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@savinobalzano

Savino Balzano

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Pubblicato29 nov29/11/2025, 16:53
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1994811804883501236?t=6uN85Ko_dorYWR6a5rcvwA&s=19 In settimana è passata quasi in sordina l’ultima di #IlariaSalis. La pregiudicata, in un appassionato intervento al Parlamento europeo, dall’alto della sua erudizione, si è lanciata in una personale definizione di passeur. Alcuni passaggi della lectio magistralis di Ilaria: «Nel linguaggio pubblico si usa spesso trafficante di esseri umani ma non vuol dire la stessa cosa e questa confusione semantica non è casuale, fa parte del repertorio discorsivo della guerra contro la migrazione. Il trafficante è chi costringe le persone con la forza, l’inganno o la minaccia. Le riduce in schiavitù, le sfrutta, le sequestra». Il passeur, invece, è «chi organizza l’attraversamento di un confine chiuso, per persone che hanno scelto volontariamente di partire e pagano per il servizio. Un servizio basato sul consenso e che non avrebbe motivo di esistere se ci fossero vie legali e sicure per la migrazione». Poi, il paragone più suggestivo con «coloro che durante il nazifascismo aiutarono gli ebrei a superare illegalmente i confini mettendoli in salvo dalle persecuzioni e dalle deportazioni nei lager». Insomma, roba da dedicar loro un albero nel Giardino dei Giusti. Non ci sarebbe nemmeno da commentarle le sue parole: basterebbe guardare al pulpito. Una persona accusata di reati gravi, gravissimi, che per sfuggire al processo in Ungheria si fa raccomandare (alla faccia della lotta alle caste e ai privilegi) e candidare al Parlamento europeo da partiti di pseudo-sinistra. Ovviamente si tratta di meri vaneggiamenti: spesso, spessissimo, coloro i quali organizzano i viaggi dei migranti lo fanno per interesse, per soldi. Moltissimi soldi. Chi parte per fuggire dalla miseria o dalla guerra è costretto a vendere ogni cosa per pagare il viaggio e, molto spesso, è lasciato a marcire nei villaggi di partenza proprio perché non riesce a raccogliere la cifra necessaria. Una volta raccolta, se non viene derubato o truffato, il disperato si ritrova su imbarcazioni fatiscenti, stracolme e inadeguate alla traversata. In caso di pericolo, gli scafisti buttano tutti in mare e fuggono via. Il suo era un riferimento ai trafficanti via terra, certo, ma il principio non cambia affatto. Vere e proprie organizzazioni criminali, mafiose, che speculano sulla disperazione e costruiscono un business: veri e propri mostri. Un sistema che poi è funzionale alla schiavitù nei Paesi di transito e di approdo: schiavitù da lavoro, schiavitù sessuale, vere e proprie ragnatele nelle quali questi esseri umani restano invischiati, inevitabilmente intrappolati. Ed è, paradossalmente, indispensabile che sia così: le nostre società, sempre più impoverite da politiche neoliberali e austere, necessitano di prodotti a basso costo per potersi sostenere. L’integrazione è impossibile, strozzata dal cappio che le istituzioni eurounitarie impongono agli Stati membri in termini di spesa, e gli schiavi restano tali, finendo per entrare in concorrenza con i lavoratori autoctoni e spingendo le retribuzioni verso il basso, coerentemente con l’economia mercantilista ed esportatrice del continente. Tutto torna, perfettamente funzionale. Ma per la Salis il ragionamento è forse eccessivamente complesso: starà già indugiando sul patriarcato. Gente come lei è una manna dal cielo per il sistema. E la nostra meravigliosa informazione? Basta uno starnuto di chiunque a destra per mettere in piedi palinsesti su palinsesti, utili ad attribuire nostalgie e revanscismi fascisti di ogni sorta. Se a parlare è qualcuno di particolarmente utile a chi comanda davvero, però, meglio far finta di nulla. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.