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Изворен канал @pythonotes · Post #110 · 3 јул.

Есть у QLabel есть одна особенность. Её минимальный размер определяется текстом, который в неё записан. Это приводит к тому что длинный текст принудительно увеличивает ширину интерфейса. В большинстве случаев это выглядит плохо. Как с этим бороться? 🔸 Обрезать текст заранее, задав лимит по длине строки. В этом случае мы теряем часть визуальной информации. Не всегда угадаешь нужный размер. В разных OS шрифт используется разный. 🔸 Делать перенос строки. Тогда мы получим изменение размера в другую сторону, что тоже поломает интерфейс. 🔸 Переопределить paintEvent() и сделать кастомный рендеринг текста. Можно, но слишком сложно для такой задачи. Проще всего обрезать текст под текущий размер виджета используя класс QFontMetrics. Он имеет готовый метод elidedText(), который просто вызываем по событию resizeEvent. Я также добавил установку ToolTip чтобы всегда можно было увидеть полный текст при наведении курсора. 🌎 Код здесь #qt#source

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Пребарај: #fede

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1139 · 03.09.2025 г., 09:16

https://x.com/SavinoBalzano/status/1963166563667701781?t=-pBUnENgdQNxwS-SqGJLtA&s=19 Su #EmilioFede si sta scrivendo un po' di tutto. C'è chi lo vuole "recuperare" e allora ti parla dei suoi trascorsi in Rai, della direzione del TG1. C'è chi, dall'altro lato, ricorda il suo matrimonio (secondo alcuni lo avrebbe aiutato nella scalata interna al servizio pubblico) e il costo esorbitante delle sue missioni da inviato. Ovviamente, non può mancare l'avventura al TG4: se ne sottolinea la totale dedizione alla causa berlusconiana. Ebbene, io voglio dire solo questo: rispetto a tanti giornalisti di oggi e a tanti giornali di oggi, anche la pagina di Mediaset scritta da #Fede sarebbe oro colato. Non rappresenta di certo il mio modello, ma è innegabile che Emilio Fede fosse letteralmente innamorato di #SilvioBerlusconi: la sua era cieca lealtà, letteralmente fede (appunto). Gli è stato devoto anche dopo il divorzio con la televisione: spesso piangeva pensando a quell'amicizia e non dimenticherò mai le sue parole in auto, mentre provava a rivolgere l'ultimo saluto all'amico, chiedendogli di portarlo in cielo con lui. Emilio Fede desiderava seguire Silvio #Berlusconi persino nell'aldilà. Ora, questo potrà apparire eccessivo, a tratti grottesco, va bene: ma era sincero, trasparente. La sua assoluta partigianeria, la sua totale faziosità erano dichiarate. La sua militanza era ostentata perché ne andava fiero. Piaccia oppure no. Non si sentiva schiavo di Berlusconi: si riteneva un suo discepolo, un suo apostolo. Questa era la sua visione. Ed erano fatti suoi: nessuno era costretto ad ascoltarlo. Oggi, viceversa, assistiamo a uno spettacolo decisamente meno edificante: più infimo, carsico, sibillino, meschino. Siamo circondati da patetici servi che ostentano un'inesistente indipendenza e una falsissima onestà intellettuale: mercenari ipocriti, faziosi per servilismo puro o per solo denaro. Anche Fede era ben pagato, ci mancherebbe, ma la sua dimensione fideistica non può essere dissimulata. Ti raccontava quella che secondo lui era la verità, senza nascondere il suo punto di vista: non pretendeva di tappare la bocca agli altri col manganello del fact-checking. Poi qualcuno rimescolerà nelle vicende personali dell'uomo: gioco d'azzardo e altre più recenti e note. Questioni sue. Mi pare un tristissimo tentativo di nascondersi dietro un dito: lui era un servitore, sissignore, ma questi altri sono proprio servi.