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https://x.com/SavinoBalzano/status/1928054544166002817?t=EsVZM6JcbgaqcSgKm6DvnQ&s=19 Ho molto apprezzato le parole del #PresidenteDellaRepubblica. Ha ragione: "nessun potere è immune da vincoli e controlli." E ci mancherebbe altro: siamo uno Stato costituzionale, fondato su un sistema di equilibri, pesi e contrappesi pensati proprio per contenere derive, eccessi, straripamenti autoritari di ogni tipo. Ho però una piccola domanda — forse ingenua, forse sciocca — ma sento il bisogno di porla comunque: questi limiti valgono anche per lui? Mi chiedo, ad esempio, se sia accettabile che il Presidente #Mattarella imponga una determinata direzione nel processo di integrazione europea, presentandola come immodificabile e indifferibile, indipendentemente dall'opinione pubblica e dall’indirizzo politico del Paese. Mi chiedo anche se sia lecito che il #Quirinale contribuisca a inasprire i rapporti diplomatici con la #Russia, mentre nel mondo si muovono forze che puntano a una risoluzione negoziata del conflitto, e a prescindere dalla varietà di posizioni espresse dalla maggioranza parlamentare. Mi chiedo infine se sia legittimo che orienti il discorso pubblico verso il riarmo e la difesa comune europea, mentre il Paese appare tutt’altro che compatto su questi temi — anzi, profondamente diviso — e indipendentemente dalla linea del #Governo. In sintesi: è accettabile che il Presidente della Repubblica ostacoli ogni tentativo, anche solo timido, di uscire dalla logica del pilota automatico, del vincolo esterno, che ci lega mani e piedi all’Unione Europea, whatever it takes? Quali sono, concretamente, i limiti del suo ruolo? Ci sono oppure no?