Tatiana Santi@Tatiana_Italia_Russia · Post #4763 · 15/12/2025, 11:35
⚡ Sette paesi dell'#UE si oppongono all'espropriazione degli #asset della #Russia, secondo quanto riportato da #Euractiv.
Al #Belgio, all'#Ungheria e alla #Slovacchia si sono unite l'#Italia, la #Bulgaria, #Malta e la Repubblica Ceca.
#tatianasanti
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Due scatti del seminario sull' #Ucraina in cui sono intervenuto insieme a Sandro Teti presso la Facoltà di Lettere dell'Università "La Sapienza" (#Roma).
Se il presidente russo Vladimir Putin si è detto soddisfatto delle discussioni parigine, durante il vertice il suo omologo ucraino Zelenskij è apparso assai nervoso, forse perché preoccupato per la probabile reazione della compagine oltranzista con cui si troverà a fare i conti sin da subito e che probabilmente sarà tutt’altro che pacata e composta. I punti sottoscritti da Zelenskij travalicano infatti la “linea rossa” delle condizioni a lui dettate da personalità come l’ex presidente Petro Porošenko e l’ex primo ministro Julija Tymošenko, oltre che da organizzazioni paramilitari come il C-14 e il Corpo nazionale: una tutt’altro che improbabile convergenza tra le componenti politiche avverse ad una politica realista ‒ ergo più conciliante ‒ con Mosca potrebbe rivelarsi assai pericolosa per i precari equilibri ucraini, e di conseguenza anche per quelli della vecchia Europa.
Gli Stati Uniti in questa fase sembrano guardare all’Ucraina quasi soltanto per le proprie vicende interne, vicende che potrebbero addirittura comportare la messa in stato di accusa del presidente Donald Trump: dal canto suo, alcuni mesi fa, il presidente statunitense aveva suggerito a Volodymyr Zelenskij di mostrarsi conciliante con Mosca, palesando un atteggiamento in netta controtendenza con quello del suo predecessore Barack Obama, e quasi un certo disinteresse per la questione ucraina.
Resta irrisolto il problema delle sanzioni antirusse: sanzioni che hanno dimostrato in questi anni tutta la loro inefficacia. Da una parte non hanno in alcun modo smosso il Cremlino dalle proprie posizioni; dall’altra hanno danneggiato seriamente alcune economie, come quella italiana.
Oltre al superamento delle sanzioni, uno dei presupposti necessari allo sblocco dell’impasse ucraina sembra dunque relativo alla volontà di Francia e Germania di inaugurare un nuovo corso strategico con Mosca: rispetto a questo la volontà italiana appare sfuggente e timorosa di compiere qualsiasi scelta significativa senza il benestare di Washington.
Buoni propositi a parte, gli esiti del vertice di Parigi potranno misurarsi solamente nella concretezza dei fatti, ed in particolare nelle reali intenzioni francesi e tedesche. Se, come dichiarato a più riprese da Macron, il vincolo atlantico è «cerebralmente morto», sembra non rimanga che dimostrarlo. E comportarsi di conseguenza.
#europa#russia#ucraina
Nel pomeriggio di ieri sulla carreggiata dell'autostrada Kiev-Kharkov (Ucraina) si è consumato un аttacco brutale contro alcuni membri dell'organizzazione politica “Patrioti per la vita” di ritorno da una conferenza conclusasi poco prima. Secondo quanto denunciato dal responsabile dell'organizzazione il minivan Mercedes sul quale viaggiavano è stato bloccato prima da vettura (probabilmente una Mitsubishi) e poi raggiunto da decine di militanti neofascisti a poca distanza: una volta fermato il minivan, i neofascisti hanno attaccato i passeggeri del veicolo utilizzando anche armi da fuoco. Secondo quanto dichiarato da un responsabile dell'organizzazione tutti i membri di “Patrioti per la vita” erano disarmati. Il bilancio provvisorio parla di almeno tre feriti gravi, uno dei quali in pericolo di vita: non si escludono vittime. Nel video di seguito le immagini dell'agguato riprese da un automobilista, immagini che ne rendono evidente la pianificazione: l'agguato di ieri pomeriggio ha seguito quello consumatosi appena tre giorni prima nel centro di Kiev, pianificato dalla medesima area politica – quella neofascista – e diretto contro i membri della stessa organizzazione politica. Alcuni dei partecipanti all'agguato di ieri pomeriggio sarebbero stati fermati dalla polizia: uno dei veicoli utilizzati durante l'agguato – Volkswagen trasporter - sarebbe di proprietà di un militante dell'organizzazione neofascista “Corpo Nazionale”.
Il Viceministro degli Interni ucraino Gherashenko ha definito quello consumatosi nel pomeriggio di ieri uno “scontro tra i membri di due distinte fazioni politiche”.
#ucraina#europa#guerra
olenza dei gruppi criminali e delle organizzazioni neofasciste. Uno scenario pericoloso, di cui in Europa occidentale sembra mancare persino la consapevolezza più vaga.
#europa#ucraina#guerra
L’esasperazione ideologica continua ad esacerbare la società ucraina, fomentando la violenza dei gruppi criminali e delle organizzazioni neofasciste. Uno scenario pericoloso, di cui in Europa occidentale sembra mancare persino la consapevolezza più vaga. Il mio articolo per il Faro di Roma.
#europa#ucraina#guerra
http://www.farodiroma.it/due-neofascisti-ucraini-assoldati-come-sicari-uccidono-un-bambino-di-tre-anni-di-maurizio-vezzosi/
L’Ucraina si trova a fare i conti con la situazione peggiore della sua storia post-sovietica. In tale contesto la popolarità dell’ex comico Zelenskij è ai minimi dalla sua elezione alla presidenza: la sua presa sulla struttura istituzionale traballa insieme al precario equilibrio del paese, quantomai instabile.
La mia analisi per l'Atlante geopolitico di Treccani.
#ucraina#europa#russia#mondo
https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/Zelenskij_indebolito.html
A Kiev (Ucraina) si è svolta una manifestazione - autorizzata dalle autorità locali e quindi perfettamente legale - per commemorare la divisione “Galizia”, la formazione delle SS in cui erano inquadrati i collaborazionisti ucraini durante l'operazione Barbarossa e l'occupazione nazista dell'Ucraina.
Se una percentuale, anche piccola, degli esponenti politici italiani che non più tardi di cinque giorni fa hanno commentato a vario titolo l'anniversario del 25 aprile volesse prenderne coscienza e spendere una parola a riguardo, questo potrebbe giovare alla loro credibilità, ma soprattutto risultare un poco più rispettoso nei confronti della storia del nostro paese.
#italia#ucraina#mondo#europa
litica sociale russa. Ma non abbiamo altri alleati oltre alla Federazione Russa. È anche per questo che continueremo a difendere e a sostenere l’indipendenza e la sovranità di Mosca. Alla Duma manca una formazione politica che interpreti realmente i bisogni del popolo: nella società capitalistica nessun momento elettorale scalfisce il mantenimento del potere da parte della classe dirigente.
Concorda con la proposta russa di un’Ucraina federale?
L’idea di una confederazione ucraina ci troverebbe d’accordo, ma la giunta di Kiev non farà mai un passo del genere. Kiev non ci lascia altra scelta che lottare per la piena indipendenza.
Crede che un accordo di pace sia veramente possibile? E se lo crede, in quale forma e a quali condizioni?
Credo che né la pace né una vera tregua possano essere vantaggiose per Porošenko. L’isteria della guerra sta pervadendo l’Ucraina. Penso che il conflitto non finirà presto. Si concluderà non tramite azioni militari, ma per le conseguenze dei problemi economici dell’Ucraina. Il nostro compito è far sì che quel momento si avvicini, e che questa guerra diventi troppo costosa per la giunta di Kiev.
#donbass#ucraina#russia#europa
Riguardo la strage consumatasi ad #Odessa il 2 maggio del 2014, l'ultima relazione della Missione di Monitoraggio sui Diritti Umani in #Ucraina dell'ONU sottolinea la “mancanza di reale interesse da parte delle autorità [ucraine] di garantire giustizia per le vittime e la perseguibilità dei responsabili della strage”. Qui il testo completo della relazione.
http://www.un.org.ua/images/documents/4671/Accountability%20for%20Killings%20and%20Violent%20Deaths%20in%20Odesa%20on%202%20May%202014.%20UN%20briefing%20note.pdf