Contenuto
https://x.com/SavinoBalzano/status/1950799845070938377?t=fuBIu6-gsFVRQtSYqxo0Qg&s=19 Non oso nemmeno immaginare lo sguardo di puro sgomento dell’ambasciatore russo, raggiunto dalla notizia della convocazione alla Farnesina da parte di Antonio #Tajani. Il nostro autorevole Ministro degli Esteri vuole chiedergli conto della recente iniziativa russa, che ha inserito #Mattarella nella lista dei russofobi. Me lo immagino, l’ambasciatore, con la gocciolina di sudore gelato che gli cola lungo le tempie. Come uno scolaretto dalla direttrice, dopo averla combinata grossa. Speriamo solo che qualcuno abbia informato Tajani della fine dell’#UnioneSovietica: non vorrei che la propaganda l’abbia confuso anche su questo punto. Più o meno in quegli anni, l’Olp – e dunque l’Anp – riconosceva #Israele, e qualche giorno fa il dettaglio gli è sfuggito. Mi spiacerebbe che gli fosse scappato di mano tutto quel capitoletto del Bignami di storia contemporanea, che avrà acquistato prima di accettare l’incarico, per raggranellare i rudimenti del mestiere. Non si offenda, si scherza! Ora, per entrare un istante nel merito – giusto quanto basta – cosa ci aspettavamo? Questi decidono di fare una lista dei russofobi e arrivano al momento di scegliere se inserirvi o meno il nostro Capo dello Stato. Immagino il loro dialogo. Il primo fa: «E questo #SergioMattarella? Perché ce lo dovremmo infilare? Che ha fatto?». E il secondo: «Mah, sai, a febbraio da Marsiglia ci ha paragonato alla Germania del 1939». E quell’altro: «Oh bella! La stessa Germania che ci è costata più di venti milioni di caduti, circa venticinque, tra militari e civili, quando ci chiamavamo ancora Urss? Quella che noi abbiamo fermato, nonostante nessuno ce lo riconosca per davvero?». Risponde: «Eh sì, proprio quella...». A quel punto la decisione è parsa di mero buon senso ed è stata assunta all’unanimità. Da russo, avrei fatto lo stesso. Una provocazione? Direi che a subirne, e da mesi, sono principalmente loro. Le prese di posizione dei politici italiani che si stracciano le vesti – a partire da quella del camaleontico Giuseppe #Conte – fanno ridere. Apprezzabile il silenzio di #Salvini. Poi, proprio noi vogliamo dare lezioni ai russi? Noi che avevamo le liste di proscrizione dei putiniani sulla prima pagina del più grosso giornale nazionale? Noi che non facciamo esibire gli artisti russi? C’è poco da scandalizzarsi. Volete dipingerli come brutti e cattivi, secondo la narrazione impostaci dal Colle per mesi e mesi? Fate pure, ma chi semina vento raccoglie tempesta.