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https://x.com/SavinoBalzano/status/2042211325137355193?s=20 Che ci sia da rivedere nell’azione di governo lo dicono anche esponenti della maggioranza. Una coalizione non è un clan, come non lo è un partito o una comunità politica che germoglia al suo interno. Le criticità si devono denunciare e Claudio Borghi lo fa. Ovviamente direi. Il Patto di Stabilità deve essere messo in discussione — con buona pace del #Quirinale — e bisogna sostenere chiunque si faccia portavoce di questa istanza: non è accettabile che l’Italia resti soffocata dal cappio tecnocratico europeo. Come accade adesso. E che accade - lo dico agli sciocchi che convulsano sulla tastiera credendo di essere a volto coperto - è ovvio: altrimenti perché agire contro #Bruxelles? E dunque, ai piccoli viscidi mitomani (dei quali i loro beniamini, nella stragrande maggioranza dei casi, non conoscono nemmeno l’esistenza, giustamente), ai poveretti che vengono a insultare, ritenendosi (fessi!) protetti dall’anonimato della peggiore pavidità, rivolgo l’invito a distinguere la politica dal settarismo, i politici dai profeti del Verbo. Tra amici le cose si possono dire serenamente, si può pungolare e talvolta dissentire: si resta amici. C’è però chi del social ha fatto una ragione di vita — pensa che disperazione alla Napalm 51 — e allora dovrebbe avviare un percorso di cura, facendosi seguire da un ottimo analista, prima che sia troppo tardi. #BattitoriLiberi dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.