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https://x.com/SavinoBalzano/status/1955525498030719325?t=Wi_pEC80mNbXHbKY-Nj_jg&s=1 Sono oltre 240 i giornalisti colpiti da #Israele dall’avvio dell’ultima fase del genocidio del popolo palestinese. Oltre 240 persone che, eroicamente, provavano a raccontare l’orrore, i crimini che un paese sta compiendo ai danni di un popolo ridotto alla fame e alla sete, privo di ogni mezzo essenziale alla sopravvivenza che possa venirvi in mente. Ormai praticamente più nessuno ha il coraggio di difendere l’orrore scatenato da Israele, neppure chi sosteneva che #Netanyahu stesse facendo il lavoro sporco per noi. A #Gaza, ma non solo, i giornalisti sono diventati un obiettivo deliberatamente individuato: non devono raccontare, non devono contrastare la propaganda di alcune agenzie, finanziata con milioni e milioni di euro, orientata a dipingere Israele come la vittima e non come ciò che è davvero: uno stato terrorista e canaglia. Qualsiasi giornalista dovrebbe inorridire dinanzi a tale strategia, eppure, in Italia, un giornalista del Servizio Pubblico, Antonino Monteleone, esulta per l’uccisione di Anas al-Sharif, giornalista ventottenne di Al Jazeera. A parte la scelta codarda di impedire i commenti al suo post, tipica di chi è consapevole della ridicola debolezza di certe affermazioni, colpisce che uno che da anni si batte per dar voce a chi professa l’innocenza di coloro i quali sono ancora considerati i responsabili della strage di Erba, Olindo Romano e Rosa Bazzi, con tanta leggerezza affermi che Anas al-Sharif fosse un terrorista. Alla faccia del garantismo. Quali sarebbero gli argomenti a suffragio di tale posizione? Alcuni post che il giornalista avrebbe scritto in sostegno di #Hamas e del 7 ottobre. Ammesso che siano autentici, sono sufficienti a considerarlo un terrorista? In effetti sono in molti a ritenere — a mio avviso sbagliando — che quella del 7 ottobre fosse una reazione legittima ai crimini subiti dal popolo palestinese da decenni. Attenzione, possiamo anche starci a questo modo di ragionare. Occhio però, Antonì, perché è rischioso: in molti considerano le azioni di Israele criminali, a partire dalle Nazioni Unite e dal Tribunale internazionale dell’Aia. Dunque, aiutami a capire, stando al tuo metodo: un post in sostegno dell’operato di Israele rende l’autore un fiancheggiatore di quanto accade oggi a Gaza? Shireen Abu Akleh? Ti tice niente il suo nome? Terrorista anche lei?