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@savinobalzano

Savino Balzano

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Pubblicato8 giu08/06/2025, 19:34
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1931795651286765686?t=z9qk5Bk7UJsRO8S0B6iK_w&s=19 Davvero qualcuno pensava che questo #referendum potesse avere un epilogo diverso? Che i dati sull'#affluenza potessero essere migliori? Nemmeno se i quesiti avessero sostenuto le istanze più giuste dell’universo le cose sarebbero andate diversamente. Perché il problema non sono i temi o le ragioni, ma le persone che pretendevano di farsene carico. Gente che, solo ad ascoltarla, ti lascia sconcertato, sbigottito, spesso nauseato. Li guardi e ti chiedi come sia stato possibile toccare un simile livello di prostrazione culturale. Poteva essere solo una Caporetto. Il #lavoro è il tema più importante di tutti, il fondamento stesso della democrazia repubblicana: davvero era immaginabile che a rappresentarlo fossero quelli che da anni parlano di #fascismo? Quelli degli asterischi alla fine delle parole? Quelli che invocano la libertà di manifestazione, ma voltavano lo sguardo dall’altra parte quando massacravano i portuali di Trieste, o che godevano nell’occupare il posto di chi, senza un QR code, non poteva nemmeno prendersi un caffè al bar? Questa è gentarella: davvero pensavano di essere gli eredi di Di Vittorio? Ora le cose si mettono male. Chi vorrà continuare sulla strada della precarizzazione si sentirà rafforzato da questo risultato. E le attuali opposizioni — se mai, per miracolo (perché solo quello potrebbe aiutarle), arrivassero al governo — vi diranno che “una volta passa l’angelo”: avete detto di no, non votando. E si sentiranno legittimate a non realizzare le abrogazioni che oggi proponevano. Peraltro, non le hanno concretizzate quando governavano: figuriamoci poi. Oggi al seggio ho incontrato elettori molto anziani. Prima di me ha votato una signora con gravi difficoltà motorie, in sedia a rotelle, accompagnata da personale medico. Mi ha colpito assistere a questa cesura, a questo iato tra chi vota anche quando costa sforzi fisici inenarrabili e chi (legittimamente) sceglie di andare al mare. Mi ha fatto male. Il Paese è in brandelli. Ho votato quattro sì sul lavoro e non ho ritirato la quinta scheda. Sapete cosa? Sono troppi anni che scrivo di lavoro e contro le riforme di Monti e Renzi per non votare in favore dell’abrogazione di certe schifezze. Eppure, vi confesso, mi ha procurato profondo imbarazzo, certamente disagio, l’idea di “condividere il fronte” con certa gente. È stata una brutta sensazione. Ho seguito il cuore, l’anima, la coerenza. Ma mi è costato tantissimo. Come scegliere di non tradirsi, anche quando tutto intorno sembra già perduto. #referendum8e9giugno#Referendumabrogativi2025#ReferendumLavoro