forza esterna al male, ma una sua moderazione intrinseca: una dimensione politica che frena l'Anticristo dal bruciare troppo in fretta la propria potenza. Che cosa è, allora, l'Anticristo per Thiel e per i suoi ambienti? Per Thiel l'avvento dell'Anticristo coincide con l'instaurarsi di un governo mondiale unificato, centralizzato e iper-regolamentato, e l'unica salvezza è il Katechon: un mondo frammentato di stati nazionalisti in cui l'accelerazione dell'innovazione tecnologica svolge un ruolo cruciale. La pace stessa diventa sospetta: Thiel insiste su un passaggio della Prima Lettera ai Tessalonicesi — "quando diranno pace e sicurezza, allora la rovina piomberà su di loro" — e la pace, nel suo discorso, diventa il segno di un ordine imposto, di una stabilità acquistata al prezzo della libertà. Cacciari ha smontato e allo stesso tempo preso sul serio questa costruzione ideologica: "si capisce anche l'alleanza strategica con il Pentagono — siamo in un'economia di guerra, quindi nelle armi devi investire." Una grande messa in scena, forse, ma con una verità di fondo: "siamo in un momento di rottura radicale di equilibri, di stati, e in un periodo di questo genere il richiamo a grandi temi, grandi immagini, grandi simboli di carattere religioso ha un suo senso." Da Radio Radio TV https://youtu.be/Ls7jSrQZnwU?is=63-IKwx1Qbq-615V