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DARSI PACE - MARCO GUZZI

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Pubblicato 16 apr

“Dio al Crocevia” arriva a Cosenza! Un saluto dall’autore Giovanni Amendola e da Aurelio Diano. 📺Guarda qui la diretta: https://www.facebook.com/share/v/1NyNwkdPoR/?mibextid=wwXIfr

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Pubblicato 16 apr

A sei anni di distanza dall'inizio della pandemia, tutte le domande principali restano aperte: qual'è l'origine del virus? Perché non c'era un piano pandemico aggiornato? Perché non sono state rese possibili le autopsie? Per quali ragioni sono stati criticati e messi all'angolo tutti coloro che hanno cercato di promuovere delle terapie "alternative", mentre "le raccomandazioni" erano "tachipirina e vigile attesa?". E ancora, era necessario il lockdown in quella modalità fra le più dure e repressive al mondo? Con la limitazione delle libertà fondamentali e dell'accesso al lavoro, con conseguenze economiche, sociali e psicologiche devastanti? Fino al green pass, al vaccino e ai palesi conflitti di interesse. La cosa difficile è proprio mantenere uno spirito critico, che non si lasci andare né al conformismo alla narrazione dominante, ma nemmeno alla rabbia superficiale che rischia di giudicare senza approfondire. Credo che questa intervista alla Dottoressa Gismondo sia un documento prezioso, da fare circolare, di onestà scientifica e intellettuale, per dare risposte a tutti noi, di fronte a quello che è stato un vero e proprio spartiacque della nostra storia, e a tutti gli effetti un trauma collettivo. Perché l'unico modo per fare giustizia è ricercare la verità, con coraggio e senza infingimenti. E credo che questa ora sia una prova di come si possa ancora fare libera informazione. Buona Visione! Francesco Marabotti https://youtu.be/bh4NYpsQKDg?is=XmfH8U8HSik-SC7H

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Pubblicato 15 apr

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Pubblicato 15 apr

Ogni giorno tutto si rivela con la forza di una crescente evidenza. Ed io ne sono contento, in fondo, pur ravvisando i pericoli di un simile processo di emersione in piena luce della Cosa. Di Cosa precisamente? Quando scrissi il mio primo saggio rilevante, di oltre 30 pagine, che fu poi pubblicato nella Rivista di filosofia diretta da Carlo Sini, avevo circa 26 anni. Il saggio si intitolava "La fine della storia e la via del ritorno". Vi sostenevo, dietro l'insegnamento di Martin Heidegger, che fossimo arrivati al compimento di un ciclo millenario dell'avventura umana su questa terra, e che stessimo ormai precipitando tutti insieme in una dimensione Oscura, in cui tutti i lineamenti e i contorni razionali, tutte le certezze metafisiche, e tutte le convinzioni scientifiche o morali, elaborate negli ultimi millenni, si stessero come disciogliendo, liquefacendo, ma non per annullarsi del tutto, quanto piuttosto per riformularsi plasticamente in una Forma Inedita di umanità. Leggevo cioè, e in fondo leggo tuttora, il nichilismo come il tempo più propizio di un possibile Ricominciamento. A quell'epoca, intorno al 1980, simili riflessioni appartenevano a piccolissime cerchie di studiosi, ed io tra l'altro vivevo ai confini più estremi di queste stesse cerchie, come un avventore occasionale, come un intruso...... Ora, di decennio in decennio, e ormai direi di settimana in settimana, è la cronaca quotidiana che ci mostra, se la sappiamo leggere in profondità, questo Squagliamento universale di tutti i codici della storia. Tutto si squaglia sotto i nostri occhi sbigottiti e dentro i nostri cuori sempre più impauriti. Dunque torna con forza, con estrema evidenza pubblica appunto, il problema da cui partì la mia ricerca: questa Fine dove sta andando a finire? C'è un Fine in questa Fine? Sussiste una Via del Ritorno, a partire dalle lande più deserte della storia? Ciò che mi pare più che evidente è l'assoluta inutilità dei tentativi, più o meno patetici e a volte decisamente comici, di trovare un qualche sostegno tra i relitti della nave naufragata: tipo i valori dell'occidente, per intenderci, che poi sono stati spesso proprio loro, e le loro violente mistificazioni, le cariche di dinamite che hanno affondato la nave, e fatto naufragare il mondo....... No, cari amici, il Gioco è ormai molto più radicale. Si tratta di ritrovare un contatto vivo e attuale con l'Origine di ogni storia, col Principio Vivo di ogni ciclo antropologico, affinché da quella Fonte sorgiva possiamo ricominciare, rinascere Nuovi, e ridire parole che diano luce alle cose del mondo, cantandone l'inesauribile rivelazione, l'Accadere eterno e inafferrabile della loro bellezza, della loro e della nostra Gloria. Marco Guzzi L'immagine: Poesia di René Char tradotta da Giorgio Caproni

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Pubblicato 14 apr

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Pubblicato 14 apr

Cari amici, siamo felici di condividere con voi il programma completo dell’evento “𝗟𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 è 𝗹𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮”: 📋 𝟭𝟬:𝟬𝟬 - 𝗔𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗶 🎤 𝟭𝟬:𝟯𝟬 - “𝗖𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮” Intervento d'apertura di Marco Guzzi, accompagnato al pianoforte da Giorgia Cecconi, dalla voce di Sonia Belforte e dalle letture di Eleonora Cuccu. 🍝 𝟭𝟯:𝟬𝟬 - 𝗣𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗮𝗻𝘇𝗼 Sarà possibile acquistare piatti tipici della cucina romana e bevande nel punto ristoro. 🧘 𝟭𝟱:𝟬𝟬 - “𝗥𝗶𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼” Esercizi corporei a cura di Lucia Paolucci (consigliato abbigliamento comodo). 🗣 𝟭𝟲:𝟭𝟱 - “𝗨𝗻𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗔𝗹𝗹𝗲𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲!” Dialogo tra Michele Santoro e Gabriele Guzzi, modera Davide Sabatino. 🔥𝟭𝟴:𝟬𝟬 - “𝗟𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 è 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼: 𝗚𝘂𝗮𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮” Intervento conclusivo di Marco Guzzi, accompagnato da Giorgia Cecconi, Sonia Belforte e Eleonora Cuccu. ✨L'evento è gratuito, con prenotazione obbligatoria. 👉Tutte le informazioni per prenotarsi al link nei commenti. 𝗩𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮!

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Pubblicato 11 apr

Mi alzo ogni mattina e devo modellare la giornata come un'opera d'arte, sempre daccapo. E' faticoso ricominciarla, ma in fondo credo che questa difficoltà costituisca il fondamento della libertà. Rifare tutto daccapo significa infatti non avere troppi presupposti o vincoli, e perciò essere liberi. L'io umano che stiamo diventando, mentre la forma avvizzita precedente sembra disfarsi come il corpo incartapecorito di una mummia esposta finalmente alla luce del Sole, il nostro nuovo Io insomma mi pare che sia proprio così: infondato, senza una fissa identità, e proprio per questo assolutamente non violento. Il grande poeta francese René Char sintetizza la cosa così: "Chi rilascerà il messaggio non avrà identità. Egli non opprimerà". E poi prosegue lampante e lancinante come un fulmine a ciel sereno: "Modellare nell'apocalisse, non è ciò che noi facciamo ogni notte su un volto accanito a morire?" Nel 1995 commentai così questo pensiero: "Nel tempo apocalittico del secondo Appello si modella, si crea, si dà luce a nuove configurazioni proprio attraverso la dinamica iniziatica del morire". Appunto. Ogni giorno il nostro nuovo Io è chiamato a creare la Nuova Realtà morendo alla vecchia, e quindi in un rischio assoluto, nella piena libertà, quella che crea l'assolutamente nuovo. Che bello! ragazzi e ragazze! che libertà! che respiro! che vastità! E allora possiamo comprendere meglio anche l'ultimo suggerimento del grande Char: "Non ti lamentare di vivere più vicino alla morte dei mortali". E così, di nuovo beati, metterci all'opera esausti e instancabili per costruire l'opera perfetta di un nuovo giorno. Marco Guzzi

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Pubblicato 9 apr

Ieri sera ho avuto l’opportunità di dialogare con lo storico giornalista, ex corrispondente da Mosca per la Rai, Marc Innaro. Una figura davvero stimabile per la sua onestà intellettuale e per il suo coraggio di dire come stanno relativamente le cose, al di là delle propagande di guerra. Consiglio vivamente di guardare questo nostro video perché, oltre a suggerire moltissimi spunti di riflessione sulla delirante fase storica che stiamo vivendo, funge anche da stimolante presa di consapevolezza rispetto alla necessità di una insurrezione culturale e politica. La misura è ormai colma. Il pericolo imminente di una fine definitiva è all’ordine del giorno. Ma esistono, per fortuna, tanti punti di vista, non solo quello disperante del mainstream. Marc Innaro, con il suo sguardo lucido, ci aiuta a osservare la realtà in profondità e a scorgere alternative importanti. Buona visione! Davide Sabatino https://youtu.be/o8DTET_9WVE?is=VqDp0nRJHLeL4itH

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Pubblicato 9 apr

Se dovessimo dare ascolto soltanto ai notiziari dovremmo vivere in uno stato di perenne attesa, molto angosciosa. Adesso, per esempio, avremmo da vivere ancora più o meno due settimane trepidanti prima di sapere se i Pazzi Criminali decideranno di porre fine alla civiltà persiana, o a tutta la civiltà umana, perché no? Insomma dovremmo vivere in un'angoscia da fine del mondo. Notte e giorno. Giorno e notte. 24h al giorno, incollati al notiziario dell'apocalisse. E in fondo i Signori di questo mondo, sia i ceti e le classi dominanti che i loro Padri Spirituali, di secolo in secolo hanno sempre voluto tenere gli esseri umani nel terrore, nella schiavitù, sotto ricatto, sotto controllo, sotto i loro talloni, e nell'ombra avvelenata della morte. Oggi però lo fanno su scala globale, in diretta mondiale, in tempo reale, e tutto il giorno. Dunque oggi più che mai siamo chiamati a cercare ALTRO: un altro Punto di vista, un'altra Apertura mentale, un altro Respiro, una nuova Libertà, quest'Aria Pura che già dilata i nostri cuori. Questo inizio della ricerca di Altro è l'unica Rivoluzione autentica ed efficace che ci rimane ancora possibile, e anzi Indispensabile. Come andiamo dicendo da qualche decennio. Ma di ora in ora questa necessità si fa sempre più manifesta, mentre gli Ossessi Demenziali mostrano il loro volto stralunato, bislacco, mostrificato, e li vediamo in piena luce nella loro follia omicida, genocida, cosmicida, in tutto il loro Odio incontenibile per tutta la creazione. Ma la Rivoluzione in corso, come diceva Nietzsche, procede col passo della colomba, sembra impercettibile, sembra impotente. Bisogna conquistare gli occhi panoramici e lungimiranti dello Spirito per vedere già da ora il trionfo della nuova umanità, della nostra più vera libertà, e il dissolversi di tutte le ombre assassine che si stanno già disintegrando come una nebbia biancastra alle prime luci del Sole. Marco Guzzi www.darsipace.it

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Pubblicato 8 apr

🎭Carissimi amici e amiche, vi invitiamo a partecipare allo spettacolo di danza e musica dal vivo che si terrà a Roma questo fine settimana: “Spazio Nous è felice di ospitare l’artista Davide Sabatino sabato 11 aprile alle ore 21 per una serata che intreccia spettacolo e parola, musica, danza e poesia. Attraverso la lettura di testi poetici, il movimento del corpo sulla scena e l’accompagnamento musicale, prende forma “Il Poetico Rivoluzionario”: un’esperienza artistica e culturale che unisce performance e dialogo col pubblico in un unico emozionante momento di incontro. In un tempo segnato dalla frenesia e dall’incertezza, la poesia può diventare un gesto di libertà e di risveglio, una possibilità per tornare a interrogare il nostro modo di abitare il mondo.” Prenotazione necessaria: David 333 3646349 [email protected] 📌Ci vediamo in teatro! Presso Spazio Nous in Via Lucrino, 15 (Roma)

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Pubblicato 7 apr

Oggi, al termine di tutte le epoche, nel punto di svolta dopo cui tutto sembra smangiarsi e collassare, dopo i totalitarismi, dopo le più sbalorditive scoperte della fisica e della scienza, dopo la frantumazione psicanalitica dell’io, dopo l’avvento della IA e del capitalismo della sorveglianza, dov’è che possiamo ancora sperare di trovare Dio? La risposta di Amendola è semplice e rivoluzionaria: dentro di noi, dov’è sempre stato; e in una pratica, cioè nell’umiltà di un atto. Laddove la parola deve tacere (come insegna Wittgenstein), laddove si deve cedere spazio al silenzio, come insegnano i santi, i mistici e alcuni filosofi e poeti, ebbene è l’azione che può portarci fino alla radura al cui centro brilla il fuoco della salvezza. Amendola innesta in questo punto critico, su questa soglia antropologica, un’esauriente analisi del movimento Darsi Pace. Le pratiche meditative, contemplative e di autoconoscimento che innervano il lavoro dei gruppi servono ad ammorbidire la dura crosta della psiche, rendendola più malleabile; ma poi, anziché fermarsi sull’orlo dell’abisso che allora (liquidate le categorie dell’ego) si spalanca, occorre gettarvi sopra il ponte di un affidamento superiore. Ecco l’attualità estrema di Darsi Pace, la sua storicità vibrante: non rinnega le conquiste moderne (vedi la psicoanalisi), ma le usa come trampolino di lancio; e tantomeno rinnega la tradizione, che è viceversa la solidissima base (in tempi di cattedrali più o meno ingannevoli, costruite sulla sabbia) per tentare il balzo. Questo balzo è sempre il medesimo, perché provare a raggiungere Dio, vale a dire un senso, rappresenta la nostra esigenza interiore più acuta, il pungolo della nostra perenne fame spirituale (che, a onta delle menzogne mainstream, è intatta). Non a caso il sottotitolo di Darsi Pace recita: liberazione interiore e trasformazione del mondo. È solo liberandoci dalle mille pastoie dell’ego e della società che intuiamo e magari anche tocchiamo quel senso, ed è solo toccandolo che possiamo davvero rovesciare il mondo, che è anzitutto una modalità di vedere, uno sguardo sul creato. Ogni altro tentativo di cambiamento, inclusa la più violenta delle rivoluzioni, non può far altro che ricascare all’interno del sistema di potere, guerra e diseguaglianza che vorrebbe distruggere. Per Amendola allora (e prima per Darsi Pace), è la figura del Cristo l’autentica chiave di volta. È grazie al magistero e all’esempio di Gesù, infatti, che siamo in grado di formulare e nutrire l’immagine d’un Dio buono senza condizioni, un Dio che non partecipa al male né lo desidera o lo esige ma la cui infinita potenza consiste, semplicemente e meravigliosamente, in un infinito amore. (Recensione di Enrico Macioci, scrittore e praticante dei gruppi Darsi pace, al libro di Giovanni Amendola) https://www.darsipace.it/la-vera-rivoluzione-e-un-infinito-amore/?fbclid=IwZnRzaARBxV9leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeY0-gokZGF3sUSlgGiK-7AHuAl0a7zvaSWUwI_Ky61cbBGWNarRfvGVJ-qe4_aem_xUxoRjCnpbMbUSnKSU2YiQ

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Pubblicato 6 apr

Solo nel profondo lo comprendi, solo a 1000 metri almeno sotto il livello del mare: Sotto i cavalloni Dove la corrente è un dondolo Tra i ricci aguzzi una stella Rossa mi chiamò: "Nessuno schiaffo Di vento più ti volterà Verso questa terra: la terra Tua è dietro l'orologio. Non hai riquadri Di marmo al campo santo, Né piramidi in mezzo alle dune;: Il tuo sepolcro E' vuoto". Marco Guzzi

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