Contenuto
ALT! RETROMARCIA! Dopo il Puttanateday in cui annunciava il Bridge Day, il Power Plant day e la fine del mondo, Don Aldo fa la sua classica schizofrenica marcia indietro (“strategia geniale” la definirebbe chi indossa la casacca MAGA) e accetta come base negoziale i dieci punti proposti dall’Iran per un cessate il fuoco. Una mossa che gli stessi media israeliani (Times of Israel in primis) definiscono una “vittoria significativa per la nazione iraniana”. In sostanza l’Iran ottiene tutto ciò che voleva: • continuerà ad arricchire l’uranio • controllerà lo Stretto di Hormuz, chiedendo tariffe per il passaggio (si parla di due milioni di dollari per nave) • revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie all’Iran • richiesti risarcimenti di guerra • ritiro delle forze USA dalla regione. Ecco i 10 punti nel dettaglio: 1. Garanzia di non aggressione — Gli Stati Uniti devono impegnarsi formalmente e in modo vincolante a non attaccare più l’Iran (non-aggression guarantee). 2. Mantenimento del controllo/coordinamento iraniano sullo Stretto di Hormuz — Riapertura del passaggio sotto il coordinamento delle Forze Armate iraniane. L’Iran mantiene un ruolo di supervisione operativa e geopolitica sul traffico. 3. Accettazione del programma di arricchimento dell’uranio — Washington deve riconoscere e accettare il diritto dell’Iran di arricchire l’uranio per scopi civili (un punto che gli USA avevano sempre considerato una linea rossa). 4. Revoca di tutte le sanzioni primarie contro l’Iran (quelle dirette imposte dagli USA). 5. Revoca di tutte le sanzioni secondarie (quelle che colpiscono entità straniere o banche che fanno affari con l’Iran). 6. Rilascio di tutti gli asset iraniani congelati all’estero. 7. Pagamento di compensazioni per danni di guerra — Risarcimento completo per i danni causati dagli attacchi USA e israeliani (ricostruzione di infrastrutture, impianti energetici, ecc.). 8. Ritiro di tutte le forze di combattimento USA dalla regione (ergo, da tutte le basi in Medio Oriente). 9. Fine permanente di tutte le ostilità nella regione, inclusa la cessazione degli attacchi contro i componenti dell’Asse della Resistenza, in particolare fine degli attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano e contro altri “proxy”. 10. Quadro per una pace duratura — Fine definitiva della guerra (non solo tregua temporanea), con un protocollo per la sicurezza regionale, la ricostruzione e il riconoscimento del ruolo geopolitico iraniano (incluso il pedaggio sul transito nello Stretto di Hormuz, con divisioni dei proventi con l’Oman per la ricostruzione). In tutto ciò, il tanto sbandierato regime change non c’è stato. Che ne sarà delle povere donne iraniane ora che le bombe a stelle (di David) e strisce le hanno abbandonate? Intanto c’è già chi considera questa mossa come un ennesimo bluff per rifiatare, ricompattare le forze e preparare il prossimo attacco. Una cosa è chiara: il mondo è cambiato. La pax americana nei chokepoint globali ne esce fortissimamente ridimensionata e il multipolarismo guadagna altro terreno. In ogni caso sono mooooolto contento che Trump possa riposare un po’ da questa guerra logorante, così potremo finalmente tornare a parlare di cose più leggere. Tipo… a che punto eravamo con gli Epstein files? 🤨 ➡️ Approfondisci i miei lavori, visita il sito www.roccocantautore.com