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Pubblicato11 mar11/03/2026, 19:02
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#Texas: In un editoriale pubblicato sul New York Post, il Senatore John Cornyn ha invitato i propri colleghi senatori a cambiare il regolamento del Senato, e il filibuster, per approvare il SAVE Act e i finanziamenti al Dipartimento della Sicurezza Nazionale, attualmente in shutdown. I democratici, accusa Cornyn, "dicono apertamente che, se queste stesse regole sbarrassero loro la strada, non esiterebbero a cancellarle. Una regola è tale solo se entrambe le parti la rispettano. Credo che i democratici, con i loro voti e le loro dichiarazioni, abbiano già sferrato un colpo fatale al filibuster. Le regole del Senato cambieranno, che ai repubblicani piaccia o meno". Sono parole notevoli quelle di John Cornyn, perché scritte da un Senatore che è sempre stato in grado di lavorare all'interno della cornice istituzionale del Senato ed è sempre stato visto come un istituzionalista. Cornyn, però, è sfidato alle primarie dal Procuratore Generale Ken Paxton, che ha fatto della campagna per l'approvazione del SAVE Act la propria leva per bloccare l'endorsement che Donald Trump vorrebbe concedere allo stesso Cornyn. In ogni caso, la versione della legge voluta da Trump non è quella in discussione al Senato e non è nemmeno una versione che la Camera dei Rappresentanti sia propensa a discutere. Trump, infatti, vorrebbe aggiungere il divieto totale al voto via posta, oltre a una serie di clausole legate alle persone transgender. I repubblicani della Camera sono contrari sia al divieto totale del voto via posta sia alla stesura di leggi che contengano materie troppo variegate al proprio interno. Anzi, proprio per la mancanza di agibilità politica, lo Speaker della Camera Mike Johnson ha fatto sapere che ora è compito di Thune lavorare alla legge, a dimostrazione della sua intenzione di non volerci sbattere ulteriormente la testa. Thune, però, ritiene che non ci siano i voti per cambiare il filibuster (ovvero il procedimento ostruzionistico che richiede 60 voti per iniziare la discussione di una legge), né, tantomeno, i voti per innescare un talking filibuster, un processo ostruzionistico che potrebbe bloccare i lavori dell'Aula per intere settimane e che obbligherebbe i senatori a rimanere continuamente nei paraggi.