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LO STRETTO DI TRUMP Trump non resiste. Ieri 27 marzo, durante il suo intervento al Future Investment Initiative (FII) Priority Summit a Miami, hasparato «devono riaprire lo Stretto di Trump». Poi finge di correggersi in Hormuz, ma la il messaggio è chiaro. Non è una boutade, è il suo marchio di fabbrica: - Golfo del Messico ribattezzato Golfo d’America, - Gaza da radere e trasformare in “Riviera Trump”, - Groenlandia da annettere “per sicurezza”, - Panama da riprendersi con la forza se serve. L’impero ha gettato la maschera. Non esporta più democrazia: tratta mari, terre e popoli come estensioni del suo portfolio immobiliare. È colonialismo 3.0, nudo, arrogante e con il logo Trump che tratta il mondo come il suo resort privato. Guardate il video. E tenete a mente l’alterigia di Trump e la tracotanza dell’impero a stelle strisce. Non dimenticate: la superbia parte a cavallo ma torna a piedi. O strisciando. Approfondisci sul mio sito: ➡️www.roccocantautore.com