Una lettera per esprimere “fraterna vicinanza e sincera solidarietà” ai Vescovi, al clero, ai consacrati, alle consacrate e alle popolazioni colpite dalla #guerra è stata inviata dal Cardinal Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della #CEI, ai Patriarchi del #MedioOriente.
A nome della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, Zuppi manifesta “apprensione” per “l’inasprirsi delle violenze che continuano a provocare sofferenza, ferite e lutti, gravando soprattutto sui più fragili: famiglie, bambini, anziani, malati, persone costrette a lasciare le proprie case o a vivere nell'incertezza quotidiana”.
“Ci preoccupa fortemente – scrive il Presidente della CEI – il fatto che le comunità cristiane del Medio Oriente, culla della nostra fede, già messe a dura prova da anni di violenza e da episodi di persecuzione, possano perdere la speranza e, soprattutto, che le giovani generazioni decidano di abbandonare la terra in cui sono nate”.
“Il grido di chi soffre interpella la coscienza di tutti e non può essere ignorato”, sottolinea il porporato ribadendo “con convinzione che la guerra non è e non può mai essere la risposta”. “La logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte del dialogo e della diplomazia, unica via percorribile per la composizione delle contese e per la costruzione di una pace giusta e duratura”, rileva il Presidente della CEI rinnovando l’appello di Papa #LeoneXIV affinché “tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla #pace”.
Nella lettera ai Patriarchi si ricorda che venerdì 13 marzo la Chiesa italiana vivrà una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, durante la quale si farà memoria in modo particolare di padre Pierre Al-Rahi, sacerdote ucciso in un attacco in Libano, e delle martoriate Chiese del Medio Oriente.
"L’atteggiamento americano verso le risorse siriane mal si confà ad una grande potenza, soprattutto laddove queste mosse andassero a sostengo del progetto di creare un quasi-Stato nella parte orientale della Siria.” Dalla mia intervista a Marija Chodynskaja Golenisheva, arabista e diplomatica russa in visita a Roma per la presentazione dell'edizione italiana del suo libro "Siria. Il tormentato cammino verso la pace", Sandro Teti Editore. L'intervista è stata pubblicata dall'Atlante geopolitico di Treccani.
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http://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/Tratti_e_obiettivi_dell_intervento_russo_in_Siria.html
Poco fa, durante l'intervista a Marija Chodynskaja-Golenisheva, arabista e diplomatica russa in visita a Roma per la presentazione dell'edizione italiana del suo libro "Siria. Il tormentato cammino verso la pace", Sandro Teti Editore. Già autrice di "Aleppo. Guerra e diplomazia" (2018). L'invervista sarà presto pubblicata dall'Atlante geopolitico di Treccani. #russia#siria#guerra#pace#mediterraneo
Nel pomeriggio di ieri sulla carreggiata dell'autostrada Kiev-Kharkov (Ucraina) si è consumato un аttacco brutale contro alcuni membri dell'organizzazione politica “Patrioti per la vita” di ritorno da una conferenza conclusasi poco prima. Secondo quanto denunciato dal responsabile dell'organizzazione il minivan Mercedes sul quale viaggiavano è stato bloccato prima da vettura (probabilmente una Mitsubishi) e poi raggiunto da decine di militanti neofascisti a poca distanza: una volta fermato il minivan, i neofascisti hanno attaccato i passeggeri del veicolo utilizzando anche armi da fuoco. Secondo quanto dichiarato da un responsabile dell'organizzazione tutti i membri di “Patrioti per la vita” erano disarmati. Il bilancio provvisorio parla di almeno tre feriti gravi, uno dei quali in pericolo di vita: non si escludono vittime. Nel video di seguito le immagini dell'agguato riprese da un automobilista, immagini che ne rendono evidente la pianificazione: l'agguato di ieri pomeriggio ha seguito quello consumatosi appena tre giorni prima nel centro di Kiev, pianificato dalla medesima area politica – quella neofascista – e diretto contro i membri della stessa organizzazione politica. Alcuni dei partecipanti all'agguato di ieri pomeriggio sarebbero stati fermati dalla polizia: uno dei veicoli utilizzati durante l'agguato – Volkswagen trasporter - sarebbe di proprietà di un militante dell'organizzazione neofascista “Corpo Nazionale”.
Il Viceministro degli Interni ucraino Gherashenko ha definito quello consumatosi nel pomeriggio di ieri uno “scontro tra i membri di due distinte fazioni politiche”.
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olenza dei gruppi criminali e delle organizzazioni neofasciste. Uno scenario pericoloso, di cui in Europa occidentale sembra mancare persino la consapevolezza più vaga.
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L’esasperazione ideologica continua ad esacerbare la società ucraina, fomentando la violenza dei gruppi criminali e delle organizzazioni neofasciste. Uno scenario pericoloso, di cui in Europa occidentale sembra mancare persino la consapevolezza più vaga. Il mio articolo per il Faro di Roma.
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http://www.farodiroma.it/due-neofascisti-ucraini-assoldati-come-sicari-uccidono-un-bambino-di-tre-anni-di-maurizio-vezzosi/
Tra poco in diretta da Minsk per RSI Radiotelevisione Svizzera italiana sul referendum bielorusso e sulle trattative russo-ucraine.
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Presto sarà disponibile la registrazione del mio intervento di oggi. Dico soltanto, per il momento, che ricorderemo la data di oggi molto a lungo.
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La guerra in Europa è di nuovo un fatto compiuto, come lo è stato con il disfacimento della ex-Yugoslavia, e già in Ucraina nel 2014.
Ne parlerò tra poco presso la sala conferenze della Camera dei deputati.
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