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Post #717

@savinobalzano

Savino Balzano

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Pubblicato28 lug28/07/2024, 08:17
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1817474326045598026?t=jTICLdwCTC2vI3XGn_EwrA&s=19 Qualche giorno fa ho letto questo tweet e lo vorrei commentare con voi: un "ragionamento" (virgolette davvero imprescindibili), indegno per chiunque faccia "politica" (queste virgolette forse lo sono ancora di più). L'autore è tale @marattin, quello che "argomenta", come Renzi (pare non si amino più come un tempo), che la sanità pubblica italiana non avrebbe subito alcun taglio, basandosi sul finanziamento nominale, in termini assoluti. Come a dire che un operaio che guadagnava, cifra a caso, 500 mila lire nell'80 e percepisse oggi il controvalore in euro (circa 250 euro) non abbia perso un centesimo. Un genio, direi, giusto? In questo caso a guadagnarci sarebbe ovviamente la multinazionale che paga quei 250 euro, ma è solo una coincidenza. Non vi pare? Bene due giorni fa #Marattin dal nervoso si rosicchiava le unghie delle mani e dei piedi: le #Olimpiadi avrebbero dovuto essere a #Roma e non a #Parigi. Io pure non avrei perso l'occasione di celebrarle a Roma, ma il ragionamento di Marattin è spaziale: la colpa è della politica che ha lasciato decidere a meccanici e fruttivendoli (nello specifico a quelli di @ale_dibattista). Per carità, precisa Marattin, non ce l'ha con loro: sono preziosi e gli vendono la frutta, oltre a riparargli l'automobile. Ma, continua, cosa c'entra con loro la politica? Si occupino di marmitte e peperoni: alla politica ci pensino i #Marattin. Un ragionamento spregevolmente classista, privo di basilari consapevolezze di cultura politica. Perché mai fruttivendoli e meccanici non dovrebbero poter influenzare la politica rispetto a decisioni che incidono sulla loro vita e su quella dei loro figli? Perché non dovrebbero essere ascoltati? La politica (quella senza virgolette) è esattamente l'opposto: coinvolgimento del popolo, ascolto costante e continuo, empatia, simil-patia. Il paradosso è che oggi chi prova ad ascoltare la gente viene condannato e tacciato di populismo (per me un complimento). Cosa avrebbe risposto Marattin ai cafoni di Di Vittorio? Che la politica non era cosa loro, per quanto preziosi nel procurargli dei pomodori? Poi, per carità, in un passaggio furbescamente Marattin parla della finanza: come se il fruttivendolo e il banchiere avessero gli stessi mezzi per incidere. Risibile. E se a fruttivendoli e meccanici è bene impedire di assumere direttamente decisioni politiche, allora è opportuno riscrivere il terzo comma dell'articolo 75 della Costituzione: "Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini [eccezion fatta per fruttivendoli e meccanici] chiamati ad eleggere la Camera dei deputati". Non è una banale presa in giro. Sia chiaro, questa è gente che andrebbe sotterrata di risate, meriterebbero 10, 100, 1000 pernacchie di Eduardo in stile Oro di Napoli, ma poi basta. Poi bisogna capire che la loro "cultura politica", fatta di anomica assenza della stessa, è la negazione della politica. Loro sono la vera anti-politica! Per quanto mitizzato dagli stessi patrizi di cui faceva parte, Lucio Quinzio Cincinnato resta un grande esempio: consolole e due volte dittatore, salvò Roma repubblicana per poi tornare ai campi dai quali proveniva. Ecco, non ci aspettiamo che Marattin salvi la Repubblica oggi, proprio no, ma che da Cincinnato prenda comunque esempio, in qualche modo...