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Изворен канал @pythonotes · Post #156 · 2 окт.

Те, кто в Python не первый день, хорошо знают, что на число можно умножить не только число, но и другие типы. Главное, чтобы у этих типов была реализация такой операции. # list >>> [1] * 3 [1, 1, 1] # tuple >>> (2, 3) * 3 (2, 3, 2, 3, 2, 3) # string >>> "A" * 3 "AAA" Так работает полиморфизм стандартных типов. Интересно здесь то, что это сработает и в том случае, когда порядок операндов обратный. То есть int умножить на [тип]. # list >>> 3 * [1] [1, 1, 1] # tuple >>> 3 * (2, 3) (2, 3, 2, 3, 2, 3) # string >>> 3 * "A" "AAA" Если хотите реализовать такое поведение в ваших классах то следует помнить два момента: 1. Если множитель справа, то вам нужно реализовать метод __mul__, наш класс это первый операнд, то есть слева. myType * 3 2. Если множитель слева, то вам нужно реализовать метод __rmul__, наш класс это второй операнд, справа. 3* myType Всё тоже самое можно делать и для других математических операторов. И если в этом примере действие и результат будут фактически одинаковыми, то бывают ситуации, когда это не так. Например, при умножении матриц имеет значение порядок операндов. Для других операторов, таких как деление или сдвиг, очень важно кто с какой стороны находится. >>> 2/4, 4/2 (0.5, 2.0) >>> 2<<3, 3<<2 (16, 12) >>> 100%15, 15%100 (10, 15) #tricks#basic

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #747 · 17.09.2024 г., 08:34

https://x.com/SavinoBalzano/status/1835959643073372567?t=kDws7UJorXNAG6zZnXt1Zg&s=19 Trovo incredibile che in queste ore qualcuno abbia voglia di parlare di attacco alla #magistratura. Ovviamente a tenere banco è ancora la vicenda di #Salvini e di #OpenArms. Per la verità sarebbe anche la vicenda di #Conte, il quale però ama riabbracciare i suoi ex ministri solo quando questi si chiamano #Speranza o giù di lì. C'è chi sostiene che #MatteoSalvini preferisca parlare della bega giudiziaria, difendendosi peraltro dal processo piuttosto che nel processo, solo per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle difficoltà sue e del #Governo. Che su certe questioni ci siano delle difficoltà mi pare del tutto evidente, ma vorrei modestamente ricordare che non è stato lui ad attualizzare la questione: l'accusa ha chiesto nel processo 6 anni di reclusione. È a fronte di tale richiesta che ha reagito: non mi pare un dettaglio trascurabile. E che si difenda anche dal processo mi pare sacrosanto: "anche", dal momento che nel processo si sta difendendo eccome; "sacrosanto", perché (come ho provato ad argomentare ieri e dunque non ci rientro) questo è un processo politico e rappresenta l'ennesimo gravissimo precedente di incursione della magistratura nel campo della discrezionalità politica. È la magistratura ad attaccare la #politica, non il contrario (quantomeno in questo frangente). C'è un altro aspetto che mi preme chiarire, dal momento che alcuni ieri polemizzavano, ricordandomi come «un #Ministro non sia al di sopra della legge e, dunque, se innocente sarà assolto». A parte il fatto che l'automatismo "innocenza - assoluzione" mi convince poco, vorrei sommessamente ricordare che anche l'azione penale perseguita dall'accusa non deve in alcun modo essere arbitraria o forzata. Vale a dire: non è che siccome hai la possibilità di ottenere l'assoluzione, allora i pubblici ministeri possono accusare chiunque gli passi a tiro senza alcun criterio o, peggio, ricorrendo a elementi che sono squisitamente politici. Parlo in generale: abbiamo la minima idea di cosa possa voler dire subire un procedimento penale? subirlo, magari, nell'assoluta convinzione di essere totalmente innocenti? Ragioniamo per un attimo anche sui danni, materiali e morali, che possono derivare da un procedimento penale ingiusto. Non solo quella del #magistrato giudicante è una funzione delicatissima. Chi #accusa, prima di puntare i dito con ferocia contro un cittadino, dovrebbe probabilmente pensarci cento volte perché il suo è un potere devastante, affidatogli dalla Costituzione perché lo eserciti con le dovute cautele, proprio in considerazione di quanto gravi possono essere le conseguenze di un operato inadeguato. Inadeguatezza (eventuale), peraltro, della quale i magistrati non sono praticamente mai chiamati a rispondere.