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Tag: #texas · 7 post
Pubblicato 11 mar
#Texas: In un editoriale pubblicato sul New York Post, il Senatore John Cornyn ha invitato i propri colleghi senatori a cambiare il regolamento del Senato, e il filibuster, per approvare il SAVE Act e i finanziamenti al Dipartimento della Sicurezza Nazionale, attualmente in shutdown. I democratici, accusa Cornyn, "dicono apertamente che, se queste stesse regole sbarrassero loro la strada, non esiterebbero a cancellarle. Una regola è tale solo se entrambe le parti la rispettano. Credo che i democratici, con i loro voti e le loro dichiarazioni, abbiano già sferrato un colpo fatale al filibuster. Le regole del Senato cambieranno, che ai repubblicani piaccia o meno". Sono parole notevoli quelle di John Cornyn, perché scritte da un Senatore che è sempre stato in grado di lavorare all'interno della cornice istituzionale del Senato ed è sempre stato visto come un istituzionalista. Cornyn, però, è sfidato alle primarie dal Procuratore Generale Ken Paxton, che ha fatto della campagna per l'approvazione del SAVE Act la propria leva per bloccare l'endorsement che Donald Trump vorrebbe concedere allo stesso Cornyn. In ogni caso, la versione della legge voluta da Trump non è quella in discussione al Senato e non è nemmeno una versione che la Camera dei Rappresentanti sia propensa a discutere. Trump, infatti, vorrebbe aggiungere il divieto totale al voto via posta, oltre a una serie di clausole legate alle persone transgender. I repubblicani della Camera sono contrari sia al divieto totale del voto via posta sia alla stesura di leggi che contengano materie troppo variegate al proprio interno. Anzi, proprio per la mancanza di agibilità politica, lo Speaker della Camera Mike Johnson ha fatto sapere che ora è compito di Thune lavorare alla legge, a dimostrazione della sua intenzione di non volerci sbattere ulteriormente la testa. Thune, però, ritiene che non ci siano i voti per cambiare il filibuster (ovvero il procedimento ostruzionistico che richiede 60 voti per iniziare la discussione di una legge), né, tantomeno, i voti per innescare un talking filibuster, un processo ostruzionistico che potrebbe bloccare i lavori dell'Aula per intere settimane e che obbligherebbe i senatori a rimanere continuamente nei paraggi.
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Pubblicato 10 mar
#GOP, #Texas: L'endorsement di Donald Trump sulle primarie in Texas doveva essere imminente, eppure il Presidente non si è ancora espresso. Non si tratta di una casualità o di una distrazione, ma di un preciso tentativo di mettere sotto pressione il gruppo parlamentare del Senato per spingere all'approvazione del SAVE Act, una riforma dell'accesso al diritto di voto. Il 26 maggio ci sarà il ballottaggio tra John Cornyn, attuale Senatore repubblicano, e Ken Paxton, Procuratore Generale del Texas, per decidere chi sarà il candidato del GOP a novembre che sfiderà James Talarico, candidato democratico. Dopo una performance di Cornyn superiore alle aspettative, Trump era intenzionato a dargli l'endorsement, ma Paxton, con una serie di prese di posizione pubbliche, ha bloccato l'appoggio. Quest'ultimo, infatti, ha dichiarato che se il Senato approvasse la legge, lui sarebbe pronto a ritirarsi dalla competizione. Una mossa per prendere tempo che però ha funzionato, perché va a mettere il dito in una piaga: quella di un gruppo parlamentare che non vuole cancellare il filibuster e fatica ad approvare la nuova priorità dell'Amministrazione. "Penso che sia stata una mossa furba perché ha permesso di prendere tempo. Ora, se sei la Casa Bianca o Trump, perché dovresti intrometterti? Trump è stato molto chiaro sul fatto che vuole che sia approvata ed è infastidito da questi parlamentari e da Thune", si fa notare negli ambienti politici. Il Leader di Maggioranza al Senato John Thune ha infatti dichiarato che non ci sono i voti per cambiare il regolamento dell'Aula sul filibuster, definendosi anche contrario all'utilizzo del cosiddetto talking filibuster, poiché è molto più complesso e articolato di quanto alcuni senatori pensino. Thune, inoltre, ha denunciato la presenza di "influencer conservatori pagati" per le pressioni che stanno esercitando nei confronti dei lavori dell'Aula. Questa dinamica è benzina nel motore elettorale della campagna di Paxton, candidato preferito della base MAGA, che approfitta della sua posizione anti-establishment. Lo stallo ha permesso alle persone vicine a Paxton di parlare con i funzionari della Casa Bianca per far presente che Trump è forse influenzato un po' troppo dai repubblicani dell'establishment pro-Cornyn. Ci sono poi i famosi influencer conservatori, saldamente dalla parte di Paxton, che hanno fatto presente come un eventuale endorsement di Trump a Cornyn sarebbe visto come un tradimento della base MAGA. Proprio ieri su questo tema è tornato Steve Bannon, che aveva già definito questo ballottaggio come un referendum sul destino del mondo MAGA. Nel suo podcast ha dichiarato: "L'establishment repubblicano è tanto colpevole quanto la finta opposizione di questa repubblica, e la prova lampante è John Cornyn".
Pubblicato 4 mar
#Texas, #GOP: Donald Trump annuncia che farà un endorsement nell’elezione al Senato a breve e chiederà alla persona non endorsata di rititarsi immediatamente.
Pubblicato 4 mar
#Elezioni, #Texas: James Talarico ha vinto le primarie democratiche per il seggio del Texas, imponendosi su Jasmine Crockett. È lo scenario che i repubblicani temevano per la maggiore: Talarico è un 38enne bianco che sta studiando per diventare pastore. Nei suoi discorsi parla spesso e molto della sua fede religiosa pur mantenendo però un profilo secolare. La religione è il modo in cui si presenta, la usa per spiegare perché fa politica ma ritiene che tali insegnamenti non debbano influire sulle scelte politiche. È decisamente peculiare anche perché negli ultimi decenni, specialmente nel sud degli Stati Uniti, è stata la destra repubblicana si è imposta – anche per un passo indietro dei democratici – come la vera e unica rappresentante di chi crede. Proprio per questo i repubblicani temono Talarico, perché lo ritengono capace di parlare all’elettorato moderato e a quei repubblicani delusi da Trump, specialmente nel caso in cui dovesse vincere Ken Paxton le loro primarie.
Pubblicato 4 mar
#Elezioni, #Texas: Molto più incerta la situazione nelle primarie democratiche per il Senato del Texas, dove Associated Press non ha ancora “chiamato” l’elezione. Il Rappresentante statale James Talarico è in netto vantaggio sull’attuale rappresentante Jasmine Crockett ma al 74% del voto scrutinato i risultati possono cambiare nel caso in cui Crockett dovesse vincere i rimanenti voti con un margine decisivo. Crockett è il curioso esempio di candidata voluta tanto da Kamala Harris quanto dai repubblicani: ha infatti ricevuto l’endorsement della ex Vicepresidente la scorsa settimana ma è stata al centro di una vera e propria operazione psicologica da parte dei repubblicani che l’hanno indotta a candidarsi, essendo vista come decisamente più debole.
Pubblicato 4 mar
#Elezioni, #Texas: Più interessante l’esito delle primarie in Texas. Come da aspettative si andrà ad un ballottaggio tra l’uscente Cornyn e il Procuratore Generale dello Stato Paxton. Ma il fattore wow viene da l’ordine di arrivo dei due candidati: alla vigilia si dava per scontato che Paxton arrivasse primo e che Cornyn potesse arrivare secondo, con una differenza di voti incognita. È successo il contrario: Paxton, candidato della base MAGA, sta tallonando Cornyn, ma questa seconda posizione non gli permette di essere considerato il vincitore morale, arrestando quella che sembrava essere un’avanzata destinata al successo. Ora ci sarà un ballottaggio tra dieci settimane, il 26 maggio.
Pubblicato 2 mar
#Texas: È finalmente arrivato un sondaggio di buona qualità sulle primarie democratiche del Texas condotto da Emerson College. I sondaggi delle primarie non sono comuni. James Talarico: 52% Jasmine Crockett: 47% Ahmad Hassan: 1% Il sondaggio è stato condotto tra il 26 e il 27 febbraio su un campione di probabili elettori (LV) e ha un margine d'errore del +/- 3.5%. Secondo il sondaggio, Talarico è in vantaggio tra gli elettori che stanno usando il voto anticipato mentre Crockett è in vantaggio tra coloro che voteranno il prossimo martedì e dunque sarà su questa affluenza che si giocherà tutto. A livello di composizione demografica, i bianchi appoggiano Talarico 71% contro il 29% di Crockett, gli ispanici 60% contro il 39% di Crockett mentre gli afroamericani supportano Crockett 80% a 18%. Per quanto riguarda la composizione di genere, gli uomini supportano Talarico 58% a 41% mentre le donne supportano Crockett 51% a 48%. Per quanto riguarda le primarie repubblicane, invece: Ken Paxton: 40% John Cornyn: 36% Wesley Hunt: 17% Se questi numeri venissero confermati, le primarie repubblicane andrebbero al ballottaggio tra i primi due, Paxton e Cornyn. Cornyn è avvantaggiato tra gli elettori che stanno votando in modo anticipato, mentre Paxton tra quelli che voteranno in presenza, 44% a 32%. Cornyn è preferito tra i laureati e le persone over70, mentre Paxton tra gli under50 e tra chi ha 50 e 60 anni. E a proposito di primarie in Texas, domani uscirà il nuovo episodio di "Midterm: America a Metà", il podcast di White House Watch sulle Midterm 2026. Potete trovare il primo episodio su Spotify e sulle altre piattaforme: https://open.spotify.com/episode/1pVa5zgvxag7txQpn6N0Gb?si=a64d837bb8d24dfe
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